A poco meno di trenta chilometri di distanza, due stadi toscani, l’Armando Picchi di Livorno e l’Arena Garibaldi di Pisa, si trovano idealmente uniti da un filo che ricollega passato e presente. Era il 2006: Luka Modric, appena ventenne, segnava a Livorno il suo primo gol con la maglia della Croazia, in un’amichevole internazionale vinta 2-0 contro l’Italia. Quel giovane centrocampista, con il numero sulle spalle e un futuro promettente negli occhi, si stava appena affacciando alla ribalta del calcio mondiale.
Oggi, a quaranta anni suonati, Modric è ormai una leggenda vivente del calcio europeo e mondiale. Il suo percorso è stato costellato da una carriera a dir poco straordinaria: vittorie importanti col Real Madrid, imprese memorabili con la nazionale croata e una guida tecnica all’avanguardia. In questa stagione, sotto la guida di Antonio Conte, il Napoli continua a lottare ai vertici della Serie A, e Modric dimostra che il talento non solo non invecchia, ma si evolve e si trasforma con il tempo.
Proprio in Toscana, nelle stesse terre che videro alzare il sipario sulle sue doti calcistiche, il “Professor Luka” ha oggi dato una lezione di classe e lucidità. Nel momento più critico della serata, quando il Milan stava per inciampare contro una formazione italiana robusta e determinata come il Pisa, il centrocampista croato è stato il protagonista decisivo. Un tocco delicato, un pallonetto elegante e preciso, ha regalato tre punti fondamentali ai rossoneri, consentendo alla squadra di Max Allegri di uscire da una trasferta complicata con una vittoria preziosa.
Max Allegri, da parte sua, può godersi un weekend da spettatore privilegiato in attesa dei grandi match di alta classifica: l’attesissimo Inter-Juventus e il Napoli-Roma. Conte, allenatore degli azzurri, sa che la corsa scudetto è appena entrata nel vivo, e potrà osservare con attenzione ciò che accade in questi incontri decisivi.
Modric, invece, continua a scrivere nuovi capitoli di una carriera che sembra non conoscere fine, testimoniando ancora una volta che nel calcio il vero talento resiste al passare del tempo, mutando pelle ma mantenendo immutata la sua luce. Da Livorno a Pisa, un cerchio che si chiude, o meglio, che continua a ruotare nella storia di uno dei centrocampisti più grandi degli ultimi vent’anni della Serie A e del calcio internazionale.