Recuperi e Nazionali, Fonseca incrocia le dita per il periodo particolarmente pieno di impegni che vale la Champions

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Recuperi e Nazionali, Fonseca incrocia le dita per il tour de force che vale la Champions

Poco meno di due mesi restano a Fonseca per convincere i Friedkin a rinnovarlo e alla Roma per centrare l’obiettivo dichiarato a inizio stagione. La crescita della società nei prossimi anni passerà soprattuto dall’accesso alla Champions. Giocare nell’Europa dei grandi garantisce un altro genere di introiti, nella giornata odierna fondamentali visto il contesto pandemico nel quale il mondo del calcio, e non solo, si trova. Le strade, allora, in casa giallorossa arrivati adesso dell’anno sono tuttavia due. La prima più lunga e nella maniera più assoluta non facile, è quella del campionato. Vengono a mancare dieci gare tutto sommato della Serie A e la doppia sconfitta con Parma e Napoli ha allontanato la Roma dal quarto posto, ora distante 5 punti. Recuperare non è facile perché Lazio, Napoli e Atalanta vanno più veloce e a parità di punti gli scontri diretti condannerebbero ad ogni modo la squadra di Fonseca. Il piano B, viceversa, prevede l’all-in sull’Europa League. Dopo Pasqua ci sarà il doppio confronto con l’Ajax, due match sulla carta alla portata dei giallorossi e che se superati potrebbero portare in dote la semifinale contro la vincente fra Granada e Manchester United. Vincere l’Europa League, oltre che portare un titolo in una bacheca vuota dal 2008, significherebbe giocare ad agosto la Supercoppa ed entrare nel tabellone principale della prossima Champions. Arrivandoci dall’Europa League il percorso sarebbe più corto rispetto al campionato (basterebbero 5 gare viceversa di dieci), ma non sarebbe più semplice. Per tale motivo, per lo meno fino alla sfida di ritorno con l’Ajax, Fonseca non darà un indirizzo preciso alla sua squadra. Decidere di puntare solo sulla coppa o sul campionato da subito potrebbe rivelarsi nel breve un’arma a doppio taglio. Meglio giocare su più tavoli e rimandare le valutazioni a qualche settimana dopo. Di una cosa, ma, l’allenatore è certo: ci sarà bisogno di tutti. Dal 3 al 25, la Roma sarà costretta a giocare 3 volte a settimana per un totale di 7 partite in 22 giorni. Potrebbero addirittura diventare 13 (di cui tre big match) in 43 in caso di accesso alle semifinali. Ecco allora che la giornata odierno rappresenta la tranquillità  prima della tempesta. L’ultimo giorno di riposo a Trigoria prima del periodo particolarmente pieno di impegni e la speranza è di riavere al servizio per sabato a Reggio Emilia con il Sassuolo per lo meno Smalling, Veretout e Cristante. Per Mkhitaryan sarà necessario attendere la partita d’andata dell’8 aprile con l’Ajax, mentre nel calendario di Zaniolo la partita con la prima squadra segnata con un circolato rosso è quella del 22 aprile con l’Atalanta all’Olimpico. Se la Roma facesse percorso pieno in Europa League, Nicolò avrebbe al servizio dieci gare fra campionato e coppa per dare il suo contributo e tentare il tutto per tutto in chiave Europeo. Fonseca, ma, non guarda in questo modo oltre e si augura intanto di chiudere le due settimane di nazionali senza altri problemi, oltre quelli già emersi di Cristante e Kumbulla. Per quest’ultimo bisogna attendere gli accertamenti per comprendere l’entità dell’incidente.

Image:Getty

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