Tre settimane di pausa e una rosa che, a Castel Volturno, torna a riempirsi. Tra la gara con la Fiorentina e quella del 10 ottobre con il Frosinone, Massimiliano Allegri ha deciso di usare la sosta come laboratorio: meno calendari compressi, più minuti per chi ha visto poco o zero campo e per chi sta risalendo dalla lista degli indisponibili. Il SSC Napoli spera di ripartire più largo, più competitivo e con alternative concrete in vista di un ottobre già denso di appuntamenti.
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ToggleBeukema e Badiashile: zero minuti e pochi minuti, ora i carichi salgono
Il nome che fa più rumore è quello di Sam Beukema. Il centrale olandese è ancora a zero minuti stagionali: un problema al tendine gli ha rovinato l’estate e i ritiri, togliendogli continuità di lavoro proprio quando Allegri stava costruendo le gerarchie. Adesso, però, Beukema sta bene. Aspetta solo il momento giusto. Il debutto, secondo quanto filtrato in queste ore, non dovrebbe tardare troppo: la sosta è il corridoio ideale per entrare nei meccanismi senza il fuoco delle partite consecutive.
Accanto a lui accelera anche Badiashile. Arrivato in prestito dal Chelsea a fine agosto, è l’unica nuova faccia insieme a Favasuli. Ha già esordito contro l’Inter, ma solo per pochi minuti finali e con un duello perso contro Thuram che è rimasto impresso. Non è un verdetto: è un segnale di quanto gli servano carichi e ripetizioni. La pausa gli permette di allenarsi di più, capire meglio i movimenti della difesa e candidarsi come alternativa vera quando il calendario tornerà a stringere. In un avvio di Serie A in cui ogni errore pesa, avere due centrali che salgono di livello non è un dettaglio: è ossigeno.
C’è anche un colore tattico che Allegri continua a studiare a Castel Volturno: la difesa a tre e l’idea di Beukema come possibile braccetto. Non è ancora una svolta annunciata, ma è un’opzione sul tavolo. Con più uomini a disposizione, il mister può permettersi di sperimentare senza bruciare pezzi.
Marianucci, Meret, Spinazzola: rientri vicini. Alisson e Giovane chiedono pazienza
La lista dei quasi pronti è lunga e fa bene al morale dello spogliatoio. Marianucci e Alex Meret sono vicini al ritorno. Anche Spinazzola sta per rientrare: aveva saltato la Fiorentina per un problema accusato alla vigilia, e ora la sosta gli restituisce giorni preziosi per chiudere il ciclo di recupero senza forzature da sabato a sabato.
Più lungo, invece, il percorso di Alisson Santos. Si era fermato contro l’Arsenal e, anche se il rientro si avvicina, i tempi restano un filo più lunghi rispetto al gruppo dei «prossimi». Allegri lo vuole in condizione, non solo in rosa: meglio qualche giorno in più che un ritorno a metà.
Segnale positivo anche da Giovane. Operato a inizio settembre per un’ernia inguinale, ha ripreso a lavorare in palestra a Castel Volturno. Ancora zero gol ufficiali con il Napoli e ancora qualche settimana prima di rivederlo pienamente a disposizione, ma il profilo resta interessante: jolly offensivo, capace di spostarsi su più posizioni. Con l’ottobre intenso che aspetta gli azzurri, anche un pezzo del genere può tornare utile.
McTominay punta il Frosinone, Anguissa giorno per giorno
Scott McTominay è tornato giovedì e ha subito messo piede in palestra, proseguendo anche il giorno dopo. Ora si attende l’idoneità sportiva dopo l’ablazione di inizio mese per una lieve aritmia cardiaca benigna. L’obiettivo dichiarato è il Frosinone, ma senza forzature: si andrà sulle sensazioni del giocatore e sulle risposte del corpo. Lo scozzese vuole rientrare il prima possibile; lo staff vuole che rientri bene. In una stagione già delicata, la differenza conta.
Diverso il dossier Frank Anguissa. Al Franchi, contro la Fiorentina, si è fermato per una lesione miofasciale di basso grado dell’adduttore lungo della coscia destra. I tempi non sono ancora definiti con precisione: si va giorno per giorno. Il Frosinone resta un’incognita; se non dovesse farcela, le tappe successive diventerebbero il Villarreal in Champions il 13 ottobre oppure il Venezia il 17 ottobre. Per Allegri, Anguissa non è un pezzo qualunque: quando manca a centrocampo, la squadra perde equilibrio e intensità.
In coda, una nota di prospettiva: Buongiorno resta fuori fino al 2027 per il menisco. Non è un tema di questa sosta, ma ricorda quanto la rosa abbia bisogno di riempirsi altrove. Beukema, Badiashile, McTominay, Meret, Marianucci, Spinazzola, Giovane, Anguissa: pezzi diversi, tempi diversi, stesso messaggio. La sosta frena il calendario nel momento giusto. Il Napoli spera di ripartire con molti più uomini a disposizione e con Allegri che, finalmente, può scegliere invece di rimediare.