Un rapporto su cui Fonseca ha poco da dire: da Duisbug in poi, il grande gelo con Dzeko

Un rapporto su cui Fonseca ha poco da dire: da Duisbug in in seguito, il grande gelo con Dzeko

Edin Dzeko fuori per una contusione. E in seguito: “Non ho nient’altro da dire”. Paulo Fonseca annuncia l’assenza del centravanti bosniaco nella prossima di campionato della Roma, ma evita di rispondere a chi gli chiede se col capitano giallorosso vi siano stati, pure di recente ulteriori screzi. E quale sia la situazione del loro rapporto. Confermando, in concreto, che da dire ci sarebbe molto altro, ma con tutta probabilità non è il momento.

Tutto nasce da Duisburg. E dall’eliminazione subita dalla Roma in Europa League contro il Siviglia, in terra tedesca. Dopo la gara, Dzeko non risparmia critiche piuttosto esplicite verso del proprio allenatore: “Nella giornata odierna mi ha deluso tutto. Ci hanno mangiato complessivamente. Risposte? Ci sta chi ha questo compito, io devo giocare e sono deluso, non abbiamo capito che era difficile giocare da dietro e abbiamo provato a farlo per tutta la gara”. Un messaggio neanche troppo velato all’indirizzo di Fonseca, che non controbatte: “Colpa mia, sono deluso pure io”. Da lì in in seguito, il grande gelo.

In odore di cessione. Praticamente per tutta l’estate. A mettere il carico su un rapporto complicato, ecco la lunga contrattazione che vede la Roma vicinissima ad Arek Milik, prima che tutto naufraghi. Con l’Inter e la Juventus a bussare per Dzeko e Fonseca che dà il suo ok alla cessione, ma pure quest’affare non si concretizza. In questo modo, il bosniaco rimane, ma la sensazione è che a Roma ci sia posto per uno soltanto fra lui e l’allenatore. Non a caso, le quote del potenziale esonero di Fonseca iniziano a calare nella seconda metà di settembre, dopo il primo pasticciaccio brutto dell’anno e in maggior misura dopo che ora mai diventa chiaro che Dzeko non andrà alla Juve ma rimarrà nella Capitale. In conclusione, restano entrambi. Insieme, circa.

Fino al confronto di ieri. Dai toni duri, tanto che, come rivelato dal CorSport nella giornata odierna, i calciatori avrebbero detto a Fonseca di essere pronti a non scendere sul terreno di gioco per l’allenamento. Un ammutinamento vero e proprio, un confronto durissimo volto al reintegro di Gombar e Zubiria. Guidato, non casualmente, da Lorenzo Pellegrini ed Edin Dzeko: entrambi avevano preso la parola a Duisburg. E pure il regista aveva fatto comprendere, seppur in maniera criptica, che quella serata non gli era andata proprio giù: “Meglio non parlare, si possono dire cose pesanti”. Dzeko le ha dette, e verosimilmente ne ha ribadite altre ieri, allorchè tuttavia il bersaglio principale, suo e del gruppo, era una scelta ritenuta ingenerosa da parte della società. Nella giornata odierna non è convocato e qualche cosa pare rotto, di nuovo. Magari soltanto contuso.

In odore di cessione. Praticamente per tutta l’estate. A mettere il carico su un rapporto complicato, ecco la lunga contrattazione che vede la Roma vicinissima ad Arek Milik, prima che tutto naufraghi. Con l’Inter e la Juventus a bussare per Dzeko e Fonseca che dà il suo ok alla cessione, ma pure quest’affare non si concretizza. In questo modo, il bosniaco rimane, ma la sensazione è che a Roma ci sia posto per uno soltanto fra lui e l’allenatore. Non a caso, le quote del potenziale esonero di Fonseca iniziano a calare nella seconda metà di settembre, dopo il primo pasticciaccio brutto dell’anno e in maggior misura dopo che ora mai diventa chiaro che Dzeko non andrà alla Juve ma rimarrà nella Capitale. In conclusione, restano entrambi. Insieme, circa.

Image:Getty

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