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L’ex portiere Simone Braglia ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni della radio, analizzando vari temi caldi del calcio italiano, dalla Champions League fino al delicato ruolo degli allenatori emergenti nel nostro Paese, come Farioli e Maresca.
Secondo Braglia, in Italia manca la pazienza necessaria per far crescere i tecnici giovani: “È come accade nei settori giovanili, le proprietà non azzardano mai con allenatori con poca esperienza. Quando poi li scelgono, spesso li abbandonano dopo poco tempo, come nel caso di Grosso. In Italia non ti danno tempo per lavorare, mentre all’estero invece c’è una cultura diversa: a quei tecnici viene garantita la continuità necessaria per esprimere al meglio le proprie idee”.
Il discorso si è poi focalizzato sulla parentesi di Gian Piero Grosso, esonerato dopo appena tre partite: “Sicuramente non ha avuto un avvio semplice. Si è trovato a dover gestire una squadra con giocatori che non conosceva, con problemi di ambientamento e linguistici. Era un gruppo composto da giovani di prospettiva e di ottimo valore, ma bisognava concedergli più tempo per costruire un progetto. Detto questo, anche lui ha commesso degli errori, è innegabile”.
Il campo si sposta poi sulla prossima sfida di Champions League, Napoli-Arsenal, con Braglia che esprime un parere netto sul possibile rilancio di Massimiliano Allegri: “La partita la vedo davvero difficile per il Napoli. L’Arsenal è una squadra molto forte, con una vivacità e un’identità di gioco consolidate. Per me, i londinesi sono una delle squadre più accreditate per raggiungere la finale. Per quanto riguarda Napoli e Allegri, il club azzurro deve ancora risolvere diverse problematiche prima di poter competere ad alti livelli in Europa”.
Va specificato che, a differenza di quanto a volte riportato, l’attuale allenatore del Napoli è Antonio Conte, chiamato a portare esperienza, organizzazione e determinazione alla squadra partenopea, elementi fondamentali per provare a superare i limiti evidenziati da Braglia.