I fedelissimi di D’Aversa per la salvezza a Torino: nomi chiave

I fedelissimi di D'Aversa per la salvezza a Torino: nomi chiave

Il Torino cambia rotta e sceglie un nuovo timoniere per affrontare la tempesta che sta vivendo in Serie A. Dopo l’esonero di Marco Baroni, la società granata ha deciso di affidarsi a Roberto D’Aversa, tecnico esperto e pronto a raccogliere una squadra in piena difficoltà. La classifica è preoccupante e la zona retrocessione si avvicina pericolosamente, dunque serve una guida capace di dare nuova linfa e stabilità a uno spogliatoio in affanno. Il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi hanno optato proprio per D’Aversa come uomo di fiducia per invertire la rotta di questo Torino.

Un aspetto interessante della nuova gestione riguarda il ritorno di tre giocatori che hanno già conosciuto il tecnico nella scorsa stagione, quando D’Aversa allenava l’Empoli. Si tratta di giovani e validi elementi che possono rappresentare un punto di riferimento per il gruppo granata.

Il primo è Luca Marianucci, centrocampista che lo scorso gennaio è passato dal Napoli al Torino. Prima di approdare in Campania, Marianucci aveva vissuto un’annata di crescita proprio sotto la guida di D’Aversa in Toscana. Con l’Empoli infatti ha raccolto 18 apparizioni in campionato con 12 partite da titolare e altre 8 (di cui 6 da titolare) nelle competizioni nazionali, siglando anche 2 gol in Coppa Italia. La sua esperienza con il tecnico rappresenta un patrimonio importante per il Torino, che punta a recuperare il miglior Marianucci possibile, tornato dall’esperienza partenopea.

Altra pedina della scorsa stagione all’Empoli è Tino Anjorin, calciatore versatile arrivato dall’Inghilterra che può ricoprire sia il ruolo di mezzala che quello di trequartista. Nonostante qualche problema fisico che lo ha limitato, Anjorin si è conquistato minuti significativi e si è dimostrato un elemento nelle gerarchie di D’Aversa, fra titolarità e utilizzi a gara in corso. Il tecnico germanico aveva grande fiducia in lui, e anche ora il Torino spera possa dare un contributo importante a centrocampo.

Infine c’è il fedelissimo Ardian Ismaijli, difensore che ha assommato 29 presenze da titolare in campionato con l’Empoli, alternandosi in una difesa a tre o a quattro e rappresentando un autentico pilastro della retroguardia. Con 2 presenze in Coppa Italia, Ismaijli si è dimostrato fra gli elementi più affidabili e costanti nelle rotazioni di D’Aversa, divenendo un vero leader difensivo. Il Torino punta molto sul suo carisma e sulla sua esperienza per rinforzare il reparto arretrato, parte fondamentale per la salvezza.

Roberto D’Aversa si ritrova così a guidare un Torino che vuole evitare la caduta in Serie B e guarda agli uomini già conosciuti per rialzare la testa. In un campionato sempre più competitivo, la scelta di affidarsi a un tecnico che ha già lavorato con alcuni dei giocatori chiave può rivelarsi decisiva: l’obiettivo è chiaro, mantenere viva la speranza salvezza e rilanciare la squadra granata verso risultati positivi, sfruttando il bagaglio di conoscenze e l’intesa tecnica costruita a Empoli. La Serie A non ammette errori e ogni partita sarà una battaglia; il Torino si affida a D’Aversa e ai suoi uomini per invertire il trend negativo e mantenere la categoria.