Italia-Belgio 0-2: De Bruyne assist e show, Di Lorenzo novanta minuti. Mancini parte coi fischi

Italia-Belgio 0-2: De Bruyne assist e show, Di Lorenzo novanta minuti. Mancini parte coi fischi

All’Olimpico di Roma la notte della UEFA Nations League consegna un verdetto netto: Italia 0-2 Belgio. Per il SSC Napoli la gara aveva un doppio interesse azzurro e belga. Giovanni Di Lorenzo ha chiuso i novanta minuti dal primo minuto; Kevin De Bruyne ha firmato l’assist del vantaggio e ha giocato fino al 58’. Il secondo ciclo di Roberto Mancini parte tra i fischi: 47.155 spettatori, tanta voglia di ripartenza e un risultato che brucia.

Olimpico, primo tempo da incubo: Godts apre, Donnarumma salva

Mancini sceglie il 4-3-3 e fa esordire Alessandro Romano in mediana, affiancato da Barella e Tonali. In difesa, con Bastoni squalificato, restano Gianluca Mancini e Coppola tra i centrali, Di Lorenzo a destra e Calafiori a sinistra. Davanti il tridente Cambiaghi–Pio Esposito–Kean. Dall’altra parte Mark Van Bommel allinea tre volti noti della SerieA: De Bruyne, Moreira e De Ketelaere. Il Belgio prende subito il ritmo. Al 6’ De Bruyne imbecca De Ketelaere, Donnarumma è già in allerta. L’Italia risponde con Pio Esposito che colpisce il palo, ma è un’illusione: gli azzurri restano corti e poco lucidi tra le linee.

Il gol arriva al 20’. Romano perde palla in zona offensiva, De Bruyne legge tutto e serve Godts in profondità. L’esterno del PSG rientra sul destro, evita due avversari e batte Donnarumma. È il merito del possesso belga e della qualità del regista del Napoli, che governa le transizioni come in un allenamento di precisione. Da lì in poi l’Olimpico respira solo grazie al capitano: doppio intervento su De Ketelaere e Raskin, poi un’altra uscita miracolosa sulla testa di Godts. Al 45’ il conto dei tiri è 14-4 per i Diavoli Rossi. Il parziale 0-1 è un regalo, non un equilibrio.

Di Lorenzo, dal canto suo, tiene il reparto destro senza grandi sbavature, ma vive una gara di lettura e contenimento. Contro un Belgio che allarga il campo e attacca gli spazi alle spalle del centrocampo, il terzino del Napoli fa mestiere: pochi fronzoli, tante ripartenze da spegnere, zero errori clamorosi. Per Allegri, che da Castel Volturno osserva la sosta, i novanta minuti interi senza infortuni pesano quanto un gol in amichevole.

De Bruyne show, poi Lukébakio: il 2-0 spegne la ripresa

Nella ripresa l’Italia cresce. Kean impegna Lammens di piede, Pio Esposito trova ancora il portiere belga. C’è più energia, più aggressività, qualche croce di Cambiaghi dalla sinistra. Mancini al 65’ prova la scossa tripla: Scalvini per Coppola, Frattesi per Romano, Maldini per Esposito. Kean sale al centro. Sembra il momento del pari. Invece, al 69’, arriva il colpo del ko.

Su ripartenza De Ketelaere libera Lukébakio. L’esterno del Benfica evita Tonali, supera anche l’intervento di Di Lorenzo sul movimento e, rientrando sul sinistro, deposita sul secondo palo. 0-2. LaPresse sottolinea proprio quel dettaglio napoletano: il raddoppio nasce dopo che Di Lorenzo non riesce a chiudere del tutto la traiettoria dell’attaccante. Non è un’accusa, è la fotografia di una serata in cui il Belgio ha avuto sempre un uomo in più nella giocata. De Bruyne, uscito al 58’ per Vanaken, aveva già messo la firma sul match: assist, ritmi, personalità. Per il Belgio è il debutto perfetto in League A; per l’Italia è la conferma che il nuovo ciclo ha bisogno di tempo e di concretezza sotto porta.

Negli ultimi minuti Mancini lancia anche gli esordienti Doumbia e Zoma. Calafiori calcia a lato da buona posizione, Scalvini colpisce la traversa a distanza ravvicinata. Troppo tardi. Tra Donnarumma e Lukaku scappa anche un botta e risposta a centrocampo, con ammonizione per entrambi. L’Olimpico fischia. Mancini, a fine gara, non si nasconde: «Nel primo tempo il Belgio ha giocato meglio, nella ripresa siamo cresciuti ma non abbiamo concretizzato. I fischi ci possono stare».

Di Lorenzo 90’, De Bruyne 58’: cosa torna al Napoli

Il bilancio “partenopeo” della serata è a due facce. Di Lorenzo conferma di essere l’inamovibile della Nazionale: ha giocato tutto, ha tenuto il posto a destra, ha vissuto il 2-0 da protagonista involontario sul movimento di Lukébakio. Non è una notte da highlight reel, è una notte da capitano di mestiere. De Bruyne, invece, esce a testa alta: assist del vantaggio, gestione del gioco, minuti gestiti con intelligenza dal ct Van Bommel. Per il Napoli è un segnale di condizione importante: il belga non è apparso spento, anzi. Tra palleggio, imbucate e letture ha mostrato la stessa qualità che Allegri gli chiede tra le linee in campionato.

La sosta non finisce qui. Lunedì 28 settembre l’Italia vola a Bursa contro la Turchia di Montella, poi il ritorno a Bologna il 5 ottobre. Quattro gare in finestra lunga: ritmo, rischio carico, opportunità di continuità. Di Lorenzo resterà un punto fermo se Mancini conferma le gerarchie. De Bruyne, dal lato belga, continuerà a fare da metronomo di un gruppo che ha già tre punti in classifica insieme alla Francia. Per i tifosi del Napoli il messaggio è chiaro: la Nations League ha consegnato un risultato amaro agli azzurri, ma anche minuti utili e un De Bruyne in evidenza positiva.

In sintesi: Italia-Belgio 0-2, Godts al 20’ su assist di De Bruyne, Lukébakio al 69’. Di Lorenzo ha fatto i novanta, De Bruyne è uscito al 58’ da uomo-partita. Mancini parte coi fischi e con la consapevolezza che il lavoro sarà lungo. La UEFA Nations League non aspetta: a Bursa si ricomincia subito. E a Castel Volturno, quando torneranno le maglie azzurre e belga, Allegri avrà già appuntato chi ha corso, chi ha creato e chi ha tenuto.