Editoriale Sportivo
Ć cambiato radicalmente il rapporto tra il calcio italiano e la Premier League inglese. Quando Gianfranco Zola e Gianluca Vialli facevano le fortune del Chelsea, e Paolo Di Canio dava spettacolo con la maglia del West Ham, molti osservatori si interrogavano sul senso per i calciatori italiani di accettare sfide in un campionato allora considerato āinferioreā e meno affascinante. Oggi, invece, la realtĆ ĆØ totalmente rovesciata: la Premier League ĆØ il campionato più ricco, seguito ed ammirato al mondo, capace di attrarre i talenti più importanti, spinti da investimenti milionari e dallo spettacolo che offre settimanalmente.
Ne ĆØ lāennesima testimonianza il trasferimento di Marco Palestra, giovane promessa in rampa di lancio, ingaggiato dal Chelsea dallāAtalanta per una cifra complessiva che si aggira attorno ai 58 milioni di euro, tra parte fissa e bonus, più il 10% su una futura rivendita. Un affare che ha sorpreso molti, soprattutto considerando che sullāattaccante classe 2005 fosse molto interessata anche lāInter. Il ragazzo, che ha giĆ mostrato ottime qualitĆ al Cagliari, si troverĆ adesso nel cuore di un gruppo di connazionali che sta popolando a ritmo serrato la Premier League e i campionati inglesi in generale.
La profonditĆ della presenza italiana nel calcio britannico ĆØ tale che, in prospettiva, la Nazionale italiana potrebbe scendere in campo con un undici formato esclusivamente da calciatori che militano in Premier League o nei campionati inglesi.
In una formazione tipo proposta recentemente, si va dal portiere Donnarumma, a un pacchetto difensivo composto da Kayode, Savona, Leoni e Calafiori. A centrocampo, invece, figurano nomi di sicuro affidamento ed esperienza come Palestra, Sandro Tonali, Edoardo Bove e Destiny Udogie. In avanti, spazio per la velocitĆ e la tecnica di Wilfried Gnonto e Federico Chiesa. Diversi elementi di questo gruppo sono giĆ pronti a essere protagonisti di carriere importanti nella Premier League, con prospettive di crescita importanti.
Da segnalare, inoltre, che lāunico calciatore non di proprietĆ di un club di Premier League ĆØ Bove, che attualmente gioca al Watford, formazione che milita in Championship, la seconda divisione inglese. Anche in panchina, però, si contano tanti nomi italiani di spessore, a partire da Guglielmo Vicario e Lorenzo Lucca. Questāultimo, particolarmente seguito dai tifosi del Napoli di Antonio Conte, tornerĆ a breve in azzurro.
Il legame fra il calcio italiano e quello inglese si ĆØ dunque rafforzato come mai prima dāora, segnando una nuova era per i giovani talenti del nostro Paese che non vedono più la Premier League come un rischio, bensƬ come un trampolino di lancio verso il massimo palcoscenico internazionale.
La nazionale italiana tipo tra i club inglesi (modulo 4-4-2):
Donnarumma; Kayode, Savona, Leoni, Calafiori;
Palestra, Tonali, Bove, Udogie;
Gnonto, Chiesa.