Al Franchi, mentre Fiorentina-Napoli scivolava verso l’1-1, c’è stato un momento che i tifosi azzurri hanno notato subito: Antonio Vergara in caldo, a lungo, lungo i bordi. Poi il cambio di programma. Massimiliano Allegri ha tenuto in campo Kevin De Bruyne fino alla fine e ha mandato dentro Zambo Anguissa. Il ragazzo è rimasto a guardare. Novanta minuti di panchina, come già era successo contro il Como. Delusione sì, polemiche no.
È la storia di una scelta tattica spiegata a voce alta dal mister e, a distanza di poche ore, anche di una risposta “di sistema” dal suo agente. Perché intorno a Vergara, freschissimo di convocazione in Nazionale con Roberto Mancini, il dibattito a Napoli è acceso: quando gli toccherà davvero giocare?
Contenuto della Pagina
Toggle«Vai a riscaldarti»: poi Allegri cambia idea
Il retroscena raccontato dalla stampa campana è chiaro. Contro la Fiorentina, Allegri aveva davvero pensato a Vergara. Il centrocampista napoletano si è scaldato a lungo: segnali da campo, da panchina, da chi in tribuna già immaginava l’ingresso dell’ex Reggiana per dare una scossa agli ultimi metri. Poi, a pochi minuti dalla fine, il mister ha rivisto i conti.
In conferenza stampa Allegri non ha girato intorno al punto: «Ci poteva dare una mano in quel momento lì, ma ho cambiato idea. Mancavano cinque minuti e ho messo dentro Anguissa, che credo abbia avuto di nuovo un risentimento. Ho lasciato dentro De Bruyne che, con la qualità che ha, poteva trovare una giocata o un’imbucata importante».
Il belga, anche se sembrava in affanno, restava per Allegri l’ultima carta di qualità: esperienza, ultimo passaggio, gestione di una partita diventata lenta. Vergara, invece, viene descritto dal tecnico come «ottimo giocatore» ma «più d’incursione». Una lettura tecnica, non un giudizio di valore. E c’è il pezzo che ha fatto discutere di più: «Se avessi messo dentro Vergara e sul contropiede avessimo preso gol, oggi cosa mi dicevate? Nel calcio col senno di poi non si va da nessuna parte».
Vergara non polemizza: occhi sulla sosta e sul tour de force
Chi conosce il carattere del ragazzo non si aspetta scene. Vergara è uscito deluso dal Franchi — è naturale, soprattutto dopo la chiamata di Mancini — ma senza sparare a zero su nessuno. Sa che il Napoli sta entrando in una fase di calendario densa: dopo la sosta delle Nazionali il ritmo delle partite salirà e i minuti, per forza di cose, dovrà distribuirli anche chi oggi resta a bordo campo.
Il parallelo con il Como non aiuta l’umore: due gare intere da spettatore in un momento in cui l’attacco azzurro, soprattutto in ripresa, ha faticato a trovare la chiave. Eppure il messaggio interno che filtra è di pazienza operativa, non di rottura. Vergara vuole spazio; Allegri vuole rischio controllato. Due esigenze che, a Firenze, non si sono incontrate.
C’è anche il dettaglio Anguissa: l’ingresso del camerunense avrebbe riaperto un fastidio all’inguine. Venti giorni di sosta davanti, e a Castel Volturno si spera di recuperarlo senza strappi. Un altro pezzo del puzzle che spiega perché, a cinque minuti dalla fine, il mister abbia preferito esperienza e copertura piuttosto che l’inserimento “di talento puro” del giovane.
Giuffredi: «I cavalli si vedono all’arrivo. Allegri lo valorizzerà»
A mettere una pezza di fiducia sul percorso del ragazzo ci ha pensato il suo agente, Mario Giuffredi, intervenuto al R Star Palermo Football Meeting. Parole nette, senza ansia da classifica e senza processi alle intenzioni del mister: «Il Napoli rimane una squadra forte anche se è partito così così. Ma i cavalli si vedono all’arrivo e non alla partenza. Dare sentenze ora è da dilettanti e superficiali. Ci sono dei giovani come Vergara che sono certo che Allegri valorizzerà al massimo».
È un messaggio che parla a due platee. Alla piazza, che dopo cinque giornate e l’1-1 di Firenze chiede risposte subito. E al ragazzo stesso, che ha appena toccato con mano la Nazionale e ora deve tornare a costruirsi i minuti in maglia azzurra. Giuffredi non nasconde il momento “così così” del Napoli, ma rifiuta le sentenze anticipate: la stagione è lunga, i giovani vanno gestiti, e Allegri — secondo l’agente — è la figura giusta per farli crescere senza bruciarli.
In sintesi: al Franchi Vergara si è scaldato, Allegri ha cambiato idea, De Bruyne è rimasto in campo e Anguissa è entrato con un possibile nuovo allarme fisico. Il mister ha spiegato la scelta con l’esperienza e con la paura del contropiede. Il ragazzo non ha polemizzato. L’agente ha messo nero su bianco la fiducia. Ora, dopo la sosta, il vero test sarà uno solo: quanti minuti arriveranno davvero quando il calendario stringerà.