Gaetano Fontana analizza a Radio TuttoNapoli il momento difficile del Napoli, soffermandosi in particolare sulle problematiche legate agli infortuni e al peso della stagione per la squadra guidata da Antonio Conte.
Il tecnico e opinionista sportivo ha spiegato come la compagine partenopea stia attraversando una fase complicata soprattutto per l’alto numero di gare ravvicinate e l’incidenza degli infortuni: “Non avendo elementi diretti, cerco di comprendere quello che sta succedendo. La mia deduzione è che, quando sei costretto a disputare partite di altissimo livello, con richieste prestative molto elevate e a distanza di pochi giorni, specialmente con un organico limitato, il pericolo infortuni è sempre dietro l’angolo. Lo dicevano anche alcuni miei maestri in passato. Dal punto di vista muscolare, si paga perché non si ha il recupero necessario per affrontare l’impegno successivo con la stessa intensità”.
Fontana ha però escluso che i carichi di lavoro richiesti dal mister Conte in settimana siano eccessivi, sottolineando come nella congestione del calendario non si possa permettere di lavorare troppo intensamente ogni giorno: “Non credo ci siano carichi eccessivi durante la settimana perché, giocando così tanto, non te lo puoi permettere. Purtroppo, quando inizia un periodo negativo spesso sembra non trovare una fine. Se poi agli infortuni muscolari si aggiungono quelli da contatto, come nel caso della caviglia di Neres, la situazione diventa ancora più complessa”.
Proprio l’infortunio di Neres rappresenta un episodio chiave in questa fase del Napoli, secondo Fontana: “Questo ha aperto uno scenario diverso, quello della centralità di Vergara nella squadra. Forse, se ci fosse stata la possibilità di alternare Vergara con Neres, spezzando il ritmo, sarebbe stato meglio anche per il giovane difensore. Oggi Vergara deve infatti affrontare non solo un carico fisico rilevante, ma anche un grande peso emotivo e di responsabilità, soprattutto alla sua prima esperienza a questi livelli così intensi”.
Su Vergara Fontana insiste, tracciando un percorso di crescita evidente nelle ultime uscite: “All’inizio vedevo tantissima qualità tecnica, ma una gamba ancora poco pronta, forse anche a causa della mancanza di continuità. Oggi, dopo tre o quattro partite, invece, la sua condizione fisica è decisamente migliorata e per quel tipo di impegno ha una gamba importante. Spesso un atleta, consapevole di essere ai margini, tende inconsciamente a mollare, ma questo è un segnale negativo: l’occasione può arrivare all’improvviso e non si possono accettare scuse. Spesso si sente dire ‘il mister non mi vede’ o ‘preferisce altri’, ma sono giustificazioni che ci costruiamo per spiegare i nostri insuccessi. Fa parte della crescita personale e professionale imparare a superare questi alibi”.
Il quadro tratteggiato da Fontana ai microfoni di Radio TuttoNapoli offre dunque un’analisi lucida e precisa della situazione del Napoli, alle prese con un periodo complicato sia da un punto di vista atletico che mentale. Il peso degli infortuni, il ritmo serrato della stagione e la responsabilità sulle spalle dei giovani emergenti chiamati a sostituire elementi chiave sono nodi fondamentali da sciogliere per permettere alla squadra di Antonio Conte di ritrovare equilibrio e risultati.
Per approfondire ulteriormente, l’intervento integrale è disponibile nel podcast dedicato.