Vigilia di Napoli-Frosinone e Allegri chiude i conti con la domanda che teneva in sospeso Castel Volturno: Scott McTominay sarà tra i convocati. Non è un rientro da titolare — lo scozzese non gioca dal 30 agosto, dopo l’ablazione in Inghilterra — ma è il segnale che lo staff cercava prima dell’anticipo di sabato al Maradona (ore 20:45, 6ª giornata di Serie A 2026-27). «Sarà convocato… 20′ o 30’», ha detto il tecnico in conferenza: uno slot di mezz’ora, non di più, pensato per non bruciare un pezzo che servirà nel mese di ferro con Champions (Villarreal e Bodø/Glimt) e il calendario di campionato.
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ToggleMcTominay convocato: mezz’ora, non di più
Il messaggio di Allegri è netto e senza fronzoli. McTominay rientra nella lista, ma i minuti saranno dosati: venti, al massimo trenta. È la logica del recupero progressivo dopo un mese fermo e un intervento delicato. Il Napoli affronta un ciclo di nove gare in circa trenta giorni: bruciare lo scozzese al primo match utile sarebbe un errore da evitare. Meglio un ingresso a partita in corso, quando il Frosinone — squadra che «corre e ha giocatori di buona tecnica», ha riconosciuto lo stesso Allegri — avrà già speso energie, e quando McTominay potrà dare densità e verticalità senza dover gestire novanta minuti di carico.
Intorno a lui, il quadro delle disponibilità si è chiarito. Luca Marianucci è recuperato e sarà del match. Sam Beukema sta bene: ha smaltito il problema al tendine che si portava dietro dalla scorsa stagione e resta pezzo chiave anche in ottica difesa a tre. Sul fronte opposto, però, restano le perdite lunghe: Antonio Vergara e Costantino Favasuli sono out «per più tempo», mentre Mathias Olivera ha bisogno ancora di quattro-cinque giorni. Anguissa è in miglioramento, ma non ancora a disposizione per sabato. In difesa Allegri non si dice preoccupato: oltre a Beukema e Marianucci cita la crescita di Badiashile e la presenza di Marin.
«Nessun alibi»: umiltà, rispetto e tre punti
Il Frosinone non è un avversario da sottovalutare, e Allegri lo ha detto a chiare lettere. Nessuna attenuante, nessun alibi: «Con grande umiltà e rispetto per il Frosinone, però abbiamo bisogno di una vittoria». La sosta per i campionati nazionali? «Sarà positiva se vinceremo, altrimenti no». Non è una battuta: è il metro di valutazione che il tecnico applica alla prima parte di stagione. A Firenze, ha ricordato, la sofferenza non era tecnica o tattica, ma di lettura del momento partita. Sul 2-0 a Milano e in altre occasioni la squadra non ha chiuso quando doveva. Contro il Frosinone serve attenzione, non ansia: voglia e applicazione per portare a casa i tre punti e agganciare un filotto di vittorie verso le prime quattro, concentrandosi «una partita alla volta» con la Champions sullo sfondo.
Il mese che inizia è decisivo. Martedì c’è il Villarreal in Europa, poi il calendario di Serie A non concede pause. Ecco perché i cambi di sabato sera non sono solo gestione del risultato, ma anche prospettiva: chi entra (McTominay in testa) deve dare immediatezza senza spezzare l’equilibrio, e chi resta fuori dalla titolarità — Politano ha lavorato bene, Neres e Lang sono in buona condizione, Spinazzola rientra — sa che le rotazioni saranno la regola, non l’eccezione.
De Bruyne e Hojlund ritrovati, Orsato e il tempo effettivo
Sul fronte Nazionali Allegri ha chiuso con un giudizio positivo. Kevin De Bruyne ha fatto molto bene con il Belgio: sotto l’aspetto fisico sta crescendo, e il tecnico è contento. Anche Rasmus Hojlund è stato ritrovato in forma: cinque partite (non tutte da novanta), due gol. Se mantenesse quel ritmo — due reti ogni quattro-cinque gare — arriverebbe oltre i 15-16 gol a fine campionato. «Non mi sembra stesse facendo male», ha chiosato Allegri, spegnendo le narrazioni da crisi. Lobotka e Gilmour, reduce da quattro impegni internazionali, hanno tempo per recuperare: «Domani sera saremo pronti».
C’è poi la riflessione di sistema sul carico fisico. Allegri non è «amante dei dati», ma ha messo sul tavolo un numero concreto: grazie all’indirizzo di Orsato sul tempo effettivo, in Serie A si è superata persino la Premier. Sei-sette minuti in più a partita, moltiplicati per cinquanta-sessanta gare di chi fa Europa, equivalgono a sei-sette partite in più di sforzo puro. È un tema che pesa sugli infortuni e sulle rotazioni, e che il tecnico chiede di affrontare senza retorica. Nel frattempo Lucca ha sfruttato la sosta per migliorare la condizione: la società ha investito su di lui, ha qualità, e Allegri gli chiede solo di stare sereno — lo spazio arriverà.
Sabato sera al Maradona, dunque, non c’è spazio per scorciatoie. McTominay torna in lista con un plafond di mezz’ora, De Bruyne e Hojlund sono ritrovati, Marianucci e Beukema danno profondità alla difesa, ma Vergara, Favasuli e (ancora) Olivera e Anguissa ricordano che l’infermeria non è vuota. Allegri chiede umiltà, rispetto del Frosinone e tre punti. Il resto — Champions, classifica, filotto — arriverà solo se prima si legge bene il momento partita. Senza alibi.