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Nel corso del ‘Palermo Football Meeting’, evento organizzato da Conference403 in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Palermo e la Lumsa presso ‘La Braciera in Villa’, è intervenuto Leonardo Mantovani, attuale responsabile dell’area tecnica del Lumezzane e con un passato importante nell’area scouting del Napoli. Una testimonianza ricca di spunti che ripercorre l’evoluzione del calcio italiano sotto l’aspetto del scouting e dei dati, mettendo in luce approcci innovativi introdotti già agli inizi degli anni 2000.
“Ho iniziato nel 2000/2001, lavorando al Brescia di Corioni, Baggio e Guardiola,” ha raccontato Mantovani, “dove abbiamo introdotto un sistema di scouting pionieristico che ha anticipato l’odierna centralità dei dati e degli algoritmi nel calcio moderno. In un’epoca in cui in Italia si guardavano ancora le partite tramite cavo telefonico, abbiamo portato il primo sistema satellitare che consentiva un’analisi più approfondita dei match e degli avversari.”
Non solo tecnologia, ma anche un nuovo orizzonte nella ricerca di talenti. “Abbiamo anticipato i tempi anche scovando giocatori in territori allora poco osservati dalle società italiane. Oggi si parla spesso della Svizzera come terra di talenti emergenti, ma noi fummo tra i primi a portare calciatori svizzeri in Italia, come Fabrizio Zambrella. Lo stesso vale per Marek Hamsik, figura fondamentale anche nel Napoli dell’era contemporanea. La tecnologia satellitare utilizzata al Brescia fu la base che poi portò alla nascita di Wyscout, ormai strumento imprescindibile per scout e dirigenti.”
Passando all’esperienza più recente, Mantovani racconta i suoi primi passi al Lumezzane, squadra impegnata in una categoria inferiore rispetto alla Serie A ma con sfide altrettanto stimolanti: “Sto vivendo una grande esperienza in un calcio giocato e gestito in modo diverso, con risorse e strumenti limitati. Questo è il mio primo anno e ho ben chiara la difficoltà di fare bene in questa realtà dove i mezzi sono ridotti e i regolamenti spesso impediscono alcune operazioni che uno vorrebbe mettere in atto. Bisogna fare di necessità virtù.”
Nel corso dell’intervento, Mantovani ha anche toccato un tema caldo del momento: il possibile interesse della Juventus per Victor Osimhen. “Senz’altro, la Juventus ha seguito Osimhen fin dall’epoca in cui a dirigere l’area sportiva c’era Giuntoli. Nei giorni scorsi parlando di Malen alla Roma ho ricordato come Osimhen fosse arrivato a Napoli dopo il tentativo di acquisto di Haaland, allora ancora alla Red Bull e assistito da Mino Raiola.”
Un accenno che rilancia così l’attenzione anche sul delicato equilibrio delle strategie di mercato di club come Juventus e Napoli, impegnati nel reclutamento dei migliori prospetti del calcio europeo, spesso in competizione serrata. La testimonianza di Mantovani conferma come dietro ogni grande operazione di mercato ci siano approcci moderni e retroscena spesso inediti.