Conte o Allegri? Orsi sceglie Italiano, Palladino o Grosso

Conte o Allegri? Orsi sceglie Italiano, Palladino o Grosso

Il calcio italiano attraversa un periodo di profonda crisi dopo il fallimento nel qualificarsi per il Mondiale, un esito che si ripete per la terza volta consecutiva e che ha scosso l’intero movimento. Nel dibattito acceso sugli errori e le prospettive future della Nazionale, è intervenuto da Sky Sport Fernando Orsi, ex portiere e allenatore di grande esperienza, che ha espresso un’opinione netta in merito alla scelta del nuovo commissario tecnico, chiamato a sostituire Gennaro Gattuso.

Orsi ha esordito senza mezzi termini: “Non voglio andare controcorrente rispetto al coro generale. Allegri e Conte sono tecnici straordinari, con un curriculum di tutto rispetto e vittorie importanti. Però tutti concordano che il calcio italiano deve necessariamente passare dalla necessità di ringiovanire. Allegri e Conte alleneranno ancora per 15 anni almeno, ma se fossi io a scegliere il prossimo ct, punterei su profili giovani come Italiano, Palladino o Grosso. Sono allenatori che lavorano con i giovani, hanno coraggio nel rischiare. E proprio su quello baserei la scelta: se si deve rischiare, meglio farlo con chi scommette sui giovani anche nel suo modo di allenare. Allegri, Conte o Ancelotti, con la carriera che si portano dietro, non hanno motivo di prendersi certi rischi.”

Un passaggio importante del suo discorso ha riguardato la necessità di un gioco più dinamico e fantasioso nel reparto offensivo azzurro e in generale del calcio italiano: “Le squadre che esprimono il miglior calcio sono quelle che hanno talento e fantasia. In particolare, il valore degli esterni alti è fondamentale. In Italia abbiamo ai nostri ordini calciatori come Bernardeschi, Orsolini e Politano, molti altri potenziali elementi di qualità che andrebbero riscoperti. Sono loro a fornire spunti, a creare superiorità numerica e a cambiare l’inerzia delle partite.”

Orsi ha poi riportato un dato significativo per far capire quanto gli avversari abbiano messo in difficoltà gli Azzurri: “La Bosnia ha messo in area una mole impressionante di palloni, oltre cento, e ha tentato 31 dribbling. Questo indica quanto fossero pericolosi e creativi, con due esterni considerati quasi sconosciuti al grande pubblico, che però hanno prodotto grosse difficoltà, anche per difensori esperti come Dimarco.”

Un’analisi lucida e convincente quella di Fernando Orsi, che mette l’accento su due punti fondamentali per rilanciare il calcio italiano: la necessità di un ricambio generazionale tanto in campo quanto in panchina e la riscossa di un gioco più coraggioso e fantasioso, capace di sfruttare al meglio il valore degli esterni offensivi. Per una Nazionale che vuole tornare competitiva, seguire percorsi innovativi e affidarsi a giovani talenti potrebbe essere la chiave per invertire finalmente la rotta.