Rampulla boccia Sorloth: Juve non deve prendere chi non gioca

Rampulla boccia Sorloth: Juve non deve prendere chi non gioca

Michelangelo Rampulla, ex portiere e figura storica del calcio italiano, è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera nel programma Fuori di Juve, entrando nel vivo del mercato della Juventus. Dopo una stagione al di sotto delle aspettative, la Vecchia Signora deve necessariamente dare segnali concreti, sia a sé stessa che all’allenatore Antonio Conte, che dovrà trascinare la squadra verso un nuovo corso.

Il dibattito si è soffermato in particolare sulla questione attaccanti. Rampulla ha espresso il suo parere sul recente acquisto di Alexander Sorloth, centravanti norvegese: “A me Vlahovic non dispiaceva, anzi, mentre Sorloth non è un nome particolarmente noto. All’Atletico Madrid non è stato un titolare fisso. È un giocatore discreto, ma la Juve deve puntare a calciatori di primissima fascia. Vlahovic mi piaceva per la sua grinta, è uno che attacca la profondità, trascina i compagni e alla Juventus ci sarebbe stato molto bene. Certo, non alle cifre che si leggono sui giornali”. La Juve, dunque, secondo Rampulla, non può permettersi di pescare giocatori poco impiegati in altri contesti di prima fascia: “Sorloth? Onestamente non so, ma dispiace doverlo dire, anche se spero segni tanti gol”.

Rampulla ha poi affrontato il tema più ampio della costruzione del reparto offensivo: “Kolo Muani è un talento, ma è una seconda punta; di veri nove da Juventus sono pochi, soprattutto visto che tanti grandi nomi preferiscono squadre e campionati con la Champions League come obiettivo. Io punterei anche su giovani italiani. Per esempio, mi sarebbe piaciuto vedere Pinamonti alla Juventus, per testarne le reali potenzialità. Guardando a Openda e David, viste le loro prestazioni, avrei preferito uno di loro in bianconero”.

Spazio anche alle valutazioni sui trequartisti: “Brahim Diaz? Sono tutti nomi che nelle grandi squadre giocano poco, anche se potenzialmente validi. Anche i numeri di David e Openda erano buoni, ma qui in Italia si incontrano spesso difficoltà. Diaz ha già esperienza in Serie A, però la Juventus una volta puntava solo ai migliori”.

Sul profilo di Stanislav Lobotka, centrocampista del Napoli e uno dei punti fermi di Antonio Conte, Rampulla ha commentato: “Potrebbe essere il profilo adatto, di assoluto livello e rendimento costante. Ogni squadra dovrebbe avere un giocatore come lui: pressa, detta i tempi di gioco. Ma come puoi toglierlo al Napoli? È ovviamente un’idea complicata, vista la competitività del club partenopeo”.

Dal versante difensivo si parla invece di un possibile addio di Bremer, e Rampulla ha indicato il sostituto ideale: “C’è Kim. L’ho visto ai tempi con la Nazionale coreana e forse a Monaco non si trova benissimo. Potrebbe rilanciarsi in bianconero, ha già esperienza in Serie A, e con Conte ha già dimostrato di poter essere all’altezza”.

In chiusura, un focus sul ruolo del portiere che tanto ha fatto discutere: “Martinez o Vicario? Scelgo Vicario senza esitazioni. Sono favorevole a puntare sui giovani italiani, in particolare sui portieri, visto che ce ne sono di ottimi. Per esempio Carnesecchi è un profilo eccellente ma costoso, altrimenti c’è Caprile del Cagliari. Ai miei tempi la Juve cedette Tacconi per puntare sul giovane Peruzzi. Se si vuole tenere Perin come vice, allora si dovrebbe puntare con decisione su Caprile”.

Infine, Rampulla ha toccato un tema fondamentale per il futuro: lo scouting e la programmazione a lungo termine. “La Juventus deve avere una rete di osservatori efficiente, in grado di scovare talenti di prospettiva – ha sottolineato –. Un tempo la società vantava grandi osservatori, mentre oggi spesso sono i procuratori a fare scouting per conto dei club, e questo porta a dover pagare provvigioni elevate. La Juve deve essere sempre in prima linea in ogni settore e concentrarsi su qualche giovane da coltivare, perché in un paio di anni potrebbe esplodere e diventare una risorsa preziosa”.

Rampulla ha quindi lanciato un monito chiaro: la Juventus deve tornare a essere protagonista non solo sul campo ma anche nella costruzione della squadra, attraverso una progettazione oculata e investimenti mirati. Il mercato, l’allenatore Antonio Conte e una tifoseria in attesa, guardano con attenzione alla nuova stagione e alle mosse di un club che vuole tornare a sognare in grande.