Allegri studia il 4-2-3-1 alle spalle di Hojlund: Vergara gioiello, Neres cerca ritmo

Allegri studia il 4-2-3-1 alle spalle di Hojlund: Vergara gioiello, Neres cerca ritmo

La sosta delle Nazionali non è solo recupero fisico per il Napoli: a Castel Volturno Massimiliano Allegri sta usando questi giorni per allargare il ventaglio delle soluzioni offensive. Dopo il 4-2-3-1 visto al Franchi, con tre uomini alle spalle di Rasmus Hojlund, il Corriere dello Sport (via TuttoNapoli) parla di una rosa «folta, profonda» sulla trequarti. Non è il capitolo del 3-5-2 con De Bruyne seconda punta: qui il focus è un altro. Più moduli, più profili, più alternative per alimentare il danese senza chiudersi in uno schema unico. Contro il Frosinone del 10 ottobre Allegri potrà scegliere uomini e assetto in base a chi avrà ritrovato ritmo e a chi tornerà dalle Nazionali.

Il 4-2-3-1 come a Firenze: tre alle spalle di Hojlund

Al Franchi, prima dello stop, Allegri aveva già messo in campo l’idea: difesa a quattro, doppia mediana, tre trequartisti dietro Hojlund. Non un capriccio di una gara sola. È un modo per dare al centravanti compagni a distanza corta, tra le linee, capaci di ricevere, girarsi e servire il numero 19 azzurro senza dover sempre forzare il cross dalla fascia. Il Corriere sottolinea proprio questo: alle spalle di Hojlund c’è un reparto ricco di caratteristiche diverse, con calciatori che sanno partire dalle corsie esterne ma anche stringersi al centro e creare superioriità tra le linee.

Per i tifosi del ssc napoli il messaggio è chiaro. Non si tratta solo di «mettere qualità»: si tratta di far respirare Hojlund, di non lasciarlo isolato contro due centrali e un mediano basso. Il 4-2-3-1, se riproposto, permette di avere un’ala di taglio, un trequartista centrale e un esterno più aperto, oppure di ruotare i tre ruoli in base al pressing avversario. Contro un Frosinone che ama densità e ripartenze, avere tre soluzioni dietro il punta può essere la chiave per spezzare il blocco senza perdere equilibrio dietro.

Vergara «gioiello», Neres in cerca di ritmo, De Bruyne reduce dal Belgio

Tra le opzioni citate dal Corriere c’è Antonio Vergara, definito «un gioiello a disposizione» di Allegri. Non è un dettaglio da trascurare: in altri schemi, tipo il 3-5-2 più stretto sulle fasce dinamiche, il giovane rischia di restare ai margini. Nel 4-2-3-1, invece, il suo profilo tra le linee torna centrale. Tecnica, tempi di inserimento, capacità di ricevere spalle alla porta: è il tipo di pezzo che può far girare la trequarti quando Hojlund attira i marcatori. Per Allegri avere un «gioiello» interno alla rosa significa anche non dover forzare sempre i big in ogni pezzo di gara.

Accanto a lui, la sosta serve a recuperare brillantezza. David Neres, dopo otto mesi di stop e l’operazione alla caviglia sinistra, è rientrato solo a inizio stagione e ha bisogno di ritmo. Non è una questione di talento — quello c’è — ma di continuità di tocchi, di accelerazioni ripetute, di fiducia nei duelli uno contro uno. Giorni senza partita di campionato possono diventare oro per ripetere meccanismi senza il peso del risultato di domenica. E poi c’è Kevin De Bruyne, reduce da una prestazione positiva con il Belgio contro l’Italia: qualità che Allegri può usare sia da trequartista puro sia da riferimento più avanzato, a seconda del modulo del giorno.

La profondità della rosa, in pratica, è il vero vantaggio competitivo. Allegri può cambiare volto alla trequarti senza cambiare l’identità offensiva: Hojlund resta il riferimento, intorno a lui ruotano Vergara, Neres, De Bruyne e chiunque dimostri in settimana di avere gambe e lucidità. Non è un undici fisso scolpito nella pietra: è un menu. E dopo Firenze, dove il Napoli ha mostrato luci e ombre, avere alternative vere è ciò che i tifosi chiedono a gran voce.

Rientrano Lang e Favasuli: rosa folta sulla trequarti verso il Frosinone

Il quadro si allarga ancora con i rientri dalle Nazionali. Allegri attende Noa Lang e Costantino Favasuli: due profili diversi, entrambi utili. Lang porta verticalità e uno contro uno dalle fasce; Favasuli, una delle note più liete di questo inizio stagione, dà dinamismo, ripiegamento e duttilità. Nel 4-2-3-1 possono occupare le corsie esterne dietro Hojlund; in altri assetti possono diventare wing-back o jolly di fascia. La sosta, in questo senso, non spezza il lavoro: lo completa, perché permette di reinserire chi è stato impegnato con le rispettive nazionali senza buttare a mare le prove fatte a Castel Volturno.

Restano anche le note di infermeria da gestire con pazienza: Alisson e Giovane sono ancora indisponibili, e Allegri userà questi giorni per non forzare tempi di recupero. Ma il messaggio del Corriere è ottimista sul piano tattico: «C’è talento e abbondanza di soluzioni alle spalle di Rasmus». Per il Napoli significa arrivare al Maradona contro il Frosinone con più di un piano B. Se il 4-2-3-1 convince in settimana, si riparte da lì; se serve più densità a centrocampo, si può cambiare senza stravolgere l’idea di alimentare Hojlund.

In sintesi, Allegri non sta solo scegliendo undici nomi. Sta costruendo un sistema in cui la trequarti è un arsenale, non un posto fisso. Vergara come gioiello interno, Neres in rampa di lancio per ritrovare smalto, De Bruyne reduce da una buona Belgio-Italia, Lang e Favasuli di ritorno: per il ssc napoli è il momento di trasformare la profondità della rosa in scelte chiare. Il 10 ottobre, ore 20:45, sarà il primo esame vero dopo la sosta. E i tifosi aspetteranno soprattutto una cosa: vedere Hojlund meno solo, con compagni veri alle spalle e soluzioni pronte in panchina.