Dopo l’ultima seduta della settimana a Castel Volturno, Massimiliano Allegri ha spento le luci del centro sportivo e ha detto ai suoi: riposatevi. Sabato e domenica niente campo, niente doppie sessioni, niente video-analisi obbligatoria. Il Napoli ha il weekend libero, tutto intero. Non è un regalo a caso: è una scelta di gestione. Davanti c’è un mese che farà male alle gambe, e il mister vuole arrivare al primo appuntamento con le batterie cariche, non con la lingua fuori.
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ToggleWeekend libero: perché Allegri spegne il campo
La logica è semplice, anche se in ambiente azzurro ogni pausa fa discutere. Il gruppo ha chiuso ieri gli allenamenti a Castel Volturno e non scenderà in campo né oggi né domani. Allegri ha preferito concedere aria a tutto lo spogliatoio, nazionali inclusi quando rientreranno, piuttosto che tenere in piedi una seduta “di facciata” a ranghi ridotti. La ripresa è fissata per lunedì pomeriggio, in coincidenza con il ritorno dei calciatori impegnati con le rispettive Nazionali. Da lì riparte il lavoro vero, quello che prepara il SSC Napoli alla prima delle nove gare in ventinove giorni.
Sabato 10 ottobre, alle 20:45, al Maradona arriva il Frosinone. È solo l’antipasto: poi il calendario di Serie A e le altre competizioni si stringono come una morsa. Allegri lo sa meglio di chiunque: in queste settimane conta meno il “lavorare sempre” e più il “lavorare giusto”. Un weekend di testa libera, di famiglia, di sonno vero, può valere più di due sedute a intensità media. Il messaggio allo spogliatoio è chiaro: recuperate, perché da lunedì si ricomincia a pieno ritmo.
Meret, Spinazzola, Giovane: i tre che Allegri vuole indietro
Il mister non nasconde l’obiettivo primario di queste ore: allargare la rosa utilizzabile. Conta sul recupero di Alex Meret, Leonardo Spinazzola e Giovane, tre pezzi importanti finora ai box o in fase di rientro. Avere il portiere titolare a disposizione, un esterno di esperienza come Spinazzola e la qualità offensiva del brasiliano cambierebbe il volto della panchina — e delle scelte — contro il Frosinone. Non è una promessa di titolarità per nessuno: è un’ambizione di organico. Arrivare al 10 ottobre con più soluzioni significa gestire meglio i carichi nelle otto gare successive.
Il contrasto con chi ancora non ce la fa è evidente. Su Francesco Pio Favasuli le ultime indicazioni parlano di lesione di secondo grado al retto femorale e di almeno una ventina di giorni di stop: per lui il rush di ottobre rischia di restare uno spettacolo da fuori. Proprio per questo Allegri tiene d’occhio i rientri “vicini”: ogni giocatore recuperato non è solo un nome in più nella lista, è un pezzo di turn over che può salvare gambe e cervelli in un mese da incubo. Meret, Spinazzola e Giovane sono i primi tre nomi su cui il mister ha puntato la matita; il resto dell’infermeria continuerà a essere monitorato giorno per giorno.
McTominay, martedì 6 ottobre il test di idoneità
C’è poi il dossier Scott McTominay, che merita un capitolo a parte. Dopo l’ablazione del 8 settembre, lo scozzese è ancora fuori dal campo di gara, ma il percorso di ripresa sta entrando nella fase decisiva. Secondo quanto ripreso dal Corriere dello Sport, martedì 6 ottobre è in programma il test di idoneità / fitness: se l’esito sarà positivo, il centrocampista potrà essere valutato anche in ottica Frosinone. Non è ancora un “si gioca”: è un “si vede”. Allegri non forzerebbe mai un rientro emotivo; però avere McTominay anche solo come opzione di panchina o di ultimi minuti, in un mese di nove partite, sarebbe un colpo di scena benvenuto.
Il timing non è casuale. Tra il test di martedì e il match del 10 ottobre ci sono pochi giorni di margine: abbastanza per un’eventuale riattivazione mirata, troppo poco per inventarsi un miracolo se qualcosa non torna. Per questo il weekend libero serve anche a chi sta tornando: meno stress da gruppo, più spazio per fisioterapia, per lavoro individuale, per ascoltare il corpo. McTominay è uno di quelli che può cambiare il peso fisico del centrocampo azzurro; Allegri lo aspetta, ma senza fretta da titolo di giornale.
Nove gare in 29 giorni: il vero motivo del “fermo macchine”
Tolto il weekend, il tema vero è il calendario. Napoli–Frosinone è solo la prima curva di un percorso di nove match in meno di un mese. In queste condizioni ogni scelta di Allegri — chi riposa, chi parte, chi rientra dall’infermeria — pesa il doppio. Concedere sabato e domenica libera non è indolenza: è programmazione. I nazionali rientrano, i reduci dai box cercano minuti di qualità, chi ha giocato di meno nella fase precedente deve essere pronto a subentrare. Il mister vuole un gruppo fresco di testa e di gambe, non un gruppo che arriva al Maradona già con il fiato corto.
Da lunedì pomeriggio, quindi, Castel Volturno torna laboratorio. Si lavorerà su ritmi, su uscite palla, su come affrontare un Frosinone che in trasferta sa farsi odioso. Ma il messaggio di queste ore resta quello: riposare è parte del lavoro. Allegri ha spento il campo per due giorni; lunedì lo riaccende. In mezzo c’è solo una cosa che conta davvero — arrivare al 10 ottobre con più giocatori utili e meno chilometri nelle gambe. Il weekend libero è già il primo allenamento della settimana che verrà.