Roberto Fabbricini, ex commissario straordinario della FIGC, ha tracciato un quadro critico e appassionato della situazione attuale del calcio italiano durante un intervento a Radio CRC, evidenziando un problema strutturale che va oltre le responsabilità individuali. “Non sono i singoli componenti a creare un problema generale, ma il loro strapotere che condiziona ogni decisione del consiglio federale”, ha spiegato Fabbricini, sottolineando come la Federazione Italiana Giuoco Calcio si presenti più come una confederazione di organismi in lotta tra loro piuttosto che un corpo unitario. “La FIGC non è una vera federazione, ma una confederazione di tanti enti che cercano di prevalere l’uno sull’altro, ostacolando sistematicamente le decisioni del consiglio federale”, ha aggiunto, evidenziando un malfunzionamento interno che rallenta e complica la governance del calcio nazionale.
Riguardo al ruolo di Giovanni Malagò, candidato alla presidenza FIGC, Fabbricini ha espresso un giudizio molto positivo, basato sia sul piano personale sia su quello professionale: “Gli ho dato la soddisfazione di essere il segretario del CONI, ancor prima che diventasse presidente. È un uomo dotato di una grande capacità e soprattutto di un grande pregio: sa ascoltare tutti i pareri. Sono convinto che potrebbe adattare la propria competenza alla complessità di una struttura collegiale, gestendola con equilibrio e rispetto dei ruoli”. Il rapporto tra i due resta saldo: “Ci siamo sentiti nei giorni scorsi, ma non abbiamo affrontato direttamente il tema della presidenza FIGC. Certamente, l’argomento è presente e attuale”. Malagò incarna così la figura di un leader capace di mediare e costruire, qualità ritenute imprescindibili in una federazione attraversata da tensioni e divisioni.
Il discorso di Fabbricini si è poi spostato su Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli e figura chiave nel panorama calcistico italiano: “Conte ha già ricoperto il ruolo di commissario tecnico della Nazionale durante il mio incarico al CONI. Ha svolto un lavoro più che discreto alla guida di Coverciano e conosce molto bene le dinamiche del calcio italiano, così come sa come affrontare le diverse situazioni comportamentali che si presentano in questo ambiente complesso. È importante riconoscere che il ruolo di commissario tecnico è profondamente diverso da quello legato a una squadra di club”. L’ex commissario straordinario ha quindi ribadito la propria stima verso l’allenatore partenopeo: “Sarei felice se Antonio Conte potesse tornare a guidare la Nazionale, perché rappresenta una personalità forte, capace di interpretare al meglio le esigenze della maglia azzurra”.
Un pensiero conclusivo di Fabbricini unisce Conte e Malagò in un auspicio di rinnovamento e qualità per la FIGC: “Da tifoso accanito, sostengo con passione sia Antonio Conte che Giovanni Malagò affinché possano ricoprire ruoli di vertice all’interno della Federazione”. Persone che, a suo giudizio, non sono figure comuni, bensì professionisti dotati di concretezza e autorevolezza. “Hanno la capacità di trovare soluzioni efficaci nelle situazioni più complicate, un po’ come fa anche Aurelio De Laurentiis nel suo ruolo di presidente del Napoli”.
Le parole di Fabbricini arrivano in un momento di profonde sfide per il calcio italiano: dalla necessità di rinnovare la governance della FIGC, alla ricerca di un tecnico che possa riportare la Nazionale ai vertici internazionali. A trainare quest’ultima ambizione è certamente Antonio Conte, la cui esperienza e determinazione fanno ben sperare i tifosi azzurri e non solo. Nel frattempo, da Roma a Napoli, cresce la consapevolezza che il cambiamento nei vertici della FIGC potrebbe essere la chiave per il rilancio di tutto il movimento.