La sosta delle nazionali ha già consegnato al SSC Napoli il primo capitolo da raccontare. Nella notte, all’Ullevaal Stadion di Oslo, Rasmus Hojlund ha messo la firma sul tabellino, ha sfiorato la doppietta colpendo un palo e ha chiuso i novanta minuti da protagonista. Non è bastato: la Norvegia ha vinto 3-2, trascinata da un Erling Haaland in versione cannibale. Oggi, alle 20:45, lo sguardo si sposta all’Olimpico: Italia-Belgio di UEFA Nations League, con Giovanni Di Lorenzo quasi certo dal 1’ e Antonio Vergara che, a sorpresa, finisce in tribuna.
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ToggleOslo, nottata amara: Hojlund gol e palo, Haaland decide il 3-2
Il Gruppo 4 della League A non ha concesso half-time emozionale. La Norvegia è partita a razzo: Bobb al 14’, Haaland al 18’. Due-zero e Ullevaal già in festa. La Danimarca ha reagito con Damsgaard al 25’, poi ha trovato il pari al 60’ proprio grazie a Hojlund: gol da centravanti di razza, movimento tra i centrali, conclusione da area piccola. Pochi minuti dopo il danese del Napoli ha colpito anche il palo, dopo una deviazione del portiere norvegese. Sembrava la notte della rimonta. Invece, al 74’, Haaland ha firmato la doppietta personale e il 3-2 definitivo. Per il bomber del Manchester City sono 64 gol in 56 presenze con la maglia della Nazionale: numeri da videogioco.
Per Hojlund il bilancio è a due facce. Da una parte la continuità: ha giocato tutta la gara, ha segnato, ha dimostrato di essere presente quando la palla entra in area. Dall’altra il risultato: la Danimarca esce sconfitta dalla prima giornata e Allegri, da Castel Volturno, avrà preso nota sia del gol sia dei minuti accumulati. Contro Haaland non si gioca a nascondino. Si gioca a personalità. Il centravanti azzurro, dopo un avvio di Serie A con pochi tocchi decisivi sotto porta, aveva bisogno di una prova così: concreta, sporca, da area. Il palo che squilla è il dettaglio che i tifosi del Napoli ricorderanno più del gol, perché racconta quanto era vicino alla doppietta.
Il programma danese non finisce qui. Dopo Oslo arrivano altri impegni di Nations League in rapida successione. Quattro gare in poco più di dieci giorni: opportunità di ritmo e rischio di carico. Per il Napoli ogni minuto senza incidenti è un regalo, ogni gol in più è fiducia da riportare al Maradona.
Stasera all’Olimpico: Di Lorenzo titolare, Vergara in tribuna, De Bruyne dall’altra parte
Venerdì 25 settembre, ore 20:45, Roma. L’Italia di Roberto Mancini — al debutto del secondo ciclo azzurro dopo il flash di Baldini — riceve il Belgio. È la gara più “napoletana” della sosta: da una parte Di Lorenzo e Vergara, dall’altra Kevin De Bruyne. Tre maglie del Napoli nella stessa partita di Nazionale, tre storie diverse.
Di Lorenzo resta l’inamovibile. Pupillo di Mancini, terzino destro di riferimento, è indicato come unico azzurro del Napoli nella probabile formazione titolare. Il Corriere della Sera disegna un 4-3-3 con Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Coppola, Calafiori; Barella, Romano, Tonali; Cambiaghi, Pio Esposito, Kean. Dal lato belga, De Bruyne è il regista offensivo del 4-2-3-1: la giocata, l’imbucata, il tiro da fuori. Il duello Di Lorenzo–De Bruyne è già immagine da highlight: esperienza e lettura contro fantasia e qualità negli ultimi quindici metri.
La sorpresa negativa, per chi sperava in un esordio col botto, riguarda Vergara. Fino a ieri sera più fonti lo davano verso la panchina, qualcuno addirittura verso il undici iniziale. Stamattina il quadro è cambiato: Mancini lo manda in tribuna. Non è una porta chiusa — il commissario tecnico potrebbe richiamarlo nelle prossime gare, a partire da Turchia-Italia del 28 settembre — ma è un segnale chiaro: stanotte non c’è spazio neanche in panchina. Il centrocampista azzurro, fresco di convocazione e ancora a fame di minuti in Serie A, dovrà digerire la decisione e restare pronto. In Nazionale le gerarchie si muovono in fretta; chi resta lucido, torna utile.
Il girone è di ferro: Belgio, Francia, Turchia. Le prime due vanno ai quarti di marzo 2027. Di Lorenzo e Vergara torneranno a Napoli a inizio ottobre, a ridosso della ripresa di campionato col Frosinone. Per De Bruyne, invece, ogni minuto in azzurro belga è anche un esame di condizione: a Firenze Allegri lo aveva tenuto in campo fino in fondo; ora il belga cerca la continuità che il Napoli gli chiede tra le linee.
Castel Volturno: Meret, Marianucci e McTominay verso il Frosinone
Mentre le Nazionali giocano, a Castel Volturno Allegri sorride per i recuperi. Secondo il report del club e le indicazioni uscite in ambiente, Alex Meret, Marianucci e Scott McTominay sono i tre più vicini al rientro in vista del Frosinone del 10 ottobre. Marianucci ha ripreso lavoro personalizzato in palestra e in campo; Meret (con Alisson e Spinazzola) si è allenato in palestra; McTominay prosegue il percorso post-ablazione. Anguissa resta in terapia. Un triplo recupero importante per una rosa che, con dieci elementi impegnati con le Nazionali, ha vissuto una sosta lunga e frammentata.
In sintesi: Hojlund ha segnato e ha colpito un palo, ma Haaland ha portato a casa i tre punti per la Norvegia. Stasera all’Olimpico Di Lorenzo cerca continuità, Vergara resta in tribuna, De Bruyne prova a far male all’Italia di Mancini. E a Castel Volturno si conta alla rovescia verso il Frosinone, con Meret, Marianucci e McTominay sempre più vicini. Per il Napoli la sosta non è una pausa: è un laboratorio. Chi torna più forte, trova posto. Chi torna con un gol in più in tasca, trova Allegri già con la matita in mano.