Quasi settantadue ore di pausa e poi di nuovo tutti (o quasi) a Castel Volturno. Il Serie A riparte tra tre settimane, ma Massimiliano Allegri non ha intenzione di vivere la sosta come una vacanza. Ieri il Napoli ha ripreso gli allenamenti al Training Center e, secondo quanto riferisce Il Mattino ripreso da AreaNapoli, il tono in casa azzurra è cambiato: meno carota, più bastone. L’obiettivo è chiaro — pretendere la svolta dopo un avvio di campionato che non ha convinto nessuno.
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ToggleRipresa a Castel Volturno e infermeria ancora piena
Il gruppo si è ritrovato concentrato, con la consapevolezza che le prime settimane di stagione non hanno restituito le risposte attese. Allegri vuole intensità, aggressività, un’altra marcia. Non è soltanto una questione di risultati: è il modo in cui la squadra ha affrontato le partite, troppo spesso senza quel “veleno” che il tecnico toscano chiede da sempre. La sosta delle Nazionali, in questo senso, diventa un laboratorio forzato: niente impegni ufficiali all’orizzonte immediato, tanto lavoro quotidiano, e la possibilità di mettere ordine nelle teste prima ancora che nei moduli.
Sul campo, però, non c’è ancora la rosa completa. In allenamento è rimasto assente Andre Zambo Anguissa, pezzo fisico del centrocampo che manca già da diversi impegni. Hanno lavorato in palestra Luca Marianucci, Alisson Santos, Meret e Spinazzola. Il club, prima di tutto, vuole mettere a posto la questione infermeria: non sarà un compito semplice, perché gli infortuni si sono accumulati proprio nella fase in cui Allegri avrebbe bisogno di continuità e scelte. Chi è rimasto a disposizione dovrà alzare il ritmo; chi è in cura dovrà rientrare senza forzature, ma senza perdere altro tempo.
Due amichevoli campane e Avellino già sul calendario
Per non far raffreddare le gambe di chi è rimasto indietro, la società sta lavorando a due amichevoli contro formazioni campane. Una data è già indicata con chiarezza: Avellino il 2 ottobre. Il test — di cui ha parlato anche il ds irpino Mario Aiello, confermando i contatti — serve a dare minuti e ritmo a chi ha giocato poco, a collaudare soluzioni tattiche e a tenere vivo il senso della partita mentre le Nazionali impegnano altri compagni. L’altra amichevole è ancora in fase di definizione, ma la direzione è la stessa: avversari locali, carico gestibile, foco su recupero e minuto-partita.
Non è un dettaglio da poco. In una sosta lunga come questa, il rischio è spegnersi. Allegri conosce bene il pericolo: troppa teoria, poca competizione, e poi a ottobre si riparte freddi contro un calendario che non perdona. L’Avellino a Castel Volturno — probabilmente a porte chiuse o comunque in un contesto di lavoro — è il primo appuntamento concreto per misurare se il nuovo approccio sta entrando nelle gambe e nella testa del gruppo.
Meno carota, più bastone: la svolta che Max pretende
Il passaggio di registro non arriva dal nulla. Dopo Firenze, Il Mattino ha raccontato un Allegri furioso, convinto di non aver visto fame e rabbia sufficienti. L’approccio iniziale, più morbido con i veterani e orientato a costruire un clima sereno, non ha prodotto le prestazioni sperate. Ora Max alza la soglia: carota e bastone, certo, ma per un po’ meno carota e più bastone. Serve evitare gli scivoloni già visti, ripartire con un’altra intensità, e far capire allo spogliatoio che la sosta non è una parentesi da vivere in difesa, ma l’unica finestra utile per cambiare marcia.
In questo contesto ogni dettaglio conta: gli orari di lavoro, la qualità delle esercitazioni, il tono dei discorsi, la gestione di chi è fuori e di chi è dentro. Allegri pretende risposte immediate da chi è a disposizione e pazienza attiva da chi è in infermeria. Il messaggio ai tifosi è implicito ma netto: il Napoli di settembre non basta, e il tecnico non intende accompagnare una stagione a metà. Con Anguissa ancora fuori, con Meret, Spinazzola, Marianucci e Alisson Santos in fase di recupero, e con due amichevoli campane in arrivo — Avellino il 2 ottobre in testa — Castel Volturno diventa il teatro della svolta. Meno sorrisi di circostanza, più lavoro duro: è la linea scelta da Allegri. Adesso tocca alla squadra dimostrare di averla capita.