Scontri Lazio-Napoli sulle autostrade: 80 tifosi fermati

Scontri Lazio-Napoli sulle autostrade: 80 tifosi fermati

Nuovi scontri tra tifosi paralizzano le autostrade durante il weekend. Dopo l’allarme della scorsa settimana, quando si erano verificati violenti confronti tra supporter di Fiorentina e Roma, squalificate con divieti di trasferta fino al termine della stagione, una nuova carrellata di tensioni ha preso campo questa domenica. Ad essere protagoniste stavolta Lazio e Napoli, coinvolte in un acceso scontro che ha turbato la tranquillità nelle strade in direzione Torino.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, nella mattinata odierna, lungo l’area di Frosinone, è scoppiato un violento alterco tra i tifosi partenopei, in viaggio verso Torino per seguire la sfida di Serie A contro la Juventus, e i sostenitori laziali, rientrati da Lecce. Il match, in programma per le 18:00, rappresenta una tappa fondamentale per la squadra guidata da Antonio Conte che cerca punti chiave in campionato.

La situazione è degenera al punto che la Polizia di Stato, al casello di Monte Porzio Catone, intercetta circa ottanta tifosi laziali all’alba. Grazie anche al prezioso intervento della Polizia scientifica, tutti i presenti vengono identificati. L’azione si è conclusa con il sequestro di mazze, coltelli e altri oggetti pericolosi, strumenti che avrebbero potuto alimentare ulteriormente la violenza tra le fazioni.

Questo episodio segue una serie di fatti di cronaca legati alle rivalità tra tifoserie in Serie A, problematica che continua a preoccupare le forze dell’ordine e le istituzioni sportive. Il Napoli di Antonio Conte, reduce da un inizio stagione ricco di aspettative, deve ora fare i conti non solo con le sfide dentro al campo, ma anche con l’incubo legato agli scontri fuori dallo stadio, che minacciano di rovinare l’atmosfera del calcio italiano.

La tensione sugli spalti appare quindi ancora alta, e la sicurezza nelle trasferte resta un tema cruciale per le società e per la Lega Serie A, che è chiamata a intervenire con misure sempre più stringenti. La situazione di Frosinone è solo l’ultimo campanello d’allarme di un fenomeno che rischia di compromettere non solo la serenità di tifosi e famiglie, ma anche l’immagine del calcio nazionale all’estero.