Allegri ad alta tensione, De Laurentiis non molla: sosta corta e scossa verso il Frosinone

Allegri ad alta tensione, De Laurentiis non molla: sosta corta e scossa verso il Frosinone

Dopo l’1-1 di Firenze non c’è aria di vacanza a Castel Volturno. C’è tensione, c’è rammarico e c’è un mister che non ha digerito il secondo tempo al Franchi. Allegri ha chiuso la quinta giornata di SerieA con la voce alta nello spogliatoio e con la convinzione che, senza cattiveria agonistica, questo Napoli resta bloccato a metà classifica. Settimo punto in cinque partite: partenza peggiore degli ultimi undici anni. Eppure, da via del Parco, arriva un segnale chiaro: De Laurentiis non mette in discussione il tecnico.

La sosta non è una fuga: ripresa subito, dieci nazionali fuori

Niente pausa lunga come quella concessa altrove. Il piano azzurro prevede già la ripresa degli allenamenti mercoledì, senza i dieci calciatori in nazionale, e poi una serie di amichevoli interne per tenere alto il ritmo. Non è una reazione all’1-1 di domenica: era già scritto nel calendario della sosta. Ma il clima, quello sì, è cambiato. Allegri ha visto una prestazione «inaccettabile» per una squadra ambiziosa, ha chiesto fame e rabbia, e ha fatto capire che non assisterà in silenzio a un altro secondo tempo così. Le parole pubbliche sono state misurate; quelle dietro le telecamere, molto meno.

I numeri non aiutano il racconto soft. Sette punti dopo cinque giornate, più la sconfitta in Champions con l’Arsenal, aprono la porta a dietrologie e confronti con il passato. Il tecnico, però, non vuole processi ai singoli: vuole scossa. E il presidente, fin qui assente anche dagli spalti, conferma la linea: fiducia piena, svolta attesa a ottobre, quando il calendario stringe e la rosa dovrà essere quasi al completo.

Infermeria ancora lunga: McTominay verso il rientro, Anguissa caso aperto

La giustificazione più solida resta l’infermeria. Fuori ancora pezzi importanti: Meret, Buongiorno, Marianucci, Spinazzola, Scott McTominay, Zambo Anguissa, Alisson e Giovane. Cinque o sei sarebbero titolari in una formazione-base. Buongiorno resta lontano, con target più realistico a inizio 2027. McTominay, dopo l’ablazione per una lieve aritmia benigna, chiude le due settimane di riposo assoluto e dovrebbe riabbracciare il gruppo già giovedì, in attesa dell’idoneità agonistica. Anguissa, invece, resta un caso da gestire giorno per giorno: non è un’assenza banale e pesa sul centrocampo.

Allegri punta anche sul recupero di condizione di Sam Beukema e Badiashile dopo la sosta. L’idea è semplice: meno alibi, più competitività interna. Perché il mister si sarebbe aspettato di più anche dai sostituti. La panchina, fin qui, non ha fatto la differenza come nelle squadre di vertice. E in attacco si sta cronicizzando una sterilità che non dipende solo da Hojlund: schemi, ultimo passaggio, fantasia. Su questo Allegri dovrà inventare qualcosa prima del Frosinone al Maradona.

Il gruppo da ritrovare: veterani sotto osservazione, Vergara in bilico

Oltre agli infortuni c’è il tema carattere. Al Franchi si è visto un insieme di bravi calciatori che non sempre giocano insieme per novanta minuti. Frasi post-gara e post social hanno acceso il dibattito: chi punta il dito sui compagni, chi scarica sul mister, chi si dice «soddisfatto» di un pareggio che lascia l’amaro in bocca. Allegri ha un messaggio netto per i big: il gruppo devono guidarlo loro. Nomi citati più volte: Kevin De Bruyne, Di Lorenzo, Politano, e lo stesso McTominay quando tornerà disponibile. Il belga ha giocato tutti i novanta a Firenze ed è sotto stretta osservazione non solo per i carichi, ma per l’influenza sull’ambiente.

C’è anche il dossier Antonio Vergara: parte per la nazionale con qualche perplessità sul minutaggio recente. È il tipo di dettaglio che, in una rosa corta, diventa atmosfera. Allegri, a sessantacinque giorni dall’inizio dell’avventura azzurra, ha capito che la gatta da pelare è seria. Non ha chiesto rivoluzioni di mercato in estate, ha sposato la linea del club sul valore della rosa; ora, con gli infortuni a cascata, rivede i conti. Non è un processo a De Laurentiis: è realismo da allenatore di mondo.

Ottobre come mezza stagione: dal Frosinone alla Lazio senza respiro

La scossa deve arrivare nel pezzo di calendario che vale quanto mezza stagione. Alla ripresa: Frosinone, Villarreal, Venezia, Bodø/Glimt, Roma, Monza, Juventus, Porto e Lazio. Quasi ogni tre giorni. Servirà la rosa completa, senza musi lunghi. Se Beukema e Badiashile saranno a regime, se McTominay rientrerà con la testa libera e se Anguissa tornerà a fare da collante, il Napoli potrà ripartire da un’altra base. Altrimenti i sette punti di oggi resteranno un fardello pesante.

In sintesi: Allegri è furioso ma non isolato. De Laurentiis tiene il tecnico. La sosta è corta, il lavoro riparte subito, gli infortunati sono ancora troppi e il gruppo deve tornare a essere un gruppo. Il prossimo esame vero, in campionato, si chiama Frosinone al Maradona. Fino ad allora, a Castel Volturno, non si parla di vacanze: si parla di scossa.