Finita la sosta, a Castel Volturno si torna a parlare di lavagna e pennarelli. E la sensazione è che sabato sera, al Maradona contro il Frosinone, il Napoli possa presentarsi con un vestito diverso. Massimiliano Allegri non ha ancora deciso, ma secondo Repubblica il 4-2-3-1 rischia di finire nell’armadio per lasciare spazio al 3-4-2-1, il sistema che il gruppo conosce a memoria per averlo usato a lungo nella scorsa stagione. Il Corriere dello Sport conferma la tendenza, con una precisazione importante: l’idea della difesa a tre non è mai andata in soffitta e il tecnico la sta ancora alternando alla linea a quattro, anche negli ultimi allenamenti.
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ToggleIl ritorno al 3-4-2-1: chi gioca dietro
Durante la sosta le prove sono state chiare. Allegri ha insistito tanto sul terzetto arretrato, schierando Beukema, Amir Rrahmani e Rafa Marin. Per sabato, però, potrebbe esserci una sorpresa: secondo Repubblica, Giovanni Di Lorenzo, appena rientrato dagli impegni con la Nazionale, potrebbe prendere il posto di Beukema e giocare da braccetto destro, un ruolo che il capitano ha già interpretato con buoni risultati. Sulle corsie esterne le indicazioni portano a Matteo Politano a destra e a Leonardo Spinazzola a sinistra, con l’ex Roma che è tornato a disposizione proprio in questi giorni.
Il motivo della svolta non è solo tattico, è anche una questione di numeri. La fascia sinistra è un cantiere aperto: Olivera è fermo e punta a rientrare per la Roma, Favasuli salterà l’intero ciclo delle prossime nove partite. Con tre centrali e due esterni a tutta fascia, Allegri può coprire i buchi senza inventarsi soluzioni d’emergenza. Ieri, intanto, la squadra ha lavorato sulla fase di non possesso e ha chiuso con la classica partitella. Oggi è in programma un’altra seduta, mentre la rifinitura di domani dirà molto sull’abito tattico scelto.
Davanti: Neres cerca spazio, Hojlund carico a mille
La novità più intrigante riguarda però l’attacco. David Neres ha lavorato duro durante la sosta per ritrovare la condizione migliore e Allegri si aspetta da lui un contributo molto più pesante in zona gol. Senza Vergara, il brasiliano è il candidato numero uno per agire alle spalle della punta insieme a Kevin De Bruyne, rientrato ieri a Castel Volturno. Il terminale offensivo sarà Rasmus Hojlund, che torna dalla Danimarca con il pieno di fiducia e di gol: proprio la crescita di Neres potrebbe dargli quei palloni puliti che finora sono mancati.
In mezzo, invece, la strada sembra segnata: il doppio regista con Stanislav Lobotka e Billy Gilmour, nato come scelta e diventato una necessità vista l’emergenza in mediana. I due rientrano oggi dalle rispettive nazionali e non arrivano freschissimi. Lobotka, anzi, ha lanciato l’allarme senza giri di parole: «Anche se vengo ben pagato, sono solo un essere umano. Ora ci sono nove partite con il Napoli prima delle prossime gare con la nazionale. Giochiamo ogni tre giorni, il calendario è un massacro».
McTominay, i rientri e l’infermeria che resta piena
Il grande nome resta Scott McTominay. Lo scozzese ha ottenuto l’idoneità ed è tornato in gruppo, ma sui tempi del rientro le voci non coincidono. Per Repubblica, a Castel Volturno si esclude in maniera informale una convocazione già per sabato: qualche chance in più per la trasferta di Champions a Villarreal, mentre l’obiettivo più concreto è Venezia-Napoli del 17 ottobre alle 15. Sky invece lascia aperta la porta della convocazione già contro i ciociari. Una cosa è certa: Allegri non vuole forzare nulla dopo l’intervento al cuore di inizio settembre.
Qualche sorriso, comunque, c’è. Tuttosport racconta che Meret, Spinazzola, Marianucci e Giovane sono rientrati in gruppo e sono pienamente arruolabili. Il Corriere dello Sport però ricorda che gli indisponibili restano sei: Favasuli, Olivera, Anguissa, Alisson, Vergara e Buongiorno. Talmente tanti che Allegri ha dovuto aggregare ai grandi anche Luigi Riccio, mezzala classe 2009 del vivaio, per completare le sedute. Il Frosinone di Alvini, che ha già battuto il Como di Fabregas, non va preso sottogamba: sabato alle 20.45 comincia un mese da nove partite che può riscrivere la stagione. Con tre dietro o con quattro, l’importante sarà ripartire col piede giusto.