“Il primo ricordo che ho di Antonio Conte è la sua schiettezza come uomo”. Così Gyorgy Garics, ex difensore del Napoli e nazionale ungherese, racconta a Radio TuttoNapoli l’esperienza vissuta con il tecnico salentino durante l’avventura all’Atalanta. Un ritratto che restituisce la vera essenza di Conte, un allenatore noto per la sua determinazione e onestà senza filtri. “È una caratteristica che può fare bene o male, può piacere o non piacere, ma lui è sempre così, agisce di istinto”.
Garics smentisce categoricamente la voce secondo cui Conte sarebbe un tecnico pronto a scaricare i calciatori al primo errore o contrasto: “Non è assolutamente vero. Conte non elimina la qualità solo perché ci sono divergenze di vedute. Nel bene o nel male, dice le cose come stanno, ma questo non significa che non sappia riconoscere il valore di un giocatore”.
Il rapporto tra allenatore e calciatore, prosegue Garics, si fonda sull’onestà e la fiducia reciproca: “Quando senti la stima del tuo allenatore, anche se arriva sotto forma di critica, tutto diventa più semplice. Non c’è nulla di peggio di un tecnico che ti dice ‘tutto a posto’ solo per quieto vivere e poi ti esclude dalla formazione. Con Conte, invece, sai sempre dove stai: sa essere duro, senza riserve, ma è l’uomo a dover ‘mangiare merda’, non solo il calciatore. Se l’uomo percepisce rispetto, fiducia e stima, e capisce di essere titolare non per mancanza di alternative ma perché lo merita realmente, allora cresce. Ed è questo a fare la differenza alla lunga nel corso di un campionato, regalando successi che vanno oltre la singola partita”.
Molti hanno definito Conte un uomo “bianco o nero”, senza zone d’ombra, e Garics si riconosce appieno in questa definizione: “Sì, è così al 100%. Con lui non esistono sfumature di grigio. Si può essere d’accordo o meno, ma questa chiarezza è una forma di lealtà: sai sempre cosa pensa veramente di te”.
In un Napoli che ha scelto proprio Antonio Conte come guida tecnica, il racconto di Garics fornisce uno spaccato importante sul carattere e l’approccio manageriale del tecnico salentino. Una leadership fondata su rigore, trasparenza e rispetto, ingredienti indispensabili per ambire a traguardi importanti nella Serie A italiana.