Dopo la sosta delle nazionali, a Castel Volturno si ragiona su un cambio di pelle. Secondo quanto riportato da La Repubblica e rilanciato da AreaNapoli, Massimiliano Allegri sta valutando seriamente un passaggio alla difesa a tre in vista del match casalingo contro il Frosinone, in programma sabato intorno al 10 ottobre. L’idea non è stravolgere il progetto offensivo, ma aggiungere un centrale e togliere un centrocampista: più copertura dietro, due uomini alle spalle di Hojlund davanti, e una linea a tre pura che restituisca solidità a un Napoli ancora in cerca di equilibri.
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ToggleBeukema-Rrahmani-Marin: il terzetto più citato
Il nome del gioco è chiaro. Il terzetto di centrali più ripetuto nelle voci di Castel Volturno è composto da Sam Beukema, Amir Rrahmani e Rafa Marin. Ruoli e gerarchie sono già abbastanza definiti nelle ipotesi di lavoro: Rrahmani resterebbe il perno e il libero della linea, il riferimento che legge le traiettorie e chiude i buchi. Beukema, dopo il recupero dal problema al tendine, è considerato la pedina che rende davvero praticabile il ritorno alla difesa a tre: senza di lui, con i soli Rrahmani e Marin, il pacchetto rischierebbe di restare corto. Marin completerebbe il terzetto sul centrosinistra, con le sue uscite palla al piede e la capacità di spalancare linee di passaggio verso le fasce.
Non è un dettaglio da poco. Beukema è arrivato nel 2025 con un investimento importante, intorno ai 31 milioni, proprio per dare profondità e qualità al reparto. Ora che il tendine ha smesso di fare i capricci, Allegri può finalmente disegnare una linea a tre con tre centrali “puri”, senza improvvisare con esterni abbassati o mediani di ripiego. È la stessa logica che il tecnico piemontese ha usato in altri cicli di carriera: prima la solidità senza palla, poi la costruzione. E il ssc napoli, nelle prime uscite di stagione, ha faticato proprio lì — tra 4-3-3 e 4-2-3-1 — concedendo spazi e subendo ripartenze quando doveva invece chiudere.
Badiashile in agguato: rotazioni e ambientamento
Nel pacchetto non c’è solo il terzetto tip. Anche Benoît Badiashile, arrivato in prestito dal Chelsea con diritto di riscatto, entra nelle valutazioni di Allegri. Il francese è ancora in fase di ambientamento, con minuti limitati e un adattamento tattico da completare, ma rappresenta un’alternativa naturale per gestire le rotazioni in un calendario denso. Difesa a tre o difesa a quattro, Badiashile può entrare a ruota, soprattutto se Beukema o Marin avranno bisogno di gestione del carico dopo la sosta.
È un tema che i tifosi conoscono bene: senza ricambi di livello, la linea a tre diventa un azzardo. Con Badiashile in agguato, invece, Allegri può pensare a turni, a partite “sporche” da chiudere in vantaggio, a un Frosinone che — da neopromosso o da squadra di qualità inferiore sulla carta — proverà comunque a fare muro e a colpire in contropiede. Avere quattro centrali affidabili (Rrahmani, Beukema, Marin, Badiashile) cambia il modo di preparare la settimana: non più emergenza, ma scelta.
Perché il cambio di modulo e quando arriverà la decisione
Il perché è scritto nelle prime giornate. Il Napoli ha oscillato tra moduli senza trovare una tenuta convincente senza palla. Inserire un difensore in più e togliere un centrocampista serve a ridurre gli spazi concessi, a tenere più uomini nella zona di rifinitura avversaria e a dare a Rrahmani un “libero” vero, non un centrale costretto a fare da jolly su tutta la fascia. Davanti, l’idea resta di non smontare la fase offensiva: due alle spalle di Hojlund, fasce ancora popolate — storicamente Politano o Favasuli a destra, Spinazzola o Olivera a sinistra — e un centrocampo più corto ma più protetto.
La decisione finale, dicono le fonti, arriverà dopo le ultime sedute di allenamento. Allegri non è uomo da stravolgimenti a caso: se la difesa a tre Beukema-Rrahmani-Marin va in campo contro il Frosinone, sarà perché i numeri in allenamento e la lettura della gara convincono. Se invece resterà il 4, Badiashile e Beukema continueranno a contendersi i minuti in una linea a quattro più classica. Per ora, però, il messaggio che esce da Castel Volturno è netto: la linea a tre non è più un’ipotesi da bar, è un piano di lavoro concreto. E i nomi — Beukema, Rrahmani, Marin, con Badiashile pronto a entrare — sono già sulla lavagna.