Il campo deve ancora dire tante cose, ma il calendario del futuro sembra già scritto. Secondo l’esperto di mercato turco Ekrem Konur, rilanciato oggi da AreaNapoli, il Napoli non avrebbe alcuna intenzione di esercitare l’opzione per un ulteriore anno presente nel contratto di Kevin De Bruyne. Tradotto: il belga, legato agli azzurri fino a giugno 2027, si avvia a salutare a parametro zero al termine dell’accordo. E dall’altra parte dell’oceano c’è già la fila.
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ToggleLa fila americana: Miami, Chicago e San Diego
La MLS non ha mai smesso di pensare a De Bruyne, e la prospettiva di prendere uno dei centrocampisti più iconici dell’ultimo decennio senza pagare il cartellino ha riacceso tutti i radar. Konur parla di tre società pronte a darsi battaglia. C’è il San Diego FC, club giovanissimo che cerca il colpo a effetto per piantare la bandiera nel campionato americano. C’è l’Inter Miami di David Beckham, che di stelle ne ha collezionate parecchie e non disdegnerebbe di aggiungerne un’altra. E c’è il Chicago Fire, pronto a inserirsi per regalare alla piazza un leader con una carriera leggendaria alle spalle.
Il punto, però, è il contesto. Secondo il giornalista turco i colloqui per un prolungamento sono in una fase di stallo totale, e lo scenario più accreditato è quello di un addio naturale. Non è una rottura, almeno per ora: è piuttosto la sensazione che il matrimonio tra il belga e la società di Aurelio De Laurentiis abbia una data di scadenza già segnata sul calendario. E per un Calciomercato Napoli che deve fare i conti con tante scadenze ravvicinate, è un tema che non si può rimandare all’infinito.
Bollito? I numeri raccontano un’altra storia
In città, intanto, la discussione su KDB è accesa. C’è chi lo considera ormai sul viale del tramonto, e chi invece lo difende a spada tratta. Arturo Minervini, a Radio Tutto Napoli, è stato netto: dare del bollito al belga è assurdo, basterebbe guardare quello che fa con il Belgio. La sua immagine è efficace: prendere De Bruyne e non metterlo in condizione di attaccare è come ingaggiare un astronauta e non mandarlo mai nello spazio. Sul futuro, però, anche Minervini è realista: alle condizioni attuali il rinnovo non arriverà, ed è un peccato perché lui e la famiglia a Napoli si trovano benissimo.
I dati elaborati da TuttoNapoli danno sostanza al ragionamento. Nelle prime sei gare stagionali con gli azzurri, Champions compresa, De Bruyne ha giocato 355 minuti con 6 tiri, 2 nello specchio e circa 0,7 di expected goals. Con la sua nazionale gli sono bastati 200 minuti per arrivare a 10 conclusioni, 5 delle quali in porta. Lo stesso discorso vale per Rasmus Hojlund, molto più pericoloso con la Danimarca che in maglia azzurra. Il messaggio per Massimiliano Allegri è chiaro: il problema non è solo la condizione, è la centralità che il Napoli riesce a dare ai suoi giocatori migliori. Antonio Ottaiano, ex agente di Insigne, l’ha detto senza giri di parole: se De Bruyne gioca negli ultimi trenta metri diventa devastante.
Il caso nazionale e le altre scadenze
C’è poi la questione dei giorni scorsi, quella del belga rimasto con il gruppo della nazionale nonostante la squalifica. Salvatore Caiazza, su Il Roma, ha provato a sgonfiare la polemica: Allegri aveva concesso a tutti il weekend libero e Kevin ha saltato soltanto la seduta di lunedì, prima di rientrare a Castel Volturno. Altro che caso, scrive Caiazza: un giocatore che potrebbe godersi relax e soldi ha scelto di stare accanto ai compagni, e invece si va a cercare il pelo nell’uovo.
Il Napoli, del resto, non ha solo De Bruyne in scadenza nel 2027. Anche Alex Meret ha un contratto che termina il 30 giugno 2027, e il suo agente Federico Pastorello a SportMediaset ha lasciato tutte le porte aperte: ascolteranno le opportunità, ma il portiere è così legato all’ambiente che potrebbe anche restare, se il club lo vorrà. Ora però la priorità è il campo: sabato al Maradona arriva il Frosinone, primo di nove impegni in ventinove giorni. E un De Bruyne messo nelle condizioni giuste potrebbe essere la risposta migliore a chi parla già di addio.