Il giorno dopo il 3-3 con la Roma, in casa Napoli il pensiero non va solo ai due punti buttati nel finale. C’è un’altra notizia che pesa, forse anche di più: Benoît Badiashile si è fermato di nuovo, e le prime sensazioni sono tutt’altro che buone. Il difensore francese, uscito al 51′ con il volto tra le mani, è diventato il dodicesimo giocatore azzurro finito in infermeria in questa stagione. E proprio da quel cambio è cominciata la serata storta della retroguardia.
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ToggleLo stesso muscolo, la stessa gamba: l’incubo che ritorna
Secondo le prime indiscrezioni il problema riguarda la coscia sinistra, zona bicipite femorale. Il Mattino stamattina mette il dito nella piaga: è lo stesso muscolo, sulla stessa gamba, che negli ultimi anni lo ha già bloccato in sette occasioni diverse tra Monaco e Chelsea. Un tallone d’Achille che a Londra, appena un anno fa, lo aveva tenuto quasi sempre fuori dai convocati. Badiashile ha capito subito che qualcosa non andava: si è toccato il viso mentre usciva sorretto dai sanitari, sperando di essersi fermato in tempo.
Il paradosso è che lo staff aveva provato a proteggerlo. In Champions contro il Bodo/Glimt il francese era rimasto fuori proprio per evitare sovraccarichi, e lo ha confermato anche Allegri in conferenza: “Ha subito un infortunio muscolare e veniva da mesi di inattività: martedì l’avevo fatto riposare apposta, purtroppo è ricaduto”. Per Sky si tratta appunto di una ricaduta, come già successo ad Alisson Santos e Neres. E qui la riflessione sulla gestione fisica della rosa diventa inevitabile.
Tempi di recupero: si rivede dopo la sosta
Oggi sono in programma i primi accertamenti, ma per un quadro chiaro serviranno almeno 48 ore: la diagnosi definitiva è attesa per domani. Le facce dello staff medico al Maradona non lasciavano spazio a grande ottimismo e anche Sportmediaset parla di un timore concreto di uno stop lungo. Una fiammella di speranza resta accesa, ma i precedenti dicono altro.
Lo scenario più probabile è che Badiashile torni a disposizione solo dopo la sosta. Tradotto: salterà il trittico di trasferte con Monza mercoledì, Juventus e Porto in Champions, e con ogni probabilità anche la sfida casalinga contro la Lazio di novembre. Un’assenza pesantissima, proprio nel momento in cui il francese, dopo un avvio stentato, stava cominciando a convincere tutti con fisicità e letture difensive.
Difesa in emergenza: Rrahmani e Di Lorenzo, le speranze di Allegri
Il problema è che senza Badiashile il Napoli ha già mostrato cosa rischia. Con Rafa Marin il francese formava una coppia che aveva tenuto a bada Malen e compagni, tanto che Il Mattino parla della miglior partita dello spagnolo da quando veste l’azzurro. Poi è entrato Beukema, e i giornali stamattina sono impietosi: indicato come colpevole su due dei tre gol giallorossi, voti bassissimi un po’ ovunque. I numeri completano il quadro: 17 gol subiti nelle prime undici gare ufficiali, un avvio difensivo così brutto non si vedeva dal 1997/98, eguagliato solo dalla scorsa stagione.
Le buone notizie, se così si possono chiamare, arrivano dagli altri. Rrahmani, fermato contro la Roma da una sindrome influenzale, ha riposato e secondo Allegri “mercoledì sarà a disposizione”: il suo rientro a Monza diventa fondamentale. Anche Di Lorenzo, sostituito nel finale tra i mugugni del pubblico, è uscito per un forte colpo al ginocchio rimediato già contro il Bodo/Glimt: ha stretto i denti finché ha potuto, poi ha lasciato spazio a Spinazzola. Le sue condizioni, però, non preoccupano e il capitano dovrebbe esserci regolarmente.
Allegri, dal canto suo, ha già spostato lo sguardo avanti: “Pensiamo a Monza, Juventus e Porto”. Il calendario non concede pause e la coperta in difesa è sempre più corta. Domani la risposta degli esami dirà quanto, ma intanto il Napoli deve ritrovare solidità senza uno dei suoi pilastri.