Notizie Napoli Finalmente Milik, per il Napoli inizia una nuova stagione? La svolta l’ha giorno De Laurentiis | Prima…

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Finalmente Milik, per il Napoli inizia una nuova stagione? La svolta l'ha data De Laurentiis
Via i brutti pensieri. E pure i malumori, i musi lunghi. Ma si sa: mazze e panelle fanno i figli belli, si dice dalle parti del Vesuvio. E allora si potrebbe dire che le bacchettate di hanno fatto bene al Napoli, che s’è rimesso in riga con se stesso e con la gente alla vigilia della complicata trasferta di Champions a Salisburgo. Eppure qualche preoccupazione c’era a guardare la formazione disegnata da don Carlo.

Con Di Lorenzo preferito a Ghoulam sul lato mancino e Younes riabilitato e messo per la prima volta sul terreno di gioco dall’inizio. Per non dire di , il fantasma del San Paolo che viceversa è ricomparso all’improvviso con due gol. E dopo, nella notte col , che è squadra che sa fare calcio e che a Napoli si presenta con la mente sgombra da pensieri e con la certezza d’una serena. Un che è proprio ciò che ci si poteva pure attendere. Con un pressing alto, davanti alle stelle e la circolazione del pallone veloce come il vento. Effettivamente, in questo modo se l’aspettava, il Napoli, ma lo stesso l’ha sofferto. Sì, un inizio incoraggiante per i giovanotti di Ancelotti bisognosi d’una partita buona e del risultato dopo settimane di tribolazioni e critiche e malumori interni, ma la cosa dura poco. Perché dopo il Verona ruba palla e idee a chi sta dall’altra parte. Gioca a diverte pure. In maggior misura, dà la sensazione di poter fare gol come forse prima gli era capitato poche volte. E’ libero di mente e sciolto di piede, il Verona.

Il Napoli, viceversa, balbetta calcio. Gioca troppo lentamente per sottrarsi all’asfissiante pressione alla quale richiama sempre i suoi. Cosicché diventano soltanto portatori di illusioni il destro di (8’) e la botta di testa di Di Lorenzo (12’) parati da con qualche difficoltà. Illusioni. Perché dopo per quasi mezz’a questo punto è solo Verona. E Meret. Sì, perché se il Verona non fa gol è solo per merito del portiere azzurro, che in una manciata di secondi (fra il 19’ e il 20’) fa il fenomeno tre volte. Tre tiri uno di fila all’altro di Lazovic, Pessina e Stepinski e tre volte senza interruzione Meret para, si rialza e para tuttavia diventando il salvatore della patria azzurra. Prende palla e riparte con ferocia e in forze, il Verona, al quale, tuttavia, dopo lunghi sforzi manca sempre la stessa cosa: qualcuno là dinanzi capace di farsi rispettare veramente. E allora… e allora, come molte volte succede sui campi di pallone, il copione cambia.

Estemporaneamente arriva la sorpresa. Sarà che il Napoli ritrova un po’ di spazio e un po’ di geometrie, sarà che il Verona si riposa un poco dopo la gran fatica, cert’è gli azzurri trovano la giocata giusta per far gol e ribaltare ogni ragionamento. Inizia che da destra cambia gioco e pesca dall’altra parte; da uno spagnolo a un altro, a Fabian, il quale crossa basso per che questa volta non può proprio sbagliare. Gol. Il primo in questo campionato, il secondo dopo quello appena segnato con la sua . E’ la dura legge del pallone quella con la quale deve fare i conti il bel Verona che si vede a Fuorigrotta. Dall’altra parte, viceversa, la rete restituisce coraggio e anche certezze al Napoli. Sì, in avvio di secondo tempo Juric prova a cambiar registro là dinanzi. S’affida a Salcedo (per ) e dopo pure a Di Carmine (per Stepinski), ma i risultati non sono assai brillanti. E’ che pure il Napoli a questo punto è più compatto, più sicuro di sé, persino più maturo, pure se nel reparto avanzato Younes offre più fumo che arrosto, dopo la rete si vede poco e il figliuol prodigo Insigne vive più di isolate invenzioni che di una presenza stabile sul campo.

Ma nonostante tutto, il Napoli a questo punto ci sta. E non è neanche tanto un caso che raddoppi. Con Milik, si capisce. Con il suo centravanti ritrovato che in area di rigore riporta muscoli e potenza. Ma pure rapidità e furbizia. Come allorchè su suggerimento di Insigne su una palla fredda, anticipa tutti e fa un altro gol attaccando il primo palo. Gol complicato che tuttavia lui rende semplice. Gol assai importante perché libera in maniera definitiva il Napoli da ogni paura. E che forse, in un caldo e tardo pomeriggio che s’era messo anche male, dà il via a un nuovo segmento di stagione. Quello fatto di qualche esperimento in meno e qualche certezza in più. Di messa al bando delle rivoluzioni di Ancelotti. Di un calcio più semplice e lineare. E, perché no, di tolleranza zero verso di quei giovanotti che si prendono troppe libertà e magari pure qualche confidenza di troppo con l’allenatore e che per punizione finiscono in tribuna.

Napoli padrone del campo, dunque, nella seconda frazione di gara. Allorchè ci sta posto pure per (per Younes (è ovvio) e dopo per Merterns che dà il cambio a Insigne e Llorente che permette a Milik di raccogliere, finalmente, l’ovazione dello stadio intero. E proprio Llorente e Mertens vanno a un nulla dal terzo gol. Ma lo spagnolo si fa parare il tentativo da Silvestri, mentre è il palo – il quarto di stagione – a negare a Ciruzzo l’aggancio a Maradona nella dei bomber d’ogni tempo. Peccato. Sarà per un’altra volta.

IL TABELLINO

Napoli-Hellas Verona 2-0 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 37′ pt e 22′ st Milik

Assist: 37′ pt Fabian, 22′ st Insigne

NAPOLI (4-4-2): Meret; Malcuit, , Koulibaly, Di Lorenzo; Callejon, Allan, Fabian, Insigne (31′ st Mertens); Milik (36′ st Llorente), Younes (20′ st Zielinski) . A . Ospina, Karnezis, Luperto, Tonelli, Ghoulam, Mario Rui, Elmas, Gaetano. All. Ancelotti

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Veloso, Amrabat (36′ st Tutino), Lazovic; Pessina, Zaccagni (7′ st Salcedo); Stepinski (15′ st Di Carmine). A direttore sportivo. Berardi, Vitale, Henderson, , Bocchetti, Danzi, Dawidowicz, Empereur, Adjapong. All. Juric

Arbitro: Piccinini di Forlì

Ammoniti: 4 ‘ pt Koulibaly (N), 15′ pt Lazovic (V), 9′ st Gunter (V), 21′ st Faraoni, 38′ st Zielinski (N), 46’ st Mertens

Image:Getty

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