Allegri sterza sul 3-5-2: De Bruyne seconda punta a ridosso di Hojlund vs Frosinone

Allegri sterza sul 3-5-2: De Bruyne seconda punta a ridosso di Hojlund vs Frosinone

Dopo il pareggio di Firenze il Napoli ha bisogno di una sterzata, non di un ritocco cosmetico. Nella sosta delle Nazionali Massimiliano Allegri sta lavorando a Castel Volturno su un’idea che Sky Sport ha messo in chiaro: avvicinare il più possibile Kevin De Bruyne a Rasmus Hojlund, fino a far diventare il belga una seconda punta vera in un 3-5-2 pensato per il Frosinone del 10 ottobre (ore 20:45 al Maradona). Non ĆØ un capriccio tattico: ĆØ un tentativo di dare equilibrio e, soprattutto, di far arrivare palloni puliti al numero 19 azzurro.

De Bruyne a ridosso di Hojlund: il belga come seconda punta

Il nodo resta la connessione offensiva. Hojlund, nelle prime due gare con la Danimarca, ha segnato e ha provocato un autogol: segnale che, quando i palloni gli arrivano in area, sa farli pesare. De Bruyne, dal canto suo, ha lasciato buone impressioni contro l’Italia. Allegri vuole saldare queste due frecce: meno distanze, più geometrie corte, più tocchi nell’ultimo terzo. Da qui l’ipotesi di un 3-5-2 in cui l’ex Manchester City gioca il più avanti possibile, praticamente seconda punta dietro il centravanti.

Non ĆØ un ā€œtrequartista classicoā€ lasciato a vagare tra le linee. ƈ una scelta di prossimitĆ : De Bruyne deve respirare Hojlund, ricevere spalle alla porta o di taglio, e trasformare il possesso in verticalitĆ . Per i tifosi del ssc napoli ĆØ il pezzo che mancava nel racconto delle prime giornate: qualitĆ  individuale c’è, ma serve un modulo che la metta a sistema. Contro il Frosinone, squadra che Allegri conosce bene per densitĆ  e ripartenze, avvicinare il belga al danese può diventare la chiave per spezzare il blocco basso senza dover forzare troppi cross a caso.

McTominay mezzala, Anguissa e Lobotka: il motore del 3-5-2

Il piano diventa praticabile soprattutto grazie ai rientri. Scott McTominay, in ripresa dopo l’intervento di ablazione, ĆØ immaginato come mezzala: inserimenti, fisicitĆ , capacitĆ  di occupare l’area avversaria quando De Bruyne e Hojlund attirano i centrali. Accanto, il ritorno di Andre Zambo Anguissa restituisce potenza e duello a metĆ  campo, mentre Stanislav Lobotka resta il play naturale: primo passaggio, tempi di possesso, ordine quando la squadra deve ripartire bassa.

Tre profili diversi, un solo obiettivo: tenere in piedi la difesa a tre senza lasciare De Bruyne isolato in avanti. Con Lobotka a dettare i ritmi, Anguissa a coprire e McTominay a spingere, il belga può liberarsi dal lavoro sporco e concentrarsi sui metri che contano. È anche una risposta al pareggio di Firenze: meno squilibri tra le fasi, più gente a sostenere la pressione alta quando serve, più alternative quando il match si allunga. Allegri, in questa sosta, ha avuto tempo per ripetere meccanismi anche con i nazionali assenti: il 3-5-2 non nasce a tavolino il giorno della gara, ma da prove e correttivi quotidiani.

Favasuli jolly e wing-back decisivi: Vergara fuori dal radar

Sulle corsie il discorso cambia pelle. Nel 3-5-2 gli esterni non sono ornamento: devono spingere e ripiegare, allargare il campo e chiudere le linee di passaggio. Qui entra Costantino Favasuli, una delle poche note davvero liete di questo inizio stagione. Dinamismo, duttilitĆ , voglia di ripiegare: Allegri lo vede come jolly capace di interpretare la fascia in chiave offensiva senza perdere il filo difensivo. Non ĆØ solo ā€œun giovane da far crescereā€: nel nuovo schema può diventare pezzo strutturale, soprattutto se i wing-back devono alzarsi insieme per alimentare De Bruyne e Hojlund.

In questo undici, al momento, non sembra esserci posto per Vergara. Fin qui poco utilizzato, rischia di restare ai margini di una formazione pensata su esterni più dinamici e su un centrocampo a tre già affollato dai rientri. Non è una condanna definitiva, ma un segnale di gerarchie: per il Frosinone Allegri privilegia chi può reggere i due tempi del match e chi conosce già i meccanismi che sta installando a Castel Volturno.

Una nota a margine, non il titolo della storia: Badiashile, secondo quanto filtrato da Sky/Ugolini, non sarebbe ancora in condizione piena e quindi non parte come titolare contro il Frosinone. Il focus resta sul piano offensivo e sul centrocampo che torna intero, non su un centrale ancora in rampa di lancio. Per il Napoli conta arrivare al 10 ottobre con idee chiare: 3-5-2, De Bruyne seconda punta, Hojlund riferimento, McTominay e Anguissa a dare peso, Lobotka a orchestrare, Favasuli a dare gambe sulle fasce.

In sintesi, la sosta non ĆØ solo recupero fisico. ƈ il momento in cui Massimiliano Allegri prova a cambiare passo dopo Firenze: meno distanze tra i due attaccanti, più equilibrio dietro, più soluzioni in mezzo. Se il belga e il danese si trovano davvero, il Maradona contro il Frosinone può diventare il primo esame vero del nuovo Napoli. E i tifosi del ssc napoli aspetteranno proprio quello: non solo i nomi in formazione, ma i metri che li separano — o, meglio, quelli che Allegri vuole cancellare.