Como, Ludi: Fabregas resta, alta probabilità Paz rimanga

Como, Ludi: Fabregas resta, alta probabilità Paz rimanga

Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, si è raccontato ai microfoni di Radio Radio Lo Sport, offrendo un quadro chiaro e appassionato della stagione sorprendente dei lariani. “Non potevamo immaginare di essere dove siamo oggi, potevamo solo sognarlo”, ha esordito Ludi, evidenziando come il club continui a lavorare con l’obiettivo di migliorarsi. “Eravamo convinti del valore di questa rosa e sappiamo quanto Cesc Fabregas, un fenomeno nel valorizzare i giovani, stia facendo la differenza. Stiamo sognando seriamente il quarto posto, anche se la strada è ancora molto lunga”.

Ludi ha poi spiegato la particolare composizione della rosa: “Perché non avete praticamente nemmeno un italiano?” è una domanda ricorrente. “Il discorso è più complesso delle apparenze. Ci sono dinamiche economiche che limitano gli investimenti di proprietà straniere nel calcio italiano. Inoltre, c’è una questione metodologica: in Spagna si fa un calcio affine al nostro, più adatto ai giovani che vogliamo integrare. I ragazzi nati nel 2004 o 2005 che abbiamo acquisito hanno già esperienza in Serie A, mentre in Italia fatichiamo a trovarli. Stiamo investendo molto nell’italianità nel settore giovanile proprio per prepararli al futuro”.

Il processo di scouting è meticoloso, spiega Ludi. “Abbiamo un sistema articolato: si parte da un filtro statistico, che poi viene affinato da altri cinque step. Gli scout valutano se il profilo è funzionale al tipo di gioco che Fabregas vuole mettere in campo, poi si analizza la compatibilità tecnica e si procede con la profilazione caratteriale durante la partita. Controlliamo la salute fisica, infortuni e soprattutto il carattere della persona. Solo dopo tutto questo passaggio i nomi arrivano a me e a Fabregas per la scelta finale”.

Riguardo al futuro di Fabregas, Ludi è rassicurante: “Abbiamo già avuto diversi confronti con lui. Al momento c’è totale allineamento tra la sua volontà e quella del Como. Vogliamo continuare a crescere insieme e mettiamo a disposizione tutte le risorse possibili. Salvo movimenti straordinari sul mercato che lo riguardino, non abbiamo alcun timore che possa lasciarci adesso. La priorità è ciò che possiamo offrirgli noi, non quello che altri possono proporgli”.

Un nodo cruciale riguarda anche la permanenza di Nico Paz, altro pezzo pregiato della rosa. “Rimarrà? Non possiamo prevedere la volontà degli altri club, certo”, ammette il ds. “Ma lui è molto contento qui e noi altrettanto di lui. Se raggiungeremo le competizioni europee, questo aiuterà a trattenere i calciatori più forti. Le probabilità che resti sono alte, nonostante il Mondiale all’orizzonte”.

Quanto è difficile trattenere talenti come Paz? Ludi minimizza: “Relativamente. Offriamo un ambiente stimolante, ambizioso e accogliente, non cosa da poco. Il Como, da questo punto di vista, è perfetto per i giovani che vogliono crescere. Sappiamo che un giorno toccherà cederli, ma quella sensazione non c’è ora”.

Sul campionato, Ludi evidenzia la pericolosità di grandi come Juventus e Roma: “Non posso scegliere chi temere di più, entrambe sono avversarie molto pericolose. Abbiamo però un’arma in più, ossia un giovane allenatore predestinato e competente come Fabregas che sta gestendo questa stagione con grande maturità. Il cammino è lungo, ma lui è la nostra risorsa chiave”.

Momento di dolore per il club con la scomparsa di Michael Hartono: “È un tema importante, sul piano simbolico. La nostra famiglia Como si è stretta in un abbraccio per superare questo lutto”.

Con l’ingresso nelle coppe europee, inevitabilmente i conti dovranno essere più sotto controllo. “Il presidente ha già affrontato questo discorso e risponderà lui. Noi partiamo da lontano, dal 2019, quando eravamo ancora in Serie B. Ora siamo quarti in Serie A dopo sette anni, ma dovremo necessariamente realizzare ricavi per rispettare il Fair Play Finanziario. Tuttavia, abbiamo migliorato la qualità e la nostra attrattività sul mercato. Con le idee e l’ambizione dell’allenatore sapremo gestire la situazione senza farci limitare”.

Tra Champions League e Coppa Italia, Ludi non ha dubbi sull’approccio: “Sono due obiettivi storici per il Como e non vogliamo e non possiamo scegliere. Siamo giovani, forti e vogliamo giocare e lavorare per vincere ogni partita. Ho già detto in autunno che la mentalità dell’allenatore è questa. Se anche non riuscissimo a vincerle tutte, davanti a due traguardi il nostro spirito è quello di puntare su entrambi”.

Intervistato sulla possibile influenza del Como sul verdetto finale dello scudetto, con le sfide contro Inter e Napoli, Ludi si mostra realistico: “L’Inter ha tutto per vincere il titolo, è la squadra più forte e non vedo grandi preoccupazioni. Noi penseremo al nostro destino, poi che vinca il migliore. L’Inter è la favorita principale”.

Infine un pensiero sul futuro a lungo termine: “Parlare di Como scudettata è utopico e fuori dalle nostre dimensioni attuali. Ci consideriamo già un grande club e miriamo all’eccellenza. Non abbiamo ancora le dimensioni delle big, ma vogliamo essere diversi e credo stiamo riuscendo nell’impresa. Il nostro futuro sarà sempre basato sulla volontà di migliorarci”.