Napoli-Avellino 0-2 a Castel Volturno: Primavera in campo e McTominay al rush del martedì

Napoli-Avellino 0-2 a Castel Volturno: Primavera in campo e McTominay al rush del martedì

A Castel Volturno la sveglia della ripresa non è stata dolce. L’allenamento congiunto tra Napoli e Avellino è finito 0-2 per gli irpini di Alessandro Nesta: reti di Venturi e Di Maggio, entrambe nella ripresa. Non è un risultato di classifica, è una sgambata. Ma per Massimiliano Allegri resta una fotografia chiara: la rosa azzurra, oggi, è letteralmente a pezzi. Diciotto assenti tra infortuni e nazionali. Quasi due squadre fuori casa.

Il tecnico ha usato la prima frazione per mettere sotto stress i big rimasti a disposizione. Poi, nella ripresa, il campo si è popolato di Primavera. Presente anche mister Antonio Nocerino. Gli irpini, a una settimana dalla Sampdoria, hanno trovato ritmo e gol. Gli azzurri hanno trovato soprattutto risposte parziali e tante domande ancora aperte.

Zero-due e diciotto buchi: chi c’era (e chi no)

Il tabellino, se vogliamo chiamarlo così, parla chiaro. Nella ripresa Venturi sblocca, Di Maggio raddoppia. L’Avellino fa il suo lavoro. Il Napoli, ridotto all’osso, fa quello che può. Tra i disponibili della prima squadra che hanno messo piede in campo ci sono Matteo Politano, Lorenzo Lucca, David Neres, Nikita Contini, Sam Beukema, Rafa Marin, Amir Rrahmani e Benoît Badiashile. Non tutti per novanta minuti: Allegri ha spezzato, osservato, annotato. La prima parte, come raccontano le cronache, è servita a verificare la condizione atletica di chi è rimasto a Castel Volturno.

La lista degli assenti fa impressione. Otto infortunati: Alex Meret, Buongiorno, Marianucci, Anguissa, Scott McTominay, Spinazzola, Giovane e Alisson Santos. Dieci nazionali: Di Lorenzo, Vergara, Favasuli, De Bruyne, Lobotka, Gilmour, Hojlund, Lang, Olivera e Milinkovic-Savic. In queste condizioni parlare di «prova tecnica» è un eufemismo. È sopravvivenza operativa: tenere vivo il ritmo partita di chi c’è, dare minuti alla Primavera, non spezzare il filo della preparazione verso il Frosinone del 10 ottobre.

Per Nesta e i suoi, invece, la sgambata vale oro. Un test serio contro una big, anche se rimaneggiata, e due gol per chiudere la settimana con il sorriso. Per Allegri vale di più il taccuino: chi ha tenuto il passo, chi ha tirato il fiato, chi merita ancora un occhio in più nelle sedute che restano prima della ripresa del campionato.

Infermeria: Meret, Spinazzola e Giovane ok. McTominay aspetta martedì

Sette calciatori hanno lavorato in modo personalizzato tra palestra e campo: Alisson Santos, Anguissa, Giovane, Marianucci, McTominay, Meret e Spinazzola. Il quadro recupero, aggiornato alle fonti della giornata, è più chiaro di ieri. Per Frosinone Allegri dovrebbe riavere Meret, Spinazzola e Giovane: tre pezzi importanti, soprattutto tra i pali e sulla fascia. Su Anguissa le probabilità oscillano intorno al cinquanta per cento. Marianucci resta giorno per giorno. Alisson Santos ha tempi più lunghi: niente scorciatoie.

Il nodo più delicato, però, ha il cognome McTominay. Martedì lo scozzese si sottoporrà a una visita specialistica per l’idoneità sportiva. È il passaggio decisivo: senza quel via libera non si discute di convocazioni. Con il via libera, invece, si apre una finestra — non un automatico ritorno in campo. Allegri valuterà la condizione atletica insieme allo staff medico. Solo allora, con la cautela del caso, potrà pensare di inserirlo tra i convocati per Frosinone o, più avanti, per la Champions contro il Villarreal. A Castel Volturno, dicono, si respira fiducia. Ma fiducia non è sinonimo di undici titolare stampato.

Il messaggio, per la piazza, è semplice: McTominay si avvicina, non «è già tornato». Tra anticoagulanti, lavori personalizzati e il rush del martedì c’è ancora una scala da salire. Chi racconta il contrario vende titoli, non fatti.

Cosa resta ad Allegri (e cosa cambia dopo la sosta)

Lo SSC Napoli esce da questa mattina con un risultato interno brutto da leggere e un inventario utile. I big presenti — Beukema, Badiashile, Rrahmani, Marin, Politano, Lucca, Neres — hanno avuto minuti e lettura. La Primavera ha riempito i buchi e ha ricordato che, in sosta, il serbatoio young può diventare rete di sicurezza. Nocerino a bordo campo non è un dettaglio di cronaca: è il segnale che il club tiene collegati i due piani della piramide.

Dopo la sosta il calendario non perdona. Frosinone il 10 ottobre, poi densità di impegni e la Champions. Allegri dovrà ricucire una rosa spezzata in tre pezzi — nazionali in rientro, infortunati in ripresa, titolari che hanno tenuto botta a Castel Volturno. Il 0-2 di oggi non decide nulla in classifica. Decide, però, il tono della settimana: meno prove di modulo a pieno organico, più gestione del recupero e della testa.

Venturi e Di Maggio hanno firmato il tabellino. Allegri firma il taccuino. E McTominay, da martedì, potrà finalmente firmare — o meno — il documento che tutti a Napoli aspettano: l’idoneità. Fino ad allora, a Castel Volturno si continua a costruire con i pezzi disponibili. Anche quando, come oggi, quei pezzi non bastano a tenere lo 0-0 contro l’Avellino.