Francia-Italia, Vergara verso l’esordio: Mancini lo vuole titolare, Di Lorenzo in panchina

Francia-Italia, Vergara verso l'esordio: Mancini lo vuole titolare, Di Lorenzo in panchina

Stasera allo Stade de France di Saint-Denis si gioca una di quelle partite che pesano sulla storia azzurra: Francia–Italia, terza giornata della fase a gironi di UEFA Nations League, calcio d’inizio alle 20:45. Per il Napoli non è solo un impegno da tifosi: in rosa azzurra ci sono due pezzi della squadra di Massimiliano Allegri, e uno di loro potrebbe vivere la serata della vita. Secondo le ultime indiscrezioni da Coverciano, Antonio Vergara è in forte corsa per partire dal primo minuto. Un esordio in Nazionale maggiore contro i Bleus di Zinedine Zidane non è mai banale: è un salto di categoria, un esame a luci rosse.

Vergara titolare: il piano di Mancini e il terzetto napoletano

Le ricostruzioni di Sky Sport e del Mattino convergono su un undici che unisce esperienza e freschezza. In porta Donnarumma, dietro Kayode, Scalvini, Bastoni e Calafiori; a centrocampo Barella, Tonali e Fagioli; davanti un tridente con forte tinta partenopea: Vergara a destra, Francesco Pio Esposito centrale e Sebastiano Esposito sull’altra fascia. Tre ragazzi legati a Napoli e provincia — Vergara di Frattamaggiore e prodotto del vivaio del SSC Napoli, Pio cresciuto a Castellammare, Sebastiano ora al Sassuolo — che Roberto Mancini starebbe valutando come blocco offensivo per dare ritmo e imprevedibilità contro una Francia densissima.

Il classe 2003 ha convinto negli allenamenti a Coverciano: giocate, assist, gol nelle prove tattiche, fiducia guadagnata giorno dopo giorno dopo la prima convocazione in Nazionale maggiore. Saltato l’appuntamento col Belgio e rimasto in panchina in Turchia — dove era stato a un passo dall’ingresso — ora potrebbe arrivare il debutto proprio contro una delle selezioni più forti d’Europa. Non tutti i media chiudono il discorso allo stesso modo: c’è chi indica ancora un ballottaggio con Moise Kean sull’ala destra. Ma la tendenza delle ultime ore, soprattutto da Sky, spinge verso Vergara dal 1’.

Dal ginocchio alla maglia azzurra: la storia che pesa di più del modulo

Dietro la possibile titolarità c’è una biografia che spiega perché stasera, per tanti napoletani, non sarà “solo” una partita di Nations League. Tre anni fa Vergara rischiò di chiudere col calcio dopo un grave infortunio al ginocchio. Il momento fu così buio da spingerlo a chiamare il padre e a dirgli, sostanzialmente: prepara l’ufficio in concessionaria, smetto e vengo a lavorare da te. Poi la riabilitazione, la testa rimessa a posto, i prestiti a Pro Vercelli e Reggiana, il ritorno in prima squadra con Allegri. A 23 anni la maglia azzurra non è un premio di consolazione: è il coronamento di una risalita che poteva spezzarsi. Se Mancini gli darà i novanta minuti — o anche solo una fetta consistente — sarà un segnale fortissimo anche per Castel Volturno: il vivaio azzurro continua a produrre calciatori da Nazionale.

Per il Napoli il dialogo con la Nazionale è sempre un affare delicato. Da un lato la visibilità e il prestigio; dall’altro i minuti nelle gambe, i viaggi, il rischio di rientrare stanchi a ridosso del Frosinone del 10 ottobre e del rush di nove gare in meno di un mese. Allegri sa benissimo che avere un Vergara “caricato” dall’esordio azzurro può valere più di una seduta in più a Castel Volturno. Allo stesso tempo vuole i suoi pezzi interi. Stasera, tra Parigi e il divano di casa, tanti tifosi azzurri faranno il tifo con un occhio al risultato e l’altro alle condizioni del ragazzo.

Di Lorenzo in panchina, Kayode preferito: il capitano aspetta il suo momento

Meno roseo, almeno per stasera, il quadro di Giovanni Di Lorenzo. Le ultime indicazioni da Sky e dalle rassegne stampa danno ancora Kayode davanti al capitano del Napoli sulla fascia destra. Mancini sembra voler confermare il giovane talentuoso, con Di Lorenzo pronto a entrare in corsa se la gara lo richiederà. Non è una “bocciatura”: è una scelta di turn over e di equilibrio, in una trasferta contro una Francia capace di allungare e attaccare le corsie. Il capitano azzurro resta un riferimento di spogliatoio e di campo; la panchina di Saint-Denis non cancella il suo ruolo, ma riflette le gerarchie del momento in Nazionale.

La Francia, dal canto suo, si presenta con un 4-3-3 di Zidane che fa paura solo a leggerlo: Maignan; Koundé, Upamecano, Jacquet, Truffert; Cherki, Koné, Rabiot; Olise, Dembélé, Doué. Un blocco fisico e tecnico di altissimo livello, abituato a chiudere gli spazi e a ripartire in tre tocchi. L’Italia arriva dopo il ko col Belgio e la vittoria di morale sulla Turchia: ha bisogno di punti e di personalità. Inserire Vergara e i fratelli Esposito dal primo minuto è una scommessa di coraggio: meno rodaggio internazionale, più energia e fame. Se funziona, Mancini avrà trovato un nuovo volto offensivo; se la gara si inceppa, ci sarà comunque tempo per correttivi dalla panchina, con Di Lorenzo e altri senatori pronti a entrare.

Cosa cambia per il Napoli (e per Allegri) dopo il fischio finale

Al di là del risultato, il ritorno dei nazionali a Castel Volturno sarà il vero tema della prossima settimana. Vergara, se esordisce e se tiene il ritmo per una buona fetta di gara, riporterà a casa minuti di altissima intensità: utili per la condizione, da gestire con attenzione per non arrivare al Frosinone con la lingua fuori. Di Lorenzo, anche da subentrato, riuscirà comunque ad aggiungere pezzi di gara utili. Intorno a loro il resto della “spedizione” azzurra — De Bruyne, Lobotka, Gilmour, Lang, Hojlund, Olivera, Milinkovic-Savic e gli altri — sta chiudendo la sosta con impegni sparsi per l’Europa e oltre. Allegri aspetta tutti, mentre a casa continua a lavorare su modulo e recuperi: la difesa a tre provata in settimana e l’infermeria che lentamente si alleggerisce sono i due dossier paralleli.

Stasera, però, il focus è uno solo. Un ragazzo di Frattamaggiore che tre anni fa pensava di appendere le scarpe, e che alle 20:45 potrebbe calcare il prato dello Stade de France da titolare dell’Italia. Per il Napoli è orgoglio di vivaio; per Vergara è la notte che ha inseguito da quando ha deciso di non smettere. Noi la seguirermo con il cuore in gola, come si fa quando uno dei “nostri” indossa la maglia più pesante di tutte.