Parma, Cuesta: “Erede di Allegri? Nel bene o nel male sono io”

Parma, Cuesta: "Erede di Allegri? Nel bene o nel male sono io"

Il pareggio senza reti tra Napoli e Parma ha lasciato in eredità non poche critiche, soprattutto nei confronti di Carlos Cuesta, tecnico degli emiliani, accusato di un approccio eccessivamente prudente. Nel corso della conferenza stampa post-partita, l’allenatore spagnolo ha risposto con chiarezza e determinazione, difendendo le proprie scelte e il proprio metodo di lavoro.

Le critiche l’hanno infastidita?
Cuesta non si lascia scalfire dagli attacchi e mette subito in chiaro la sua posizione: “Mi considero super fortunato di essere dove sono, di lavorare con ragazzi straordinari e di far parte di una grande società. La mia attenzione non è rivolta a ciò che dicono gli altri, ma a migliorare costantemente le prestazioni della squadra e a portare risultati concreti”. Un messaggio chiaro e schietto, che rimanda all’importanza del lavoro e del gruppo.

Più giochista o più risultatista?
La domanda mette Cuesta davanti a un bivio apparente, ma la sua risposta è equilibrata e centrata: “Per me, l’obiettivo principale di un allenatore e di una squadra è aumentare le probabilità di vittoria. Per farlo devi fare le cose molto bene e questo passa inevitabilmente dal giocare bene. Ciò che significa ‘giocare bene’ può variare da allenatore ad allenatore. Tuttavia, credo fermamente che per raggiungere risultati importanti sia necessario esprimersi secondo i propri valori di gioco. Bisogna essere un giochista con i risultati! In genere, quando giochi bene, le conseguenze sono positive”. Le parole di Cuesta tracciano così una strada chiara: l’equilibrio tra estetica e concretezza nel calcio, un principio tanto semplice quanto spesso dileggiato da certi critici.

Le accuse di “anti-calcio”?
L’allenatore del Parma replica con serenità: “Io cerco di fare il massimo, di attuare il calcio che ritengo giusto, nei momenti giusti. La mia concentrazione è tutta sul mio lavoro, e mi sento fortunato a poterlo svolgere con persone fantastiche accanto a me”. Una dichiarazione che ribadisce la fiducia nella propria filosofia e l’importanza del contesto umano e societario, fattori fondamentali per un progetto serio e duraturo.

Qualcuno l’ha definita l’erede di Allegri…
Un paragone pesante, ma Cuesta lo accoglie con umiltà: “Nel bene e nel male, sono semplicemente Carlos Cuesta. Farò errori e scelte giuste, ma il mio obiettivo è sempre quello di dare il massimo per raggiungere i nostri obiettivi”. Nessuna sovraesposizione, solo una professionalità concreta e una volontà di crescita costante.

Nel contesto attuale della Serie A, con un Napoli guidato dall’esperienza e dalla determinazione di Antonio Conte, il Parma di Cuesta rappresenta una realtà che vuole farsi rispettare senza rinunciare a un’identità precisa. L’equilibrio tra gioco e risultato proposto dal tecnico spagnolo si conferma così il filo conduttore di una stagione che si preannuncia ricca di sfide e occasioni per dimostrare il proprio valore nel massimo campionato italiano.