Doveva essere la serata della concentrazione, quella in cui si spengono i telefoni e si pensa solo al pallone. E invece, a poche ore da Napoli-Bodø, in città si parla soprattutto di un uomo: Kevin De Bruyne. Il campione belga, arrivato per essere il faro della squadra, è diventato in poche settimane il simbolo di uno spogliatoio che scricchiola. Tra radio, tv e YouTube, nel pomeriggio è piovuto di tutto: indiscrezioni sui rapporti interni, retroscena sul confronto con Massimiliano Allegri, riflessioni sul contratto. Il risultato è una vigilia di Champions League con un macigno in più sulle spalle.
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Toggle«A Castel Volturno lo sopportano in pochi»: la bomba di Schira
A far saltare il tappo è stato Nicolò Schira. Il giornalista, sul suo canale YouTube, non ha usato giri di parole: «Il Napoli ha anche problemi di spogliatoio. A De Bruyne lo sopportano in pochi dalle parti di Castel Volturno e Anguissa è un separato in casa e andrà via a zero». Non solo. Nel mirino finisce anche Noa Lang: «Se non gioca, scappa sempre qualche parolina». Schira descrive una squadra «a fine ciclo, da ristrutturare e ringiovanire», e si spinge oltre: «Se non ci fosse stata la Champions domani, al posto del Napoli avrei valutato l’esonero di Allegri».
Ma la frase destinata a far discutere è un’altra, perché disegna già il mercato di gennaio: «Io fossi nel Napoli saluterei De Bruyne, Lucca, Lang e Anguissa. Manna riuscirà a piazzarli? Non lo so». Quattro nomi pesanti, quattro situazioni diverse, un unico filo conduttore: giocatori che oggi sembrano più un problema che una risorsa. Che sia tutto vero o meno, il solo fatto che se ne parli così apertamente alla vigilia di una partita decisiva racconta il clima che si respira intorno agli azzurri.
La lite con Allegri e il nodo del contratto
Sul rapporto tra il belga e l’allenatore è intervenuto anche Maurizio Pistocchi, a Radio Napoli Centrale: «La lite tra De Bruyne e Allegri è indicativa. So cosa succede nello spogliatoio azzurro: c’è una palese disparità di vedute tra i giocatori importanti del gruppo e un allenatore che vuole portare avanti le sue idee a tutti i costi». Il riferimento è al famoso confronto all’intervallo della sfida col Villarreal, poi ricucito a parole. Ma secondo Sky il clima non si è mai rasserenato del tutto, e Massimo Ugolini ha messo sul tavolo il tema più concreto: il contratto di KDB scade a giugno 2027 e sul suo futuro servirà «una riflessione approfondita». Rinnovo, separazione anticipata o semplice attesa: tutte le strade sono aperte, e molto dipenderà dalle prossime settimane.
Le voci dei commentatori, però, non vanno tutte nella stessa direzione. Valon Behrami, a Dazn, è stato durissimo: «A Napoli uno come lui può trovare ogni giorno un motivo per lamentarsi. Il centro sportivo è vecchio, la posizione, giocare più avanti o più indietro. Ma la gamba non è più quella di prima. Che sia Conte o Allegri cambia poco: dovrebbe mettere le basi per creare qualcosa di nuovo, e questo non sta succedendo». Di segno opposto Alberto Rimedio, che alla Domenica Sportiva ha preso le difese del numero 11: «È cresciuto con Guardiola e ora ritrova Allegri, che da anni non ha intercettato l’evoluzione del calcio. Così nascono incomprensioni». Insomma, colpa del giocatore o del sistema? La piazza si divide, come al solito.
McTominay in ombra, Anguissa in uscita: il centrocampo è un cantiere
Il paradosso è che De Bruyne, in mezzo a tutto questo rumore, domani sera potrebbe essere uno dei titolari più sicuri. Secondo la Gazzetta, Allegri sta pensando di abbassarlo in mediana accanto a Lobotka, nella versione già vista col Frosinone, con il 3-4-3 e fino a sei cambi rispetto al Penzo. A farne le spese sarebbe Scott McTominay, che Sky dà a rischio panchina «perché nelle ultime partite non ha reso alla grande». Antonio Giordano è stato ancora più netto: dopo l’intervento di ablazione per la lieve aritmia, lo scozzese «è lontanissimo da una forma accettabile, in questo momento non è utile. Va recuperato in allenamento, gli farebbe bene una settimana in più».
Con Anguissa descritto come un separato in casa e McTominay in riserva, il centrocampo diventa il vero cantiere della stagione. Non a caso Valter De Maggio, a Kiss Kiss Napoli, ha rilanciato la pista del calciomercato Napoli invernale: «So per certo che la società metterà mano a gennaio con almeno tre acquisti, due dei quali importanti a centrocampo». Il messaggio è chiaro: la mediana che doveva essere il punto di forza, quella dei big chiamati a fare la differenza, oggi è il reparto da rifondare.
Domani parla il campo
A provare a spegnere l’incendio ci hanno pensato Meret, che a Sky ha giurato che «non c’è nessun problema nello spogliatoio», e lo stesso Allegri, che in conferenza ha chiesto di difendere chi è in rosa. Ma la verità è che le parole, a questo punto, valgono poco. Contro il Bodo Glimt, una squadra che corre, pressa e non regala nulla, De Bruyne ha l’occasione perfetta per zittire tutti: una prestazione da campione e il «caso» si sgonfia in novanta minuti. Un’altra serata anonima, invece, e le voci di questo pomeriggio diventerebbero il copione di gennaio. Il Maradona, che non sarà pieno, aspetta la sua risposta. E con lui un Napoli che di leader veri, adesso, ha un disperato bisogno.