ADL a Castel Volturno: vertice con Allegri

ADL a Castel Volturno: vertice con Allegri

Il momento è quello più delicato della stagione e Aurelio De Laurentiis ha deciso di presentarsi di persona. Il presidente del Napoli è arrivato a Castel Volturno per un vertice con Massimiliano Allegri, i dirigenti e i calciatori, nel cuore di una crisi che dopo Juventus e Porto ha messo tutti sotto pressione. Non più solo telefonate e messaggi di fiducia: ADL vuole guardare in faccia tecnico e spogliatoio.

Il presidente scende in campo al centro sportivo

Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, De Laurentiis ha raggiunto la sede del ritiro mentre la squadra era attesa intorno all’ora di pranzo. L’idea è chiara: partecipare alla riunione del gruppo, ascoltare, chiarire e dare un segnale di presenza in un passaggio in cui la panchina di Allegri resta ancora in piedi, ma ogni risultato negativo rischia di diventare decisivo. La sfida di domenica con la Lazio al Maradona è già considerata il vero spartiacque: un altro passo falso e il futuro del tecnico, finora protetto dal club, diventerebbe assai più fragile.

Il presidente, dopo la furia del ko europeo e una lunga telefonata con il direttore sportivo Giovanni Manna, avrebbe lasciato carta bianca allo staff: «Fate voi, fate quello che ritenete giusto». Ora, però, vuole stare nella stanza. Non è un intervento teatralmente punitivo: è un vertice operativo, con Allegri e i giocatori nella stessa cornice, per capire se il gruppo ha ancora la forza di ricompattarsi oppure se le tensioni di Porto hanno lasciato ferite più profonde.

Ritiro anticipato fino a domenica: clausura a Pozzuoli

Accanto al faccia a faccia presidenziale c’è la scelta tecnica del ritiro anticipato. Allegri ha ordinato la clausura da oggi fino a domenica, giorno della Lazio, con trasferimento all’Hotel Gli Dei di Pozzuoli dopo la seduta. Una mossa concordata con la società e letta come ritiro punitivo-curativo: spegnere rumori esterni, chiudere i conti interni e preparare mentalmente la gara che può riaccendere o spegnere la stagione.

Il gruppo non l’ha presa benissimo. Pesa anche il calendario: cinque giorni tra Torino e Portogallo, rientro in Italia e subito un nuovo distacco dalle famiglie. A Castel Volturno sono convocati tutti, infortunati compresi, e c’è spazio anche per un confronto diretto con il capitano Giovanni Di Lorenzo, già sentito dal tecnico. L’invito, sintetizzato dalle cronache, è netto: guardarsi in faccia e dirsi tutto quello che c’è dentro, per far uscire una volta per tutte il «male oscuro» che sta frenando il Napoli.

Allegri pronto al «sergente di ferro»

Dopo un giovedì di silenzio — mutismo iniziato già sul volo di ritorno da Oporto e proseguito sul bus verso il centro sportivo — Max sarebbe pronto a cambiare registro. Chi lo conosce bene racconta di una giornata usata per spegnere la rabbia e ragionare. Ma la rabbia, a quanto pare, non è evaporata del tutto. Nel confronto con la squadra Allegri chiarirà un concetto semplice e duro: se serve un sergente di ferro, ne indosserà i panni, con sedute più intense e senza orari di favore.

Il richiamo è evidente. Il pensiero corre a Antonio Conte e ai metodi che, in passato, hanno ricostruito mentalità e gerarchie nello spogliatoio azzurro. Allegri è sempre stato lodato per la gestione del gruppo e per il dialogo; adesso, però, se il gruppo chiede di nuovo fermezza, è disposto a indossare quella maschera. Bastone e carota, in pratica: disciplina totale in allenamento, ma senza trasformare ogni tensione in sanzione disciplinare.

Niente multa a De Bruyne e Lucca, focus sulla Lazio

Proprio sul fronte disciplinare arriva una scelta soft della società. La lite in campo tra Kevin De Bruyne e Lorenzo Lucca non si tradurrà in multa: club e allenatore preferiscono chiudere il capitolo senza ulteriori scossoni, concentrando energie sul ricompattamento. Non significa che l’episodio sia stato archiviato come dettaglio: significa che, in questa fase, l’obiettivo è salvare il gruppo piuttosto che alimentare nuovi fronti.

Il quadro resta comunque pesante. Sette sconfitte in quattordici partite, ritardo importante in campionato, Champions complicata e un clima interno che ha bisogno di verità. De Laurentiis a Castel Volturno, Allegri in versione sergente, ritiro fino alla Lazio e vertice a tutto campo sono il tentativo di fermare l’emorragia prima che diventi irreversibile. Domenica, contro la squadra di Gattuso, si capirà se questo scossone è bastato oppure se il vertice di oggi sarà ricordato solo come l’ultimo tentativo di tenere in piedi un progetto già incrinato.

Per ora il messaggio dal centro sportivo è unico: nessuno resta fuori dalla stanza, nessuno può nascondersi dietro al calendario. Il presidente c’è, il mister alza il tono, la squadra va in clausura. Poi parlerà il campo, che al Maradona contro la Lazio non lascerà più scappatoie.