Hellas, Sassuolo bestia nera con Juric: battute Juve e Napoli, ma non i neroverdi

Hellas, Sassuolo bestia nera con Juric: battute Juve e Napoli, ma non i neroverdi

L’Europa non è mai stata uno scopo. E mai lo sarà, per lo meno non in questo anno. Ma può seguitare ad essere un sogno proibito, da cullare avidamente e il più per molto tempo possibile. Questo sì. Ecco perché l’incrocio di sabato con il Sassuolo è a suo modo un piccolo crocevia del campionato dell’Hellas Verona. Vincere significherebbe staccare di cinque lunghezze il nono posto dei neroverdi, che devono ma tuttavia recuperare una partita, ma in maggior misura procrastinerebbe la fuga definitiva del gruppetto delle prime sette in graduatoria. Certo, la Lazio – come gli emiliani – ha una gara in meno all’attivo, e il giudizio tuttavia pendente sul caso di Diawara – il verdetto del Collegio di Garanzia del CONI è previsto per il prossimo lunedì – impone di considerare pure l’evenienza che vengano sottratti due punti in classifica al battaglione di Juric. Ma, lontani da paturnie e ansie da salvezza, perché non provarci fino all’ultimo?

Reggio Emilia offre pure l’opportunità di misurarsi con sé stessi. Nel (quasi) biennio di gestione Juric, effettivamente, la squadra di De Zerbi non ha mai perso contro i gialloblù. Un piccolo primato condiviso con Bologna, Torino, Inter e Milan: un novero assai ristretto se raffrontato al totale di ventidue squadre affrontate dal Verona in questo anno e mezzo abbondante di Serie A, nel quale i veneti si sono visti attribuire a pieno merito l’appellativo di ammazza-big battendo, fra le altre, Juventus, Napoli e Lazio. Un poichè di casuale ha ben poco: l’impianto tattico dei neroverdi, le loro doti di circolazione e palleggio hanno molte volte e volentieri inibito le fonti di gioco scaligere. Lezioni del recente passato sulle quali i ragazzi di Juric intendono costruire nuove contromisure da opporre ad un avversario temuto e rispettato. Per farlo occorrerà contare sulla migliore versione di Barak e Zaccagni, chiamati a rivestire i panni dei trascinatori dopo la parentesi infelice col Milan: pure e in maggior misura da loro dipenderanno la portata e la frequenza della vena realizzativa di Kevin Lasagna.

Image:Getty

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