Marin carica il Napoli: con la Lazio è finale

Marin carica il Napoli: con la Lazio è finale

In mezzo al caos, qualcuno prova a metterci la faccia. Mentre il Napoli rientrava da Oporto con le ossa rotte e lo spogliatoio ancora caldo di polemiche, Rafa Marin ha preso il telefono e ha scelto la strada più semplice e, forse, più coraggiosa: un messaggio diretto, senza giri di parole, a compagni e tifosi. Niente frecciate, niente “inciuci”, nessun dito puntato. Solo un concetto ripetuto come un mantra: domenica contro la Lazio non è una partita qualunque, è una finale.

Ed è curioso che a farlo sia proprio lui, uno che a Oporto non ha certo vissuto la sua serata migliore. Lo spagnolo, infatti, è stato espulso nel finale per un fallo che si poteva tranquillamente evitare, l’ultima ciliegina amara su un 4-1 che ha fatto male a tutti. Ma invece di nascondersi, Marin ha deciso di esporsi. E in un giorno in cui da Castel Volturno filtrano soprattutto tensioni, la sua è stata una delle poche voci a parlare di gruppo.

Il messaggio: “Siamo il Napoli, restiamo uniti”

Il post è comparso sul suo profilo Instagram nel tardo pomeriggio di giovedì, poche ore dopo l’atterraggio della squadra a Salerno. Il tono è quello di chi sa benissimo di essere dentro un momento complicato: “Domenica ci aspetta una finale. Sappiamo bene dove siamo e non possiamo tirarci indietro dalle nostre responsabilità. Questo è un grande club. Siamo il Napoli, siamo una squadra e dobbiamo dimostrarlo restando uniti”.

Poi l’appello al pubblico e al fattore campo, che in un momento così può pesare parecchio: “Tutti insieme, dando tutto per la nostra gente. Giochiamo allo Stadio Diego Armando Maradona, in casa nostra, ed è proprio lì che dobbiamo essere forti”. E infine l’ammissione, senza alibi: “Abbiamo perso due partite importanti e ne siamo pienamente consapevoli. Adesso è il momento di rialzarci e fare un passo avanti. Forza Napoli Sempre!”.

Parole semplici, d’accordo. Ma pesano, perché arrivano nel giorno in cui fuori dallo spogliatoio è uscito di tutto: dal nervosismo in campo tra alcuni big alle dichiarazioni post-partita di chi ha chiesto chiarezza anche alla società. Marin, invece, sceglie il registro opposto: la parola che usa di più è “insieme”. Non è poco, considerato il clima.

Dalla notte storta col Porto alla chance da titolare

Il dettaglio tecnico, però, è tutt’altro che secondario. Il rosso rimediato in Champions League contro il Porto vale per le coppe europee, non per il campionato. Tradotto: domenica Marin può esserci eccome, e anzi rischia di essere uno degli uomini su cui Massimiliano Allegri dovrà per forza appoggiarsi. Il motivo è sotto gli occhi di tutti: la difesa azzurra è un bollettino medico. Mancheranno ancora Di Lorenzo, Buongiorno e Badiashile, oltre a Spinazzola, Olivera e Favasuli sulle corsie, e in più Marianucci sarà squalificato.

Con numeri del genere, le scelte quasi si fanno da sole. Il centrale spagnolo, arrivato per crescere all’ombra dei titolarissimi, si ritrova invece a dover reggere il reparto nella partita più delicata dell’autunno. Il suo messaggio, letto in quest’ottica, suona anche come una promessa personale: dopo l’espulsione di Oporto, vuole riprendersi la scena nel modo giusto, davanti al suo pubblico.

Certo, servirà un’altra testa rispetto agli ultimi trenta minuti del Dragão, dove il Napoli si è sciolto come già successo troppe volte in stagione. Sette sconfitte in quattordici gare ufficiali non sono un incidente di percorso, sono un trend. E il reparto arretrato, rimaneggiato e stanco, è quello che ne ha pagato il conto più salato.

Lazio capolista e Gattuso da ex: perché è davvero una finale

Marin parla di finale e non esagera. Domenica alle 12.30 al Maradona arriva la Lazio prima in classifica, guidata da un ex che a Napoli conoscono bene: Gennaro Gattuso. Un avversario in fiducia, contro una squadra che invece arriva dal doppio ko con Juventus e Porto e da giorni di veleni. In più è l’ultima gara prima della sosta per le nazionali: perderla vorrebbe dire passare due settimane a rimuginare, con tutte le voci del caso.

Non a caso il club ha deciso di stringere i tempi. Dopo la seduta di venerdì a Castel Volturno la squadra resterà insieme fino alla partita, con Aurelio De Laurentiis che si aspetta una risposta concreta sul campo. Il presidente, per ora, va avanti con Allegri, ma è chiaro a tutti che il verdetto di domenica peserà parecchio sulle riflessioni dei prossimi giorni.

In questo scenario, il post di Marin è una piccola crepa di luce. Non risolve i problemi, non cancella le tensioni e non rimette in piedi gli infortunati. Però indica una direzione: meno parole contro, più parole insieme. Se il resto dello spogliatoio saprà raccogliere il messaggio, lo scopriremo domenica a mezzogiorno e mezzo. E stavolta, davvero, sbagliare non è un’opzione.