Le Juve non riesce a sfatare il tabù prime quattro. Contro il Milan un pari senza tiri in porta

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Le Juve non riesce a sfatare il tabù prime quattro. Contro il Milan un pari senza tiri in porta

Finisce in parità il match di San Siro fra Milan e Juventus. Le due squadre si dividono la posta in una gara senza ombra di dubbio condizionata dallo stato del campo di gioco che abbassato il livello tecnico dell’incontro complicando lo sviluppo delle azioni sul terreno di gioco. Uno 0-0 che, a livello di classifica, serve a poco a tutte e due le squadre ma che, nelle parole post partita, trova gratificazione in Massimiliano Allegri: “Era una partita importante per chiudere gennaio nel migliore dei modi, per restare ad ogni modo lì attaccati. È stata una bella partita, combattuta, equilibrata ed è corretto il pari. Abbiamo incontrato un buon Milan e per noi restare a questa distanza da loro è importante”.

Finisce in parità il match di San Siro fra Milan e Juventus. Le due squadre si dividono la posta in una gara senza ombra di dubbio condizionata dallo stato del campo di gioco che abbassato il livello tecnico dell’incontro complicando lo sviluppo delle azioni sul terreno di gioco. Uno 0-0 che, a livello di classifica, serve a poco a tutte e due le squadre ma che, nelle parole post partita, trova gratificazione in Massimiliano Allegri: “Era una partita importante per chiudere gennaio nel migliore dei modi, per restare ad ogni modo lì attaccati. È stata una bella partita, combattuta, equilibrata ed è corretto il pari. Abbiamo incontrato un buon Milan e per noi restare a questa distanza da loro è importante”.

Le prime quattro restano un tabù.
I punti persi con le medio-piccole, sicuramente. Ma pure la difficoltà nel riuscire a superare, per lo meno una volta, una delle prime quattro squadre con cui Madama concorre per un posto nella prossima Champions. Un punto nel doppio confronto col Napoli, due in quello col Milan con il ritorno tuttavia da giocare contro Atalanta e Inter. Imporsi nella serata di ieri contro il Milan avrebbe lanciato un segnale a se stessi e alle avversari di un ritorno tangibile della Juventus, oltre che piazzare, virtualmente, per la prima volta in stagione la squadra fra le prime quattro della classifica. Neanche questa volta la Vecchia Signora ci sta riuscita, in questo modo ha provato a spiegarsi i motivi capitan Chiellini: “Bisogna riuscire a sfruttare l’episodio. Siamo cresciuti ma, ora siamo squadra per 95 minuti, ci è mancato il guizzo. Negli ultimi due mesi ma stiamo facendo benissimo”.

Zero tiri in porta, la linea difensiva regge con Rugani nuovamente al top.
A fine gara la statistica è impietosa: 95 minuti, recupero compreso, e 0 tiri in porta a tinte bianconere. Non una serata indimenticabile per Morata, innegabile. Ma innegabile pure la, solita, poca predisposizione offensiva della squadra che si aggrappa solo ed esclusivamente alle fantasie di Dybala e ai dribbling di Cuadrado. Che ma, con tante maglie avversarie attorno, non riescono sempre a risolvere le situazioni intricate. Poco o niente a livello offensivo, ottima prestazione in copertura con un Rugani, messo in campo per la sesta volta consecutiva titolare per un’indisposizione di De Ligt, tuttavia impeccabile. Sicuro di se stesso, attento ai movimenti avversari, con tempismo perfetto in chiusura e mentalmente sempre nella partita. Da questo mese di gennaio la Juventus si ritrova in maniera definitiva tutt’altro giocatore rispetto a ciò che ricordava due d’anni fa.

Image:Getty

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