ESCLUSIVA
Filippo Rinaldi, giovane portiere del Parma, ha vissuto un momento indimenticabile nel corso della sua carriera: l’esordio in Serie A contro il Napoli di Antonio Conte al Maradona. Dopo la partita, emozioni a caldo e riflessioni raccolte in esclusiva in conferenza stampa, dove ha raccontato con grande sincerità il suo percorso e i suoi sogni per il futuro.
“È stato un passo importante – racconta Rinaldi – ma lo vedo come una grande soddisfazione che arriva dopo anni di lavoro costante. Non è un punto di arrivo, voglio continuare a migliorare, a lavorare con la stessa determinazione.”
L’immagine più nitida di quella serata resta il calore dei compagni di squadra: “Alla fine della partita, l’abbraccio con i miei compagni è stato qualcosa di speciale. Arrivando adesso dalla Serie C, non pensavo di ricevere un affetto così sincero, rimarrà un ricordo indelebile.” Una squadra unita, un gruppo che cresce insieme sotto la guida di mister Cuesta, che punta molto sulla mentalità e sull’impegno quotidiano.
Rinaldi descrive la competizione interna con il compagno Simone Corvi, anch’egli portiere: “Siamo cresciuti insieme calcisticamente e ci spingiamo a vicenda. Siamo ragazzi seri, il confronto è sano e ci aiuta a migliorare.”
La chiamata in campo è arrivata con poco preavviso: “Due ore prima della partita ho parlato con il mister e il preparatore dei portieri. È stato un mix di emozione e concentrazione: non c’era tempo per pensare troppo, dovevo prepararmi.” Anche la parata più difficile? “La seconda su Hojlund, quella che posso definire più ‘stilistica’, mentre la prima è stata frutto di istinto e un po’ di fortuna.”
Il Parma, uscito sconfitto dal confronto con il Napoli, è stato spesso criticato per una gara troppo difensiva: “Non ci ha infastidito – precisa Rinaldi – abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. Difesa solida e determinazione erano le chiavi per competere al meglio.”
Filippo è un ragazzo legatissimo alle sue radici. Nato e cresciuto a Cavriago, ha ricevuto numerosi messaggi di sostegno proprio da lì: “È una grande gratificazione sapere di avere tifosi così vicini, soprattutto nella mia città natale.”
Nel percorso di crescita, prezioso è stato il ruolo del tecnico dei portieri Pavarini: “Al termine del riscaldamento, gli ho confessato l’emozione di esordire in Serie A. Lui mi ha subito richiamato alla concentrazione. Anche Edoardo Casentini e gli altri compagni sono stati fondamentali, sono stati un grande supporto.”
Essenziale è stata la gavetta fatta in Serie C, dove Rinaldi ha imparato il valore della passione e della fame di vittoria: “Per alcuni la Serie C può sembrare un livello troppo basso, ma per me è stata la base su cui costruire. La fame di fare bene e i valori che ho maturato sono elementi che porto sempre con me.”
E adesso? Il portiere preferisce non guardare troppo avanti: “Più che pormi grandi traguardi, voglio migliorare ogni giorno e togliermi le soddisfazioni nel quotidiano.”
Un ruolo decisivo nel suo rendimento hanno avuto anche i compagni di squadra e il lavoro che si svolge giorno dopo giorno agli ordini di mister Cuesta: “È un allenatore che insiste molto sulla mentalità, lottare su ogni pallone e non prendere gol. Nonostante la giovane età della rosa, stiamo tutti dimostrando grandi qualità sul campo.”
Tra gli allenamenti, non sono mancati anche momenti speciali con nomi illustri. Rinaldi ha avuto la fortuna di prendere parte al ritiro con Gianluigi Buffon, una fonte di esperienza e umanità: “Allenarmi con lui è stato emozionante, quando lo conobbi tremavo dalla commozione. Oltre ai preziosi consigli tecnici, mi ha trasmesso umiltà e disponibilità, senza mai mettersi su un piano superiore.”
Infine un accenno al suo futuro: “Sto bene qui a Parma, sono felice e desidero continuare a crescere e a togliermi soddisfazioni con questa maglia. Il giro di prestiti? Per ora voglio concentrarmi qui, con questa squadra e questo ambiente.”
Questa è la storia di un ragazzo che, partita dopo partita, con lavoro, umiltà e passione, sta cucendo il suo nome nel grande calcio. Filippo Rinaldi è un talento da tenere d’occhio nel campionato di Serie A e un simbolo della determinazione che serve per emergere nel calcio italiano di alto livello.