Roma, premio alla carriera e poi la solita tempesta. Aurelio De Laurentiis torna a parlare in pubblico — sede della Stampa Estera a Palazzo Grazioli — e non le manda a dire: il stadio Maradona «va abbattuto», il nuovo impianto del SSC Napoli nascerà a Napoli Est sui suoli Q8 di San Giovanni a Teduccio, e a Qualiano arriva finalmente la soluzione per il centro sportivo. Parole da presidente, progetto da 70mila posti, lettera d’intenti già firmata. E i tifosi, giustamente, si chiedono: questa volta è la volta buona?
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ToggleNuovo stadio a San Giovanni: 70mila posti, 120 sky box e museo interattivo
Il cuore dell’annuncio è chiaro. De Laurentiis ha firmato circa un mese fa una lettera d’intenti con la Q8: sull’area orientale di Napoli, a San Giovanni a Teduccio, ci sono 38 ettari. Lì il patron ha già in mente uno stadio da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e «tutto il resto». Non solo cemento e posti a sedere: in cantiere c’è anche un museo interattivo, realizzato con la sua agente di Los Angeles, dove i tifosi potranno giocare virtualmente una partita con chi vogliono — Diego Armando Maradona, Cavani, Higuain. Un’esperienza da stadio moderno, all’europea, non da impianto comunale degli anni Settanta.
«Per realizzarlo serviranno tempo e milioni di dollari», ha detto Aurelio De Laurentiis. Ma soprattutto servirà autonomia: «Sarà uno stadio finanziato completamente da me». Tempi dichiarati: 24 mesi. Non «una vita», come spesso si sente ripetere quando si parla di opere pubbliche a Napoli. Intanto, chiarisce, gli azzurri continueranno a giocare a Fuorigrotta finché il nuovo impianto non sarà pronto. Poi il Maradona, secondo lui, va giù.
«Il Maradona va demolito»: no al restyling da 200 milioni
Sul stadio Maradona De Laurentiis non usa giri di parole. Anzi: ripete la definizione che ha già fatto il giro del web («un cesso») e boccia il piano di restyling messo sul piatto da Regione e Comune. «La Regione vuole investire 150 milioni e il Comune altri 50: con 200 milioni al Maradona gli fai appena una carezza». Dopo ventidue anni da inquilino, il presidente sostiene che quei soldi «servono a poco» e che lo stadio andrebbe demolito, trovando un accordo con le soprintendenze. Il museo dedicato a Diego Armando Maradona, invece, lo vuole nel nuovo impianto: «Altrimenti è come il sindaco che vuole intervenire sullo stadio sperando che tra un anno diventi un monumento e non possa più essere abbattuto».
C’è anche il nodo costi e fruizione. Aurelio De Laurentiis magari esagera nei toni, ma i numeri che porta sono chiari: «Mi viene da ridere quando il Comune sostiene che paghiamo 900mila euro all’anno. Noi, tra una cosa e l’altra, arriviamo a circa due milioni e possiamo utilizzare lo stadio soltanto il giorno della partita». Dopo i concerti bisogna rifare il terreno di gioco — «quest’anno mi hanno quasi rotto anche le tubature dell’irrigazione» — e il giorno dopo la gara l’impianto va riconsegnato «completamente pulito». Modello Bernabéu, con terreno che scende e base che esce per i concerti? Quello sì. Pista d’atletica? No, grazie: «La lasciamo a chi deve fare atletica».
Centro sportivo a Qualiano: 17 ettari e mezzo, dieci campi
Non soltanto stadio. Il SSC Napoli cerca da mesi una casa vera per allenamenti e settore giovanile, dopo castelli di carta e terreni che alla visura non erano di chi sembrava. «Un anno fa ho detto mettiamo la prima pietra. Avevo trovato un terreno, poi fai la visura e non era vero che il signore ne aveva la proprietà ma un contratto d’affitto con opzione scaduta», ha raccontato De Laurentiis. Poi l’agronomo della Nazionale da Firenze a testare i suoli, e finalmente Qualiano: 17 ettari e mezzo, adiacenti allo stadio Santo Stefano, con dieci campi di calcio e 7.500 metri quadrati tra uffici e spogliatoi per prima squadra e giovanili. Il centro sportivo nuovo, se la trattativa chiude davvero, sarebbe un salto di qualità enorme rispetto all’attuale Castel Volturno.
Attenzione, però: sul terreno di Qualiano Aurelio De Laurentiis parla di soluzione individuata, non di contratto già chiuso. Domanda e offerta, raccontano le cronache locali, non sono ancora allineate. Ma la direzione è quella, dopo 27 location girate e più di un tentativo andato a vuoto (Succivo compreso).
Film del Centenario e messaggio ai tifosi
Nella stessa serata De Laurentiis ha aggiornato anche sul film del Centenario, sceneggiato da Maurizio de Giovanni e Mimmo Carratelli: girato vicino alle quattro ore, poi da dividere in film, doppio appuntamento o quattro puntate per una piattaforma internazionale. Bellezza e marketing a parte, il messaggio politico-sportivo resta uno: il calcio Napoli di proprietà, con stadio di proprietà e centro sportivo di proprietà, non è più uno slogan. È un progetto con ettari, posti, sky box e un presidente che — dopo anni di annunci — mette sul tavolo lettera d’intenti e tempi. Ora serve che carta, bonifica Q8 e burocrazia non mangino ancora una volta la speranza dei tifosi.
Perché se c’è una cosa che il popolo azzurro ha imparato, è questa: quando Aurelio De Laurentiis parla di stadio, si fa un gran casino. Stavolta, però, i numeri sono concreti. 38 ettari a San Giovanni. 70mila posti. 24 mesi. E un Maradona che, nelle sue parole, ha i giorni contati.