È una serata amara per il Bologna, che per la prima volta dopo quattro anni fallisce l’approdo alle semifinali di Coppa Italia. Un’interruzione dolorosa per il percorso tracciato da Vincenzo Italiano, che aveva portato la squadra a sfiorare la finale nella stagione 2022/23 e a conquistare un posto tra le migliori quattro nell’edizione 2023/24. Un cammino che sembrava poter proseguire con successo anche nel 2024/25, ma questa volta il sogno si spegne ai quarti di finale, sconfitti ai calci di rigore, con la crisi dei rossoblù che si arricchisce di un nuovo episodio negativo.
Il Bologna aveva iniziato il match con il morale alto, grazie a un gol di Castro nei tempi regolamentari che aveva fatto esplodere l’entusiasmo. L’argentino ha regalato ricordi freschi ai tifosi, riproponendo atmosfere simili a quelle di Bergamo dello scorso febbraio quando fu lui a decidere la sfida contro l’Atalanta, subentrando dalla panchina. Sembrava l’incipit per un’altra notte memorabile per i rossoblù, ma a inizio ripresa Noslin ha ristabilito la parità, spegnendo l’entusiasmo e mandando la partita ai calci di rigore.
Ed è proprio dagli undici metri che sono arrivati gli errori più pesanti. A fallire le conclusioni decisive sono stati il capitano Ferguson e il capocannoniere Orsolini, entrambi indicati come i rigoristi designati anche durante i 90 minuti di gioco. Una scelta che il tecnico Italiano ha difeso con fermezza in conferenza stampa, ma che inevitabilmente apre un dibattito sulla strategia. Forse sarebbe stato più prudente cominciare affidandosi subito ai giocatori più esperti, come Orsolini e Bernardeschi, per poi passare agli altri. In gare di questo calibro, la gestione dell’ordine di esecuzione dei rigori può risultare decisiva, trasformandosi in un dettaglio dal peso enorme.
Il rammarico per il Bologna è doppio perché il tabellone della Coppa Italia di quest’anno si presentava come una ghiotta occasione. Con squadre di prima fascia come Juventus, Roma e Napoli già eliminate, la competizione poteva rivelarsi una concreta opportunità per dare slancio a una stagione in campionato tutt’altro che semplice. Alla luce della posizione attuale in Serie A, lontana dalle zone che garantiscono l’Europa, la Coppa Italia rappresentava infatti una via percorribile e ambiziosa verso un traguardo importante.
Invece, a Bologna rimane solo l’amarezza di un’occasione persa e la consapevolezza che la squadra fatica ancora a ritrovare certezze nei momenti decisivi. Ora sarà fondamentale concentrarsi sull’Europa League, che diventa l’ultimo vero appiglio per salvare una stagione che rischia di sfuggire via tra rimpianti e delusioni. Per ribaltare questo scenario serviranno però personalità, freddezza e decisioni lucide — elementi purtroppo mancati nella notte più importante.