Mentre a Castel Volturno si conta ogni giorno che avvicina Scott McTominay al rientro agonistico, sul tavolo del Napoli c’è un altro dossier altrettanto caldo. Non è solo questione di anticoagulanti e date di ripresa: è questione di contratto, di cifre e di futuro. Il Mattino e il Corriere dello Sport raccontano di una trattativa di rinnovo ancora aperta, con messaggi tra le parti ma senza intesa. E sullo sfondo spunta l’ipotesi che, tra gennaio e giugno, un’offerta choc possa obbligare il club a valutare anche la cessione.
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ToggleMessaggi tra Manna e l’entourage: passi avanti, ma non bastano
Qualche segnale positivo c’è. Giovanni Manna e lo staff dello scozzese hanno ripreso a scambiarsi messaggi per fissare nuovi appuntamenti. Non è ancora un tavolo chiuso, ma almeno non è più silenzio radio. Il problema, però, resta lo stesso dell’estate: le richieste economiche. L’entourage di McTominay punta a un prolungamento fino al 2030 — due stagioni in più rispetto alla scadenza attuale del giugno 2028 — con un ingaggio che supera gli 8 milioni netti annui, fino a toccare la fascia 8-9. Per Aurelio De Laurentiis quella cifra è inaccettabile. E finché le posizioni restano così distanti, il Calciomercato Napoli continua a girare a vuoto sul nome più delicato del centrocampo.
Il paradosso è evidente. Lo scozzese è considerato pezzo da novanta per il progetto di Massimiliano Allegri: rapidità, imprevedibilità, palleggio e pressione. Tutto ciò che è mancato nel settembre azzurro. Allegri lo vuole in campo il prima possibile, magari già nel ciclo di ottobre se i cardiologi inglesi daranno il via libera. Ma parallelamente la società deve decidere se blindarlo davvero o tenere aperta una porta laterale. Con la scadenza al 2028, già dalla prossima estate McTominay entrerebbe nell’ultimo anno di contratto: rischio classico di arrivare a parametro zero, o di dover accettare un’offerta che oggi sembra solo uno spettro.
Lo spettro gennaio: offerta choc e valutazione cessione
Il Mattino non usa mezze misure: la grande paura è che già a gennaio possa arrivare un’offerta capace di mettere il ssc napoli di fronte a un bivio. Ipotesi, chiariscono le fonti, non certezza. Ma in un mercato invernale sempre più aggressivo, soprattutto per i profili di mezzo campo capaci di fare la differenza in Champions, stare “sul chi va là” è obbligatorio. Se il rinnovo non si sblocca e arriva una proposta da Premier o da un big europeo, De Laurentiis e Manna dovranno fare i conti: tenere a tutti i costi il giocatore, oppure monetizzare prima che il valore scenda con l’avvicinarsi della scadenza.
Non è un tema isolato. Sul centrocampo azzurro ci sono altri nodi aperti: Zambo Anguissa (opzione già esercitata ma futuro ancora da definire), Lobotka e De Bruyne con scadenze che guardano al 2027. McTominay, però, è il caso più delicato proprio perché le richieste dell’entourage sono le più alte e perché il club lo considera centrale nel rilancio di Allegri. Volontà comune di andare avanti insieme, dicono entrambe le parti. Poi, quando si apre il foglio Excel, le distanze tornano a farsi sentire.
Tra campo e contratto: Allegri aspetta McT, il club negozia
Intanto lo scozzese lavora a Castel Volturno, in palestra e anche in campo per conto suo, partecipando alle riunioni tecniche. Il rientro agonistico resta legato al protocollo anticoagulanti: niente contrasti e niente partite finché i farmaci non verranno sospesi. Ma il messaggio che arriva dalla società è doppio. Da un lato Allegri ha bisogno del “gigante” per ridare ritmo e cattiveria al mezzo campo. Dall’altro Manna deve chiudere (o almeno avvicinare) una trattativa che, se resta in stand-by troppo a lungo, rischia di diventare un problema di mercato prima ancora che di formazione.
Per i tifosi il quadro è chiaro quanto scomodo: McTominay è uno dei pochi a poter cambiare il volto di questa squadra, e proprio per questo il suo contratto pesa come un macigno. Se le parti troveranno una mediazione sotto gli 8 milioni “pieni” chiesti dai familiari, il Napoli potrà blindare un pezzo di identità fino al 2030. Se no, gennaio smetterà di essere solo la finestra del mercato invernale e diventerà il mese in cui valutare se lo scozzese è ancora un asset da proteggere o una plusvalenza da mettere in cassaforte. Tra messaggi, cifre e paure, il dossier McTominay non è più solo medicale: è diventato il vero snodo del progetto Allegri.