Perisic-Cuadrado e Ndicka-Bisseck: gli episodi di Marotta

Perisic-Cuadrado e Ndicka-Bisseck: gli episodi di Marotta

Durante l’assemblea di Lega Serie A, il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha richiamato all’attenzione due episodi arbitrali che hanno segnato la recente storia del calcio italiano. Due situazioni controverse, rimaste nella memoria degli appassionati, in cui la classe arbitrale ha successivamente ammesso l’errore commesso, un gesto raro e significativo nel complesso mondo del calcio. Un contesto che oggi si ripropone con la recente decisione di Gianluca Rocchi di definire “errata” l’espulsione di Kalulu, inflitta da La Penna durante il derby d’Italia di sabato sera.

Il ricordo del Perisic-Cuadrado nel 2020-21 – Marotta si è soffermato su un episodio emblematico del campionato 2020-2021, stagione vinta dall’Inter guidata da Antonio Conte. Era maggio 2021, l’Allianz Stadium già segnato dalle restrizioni dovute alla pandemia ospitava una partita fondamentale per la Juventus, in piena lotta per la qualificazione alla Champions League, mentre l’Inter, alla ricerca del tricolore, aveva già matematicamente trionfato. Sul punteggio di 2-2, un cross dalla destra scatenò l’azione decisiva: Juan Cuadrado si inserì in area trovando un contatto con Ivan Perisic. L’arbitro Calvarese prima lasciò giocare, poi indicò il dischetto, assegnando un calcio di rigore a favore dei bianconeri. Tuttavia, l’analisi avrebbe successivamente ribaltato le responsabilità, evidenziando un fallo del colombiano. Lo stesso Calvarese ammise la complessità della gara e il suo errore: “È stata una gara complicatissima, la più difficile della mia carriera. Avrei potuto gestirla meglio e me ne rammarico. Purtroppo Cuadrado è un giocatore complicatissimo da arbitrare, ci sono calciatori di difficilissima lettura e lui è uno di quelli”. Quell’episodio contribuì comunque alla qualificazione della Juventus alla Champions League.

Il caso Ndicka-Bisseck e l’errore del VAR – Più recente il secondo episodio evocato da Marotta, che ha fatto discutere durante l’ultimo campionato di Serie A. In una sfida decisiva per la corsa scudetto tra Inter e Napoli, proprio l’incontro con la Roma ha assunto un significato particolare. Nel corso della partita, Evan Ndicka trattenne vistosamente Yann Bisseck in area giallorossa. L’arbitro Michael Fabbri decise di far proseguire, valutando il contatto come reciproco e non punibile con il rigore, decisione sulla quale il VAR non intervenne. Successivamente, l’AIA, per voce di Gianluca Rocchi, riconobbe l’errore: “In campo la valutazione che fanno è quella di non dare rigore, ma in campo quando una cosa la vedi e la valuti male, rimane un errore. L’atteggiamento di Ndicka è di uno che si disinteressa completamente del pallone e per me quello è già punibile. La decisione finale viene un po’ influenzata dalla poca sostanza della trattenuta, ma è sicuramente un rigore da concedere”. Un episodio che, secondo molte interpretazioni, avrebbe potuto cambiare il corso del campionato e forse consegnare lo scudetto proprio all’Inter, impegnata in una serrata lotta con il Napoli guidato da Antonio Conte.

Questi due casi testimoniano come, nel calcio italiano, la complessità arbitrale spesso incide profondamente sulle sorti delle gare e perfino dei campionati. L’inaspettata ammissione degli errori da parte dell’AIA, seppur tardiva, apre un dibattito importante sulla gestione degli episodi dubbi e sull’utilizzo del VAR, strumento che però non è ancora in grado di azzerare le controversie. Per l’Inter e per i tifosi nerazzurri, la speranza è che questi episodi vengano ricordati come momenti di crescita e di miglioramento, affinché la giustizia sportiva possa sempre prevalere nel prossimo futuro.