C’è un napoletano che in queste ore sta facendo parlare più di un risultato di campionato. Si chiama Antonio Vergara, classe 2003 di Frattamaggiore, unico giocatore del ssc napoli tra i circa cinque partenopei convocati da Roberto Mancini. E mentre a Castel Volturno i minuti sotto Allegri restano pochi — due titolarità e circa 130’ finora — a Coverciano il ct azzurro, secondo quanto riportato da Repubblica e rilanciato dalla stampa, starebbe pensando di lanciarlo dal primo minuto contro il Belgio. Un contrasto netto. Un segnale. E, per la piazza, anche una piccola rivincita.
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ToggleDal Partenopei al primo undici: il caso Vergara
La storia è semplice e, per questo, ancora più rumorosa. Vergara è cresciuto sotto Conte, ha segnato nella prima partita di questo campionato, ha già indossato l’azzurro Under 19 nel 2022. Poi è arrivato Allegri e il ritmo è cambiato: fiducia della piazza, sì, ma minuti a contagiocose. Due volte dal primo minuto, poco più di due ore totali in campo: abbastanza per far storcere il naso a chi lo vede come uno dei talenti più vivaci della rosa. Non è una polemica inventata: è il refrain che gira da settimane tra i tifosi del Napoli.
Di tutt’altro avviso, a quanto emerge, Mancini. Il tecnico della Nazionale vuole giovani con margine di crescita e un’idea di squadra che non sia solo nome e cognome da copertina. Vergara, in questo schema, non è un riempitivo: è un pezzo del progetto. La chiamata era annunciata già da giorni; la novità di oggi è un’altra: non più “convocato”, ma possibile titolare venerdì all’Olimpico.
Coverciano parla chiaro: 4-3-3 e Vergara a destra
Dagli allenamenti aperti ai media, raccontati dal Corriere dello Sport, è uscita una bozza abbastanza nitida. Mancini lavora sul 4-3-3. Sull’out di destra, nelle prove, Cambiaghi è apparso come terza opzione: davanti a lui, nell’ordine delle gerarchie, ci sarebbero Vergara — indicato come probabile titolare — e Zaniolo, appena rientrato da uno stiramento in campionato. Non è un dettaglio da scartoffie: è la fotografia di una gerarchia che, almeno in questa sosta, premia il ragazzo di Frattamaggiore.
Il contesto azzurro non è semplice. Bastoni salta per squalifica, Dimarco e Cristante non ci sono, la lista degli indisponibili era già lunga prima del ritiro. Mancini non si è lamentato: ha riempito i buchi e sta testando pezzi nuovi. Romano del Cagliari è un altro nome caldo per il debutto; a destra, però, il faro resta Vergara. Per un tifoso del Napoli è uno di quei contrasti che fanno rumore: in club pochi minuti, in Nazionale italiana maglia da titolare. Il messaggio, volenti o nolenti, arriva anche a Castel Volturno.
Nations League, Belgio e poi Turchia: la vetrina che conta
Il calendario della UEFA Nations League apre il secondo ciclo di Mancini con Belgio all’Olimpico e Turchia a Bursa. Quattro partite in undici giorni in prospettiva di ciclo, ma per Vergara il primo appuntamento è già una vetrina enorme: venerdì sera, sotto le luci di Roma, eventualmente dal 1’. Non è solo un premio individuale. È anche lo specchio di un pezzo di Napoli in azzurro — Donnarumma, i fratelli Esposito, Mandragora e lui — con una differenza non da poco: tra i cinque nati a Napoli (o nell’area), solo Vergara gioca oggi nella squadra di Allegri.
Il ragazzo sa cosa significa recuperare dopo un infortunio che, a suo tempo, gli aveva fatto perdere anche una possibile chance con Gattuso. Si è ripreso, ha segnato all’esordio di stagione, ha lavorato. Ora la Nazionale gli offre ciò che in campionato, finora, Allegri gli ha dosato a cucchiai. Non è una sentenza definitiva sul rapporto club-giocatore: è un fatto di cronaca che la piazza leggerà con attenzione. Perché i tifosi non chiedono miracoli; chiedono continuità, fiducia e, quando c’è qualità, minuti veri.
Messaggio ad Allegri (e a chi aspetta Vergara al Maradona)
Tradotto in linguaggio da spogliatoio: se Mancini lo vede pronto per il Belgio, qualcosa da dire c’è anche sul piano del club. Allegri ha le sue gerarchie, i suoi moduli, i suoi tempi. Nessuno pretende che un ct di SerieA allinei le scelte a quelle della Nazionale. Ma quando la piazza vede un 2003 titolare in azzurro dopo circa 130’ in maglia Napoli, la domanda è naturale: quanto spazio può ancora trovare Vergara al ritorno dalla sosta?
Il Frosinone del 10 ottobre è lontano giusto tre settimane. Di mezzo ci sono nazionali, amichevoli, infermeria e lavoro a Castel Volturno. Vergara, se davvero debutta dal 1’ contro il Belgio, tornerà con un’altra etichetta sul curriculum: non solo “promessa”, ma azzurro che Mancini ha scelto di lanciare. Per il Napoli è un patrimonio da proteggere e, soprattutto, da far crescere sul campo. Per Allegri è un dossier da gestire con intelligenza: la fiducia della piazza su quel profilo non è un dettaglio da sottovalutare.
In sintesi: oggi il tema non è solo la formazione dell’Italia. È il contrasto — netto, concreto — tra i pochi minuti partenopei e la possibile maglia da titolare azzurra. Vergara verso il Belgio dal 1’: se la notizia si conferma all’Olimpico, sarà un messaggio a Mancini, ad Allegri e a tutta la piazza. Il resto, come sempre a Napoli, si giudica con i fatti. E i fatti, venerdì, potrebbero partire dalla fascia destra.