Giuseppe Marotta, patron dell’Inter, è intervenuto in conferenza stampa dopo l’Assemblea degli azionisti tenutasi nella giornata odierna a San Siro. Tantissimi i temi toccati (qui le dichiarazioni integrali), fra i quali pure il mercato che verrà:
Concorrenza altissima sul mercato, in estate dobbiamo aspettarci un’Inter più aggressiva con altre linee guida?
“Sicuramente non si potrà parlare di rivoluzione. Siamo orgogliosi del lavoro fatto da tutti, da Ausilio a Baccin a Zanetti: negli anni abbiamo messo tasselli importanti. La prima cosa è stata creare uno zoccolo duro di italiani e ci siamo riusciti, in seguito andare alla ricerca di quei professionisti magari esperti che hanno potuto dare un apporto di qualità e di esperienza. Siamo proiettati al futuro, Ausilio e i suoi stanno verificando le situazioni. A dispetto delle critiche subite, che dobbiamo accettare, mantenere la quasi totalità dell’organico a inizio stagione è sintomo di un lavoro fatto bene. Soprattutto se mantenere la rosa vuol dire mantenere una formazione che ha trovato il successo: siamo sereni, con i giusti innesti. Il modello di riferimento sarà leggermente modificato, in quanto la filosofia della società è di tornare a fare investimenti su profili giovani che garantiscano asset patrimoniali e che possano dare un apporto di qualità a questa squadra di valori importanti”.
Gli investimenti sui giovani possono essere sganciati da eventuali uscite? Potrete fare colpi da 30 milioni senza perdere pezzi?
“Ora mai ho imparato a valutare che tutte le società italiane, nessuna esclusa, non possono non ricorrere al player trading, e cioè sfruttare le plusvalenze per conquistare quel concetto di sostenibilità economica. Non siamo qui a dire che dobbiamo vendere, ma alcune operazioni in uscita possono essere fatte nella logica di dare la giusta importanza alla rosa futura – più di 24/25 elementi non si possono avere – e per dare la giusta attenzione al bilancio”.
Modificare il modello significa diminuire il monte ingaggi e alzare i costi per i trasferimenti?
“Ripeto: non aspettiamoci rivoluzioni. Mi pare che l’età media si sia abbassata e dobbiamo adeguarci: non significa che i nostri senatori vengano esclusi, prima di sono calciatori importanti che hanno palesato di poter recitare un ruolo di primo piano, e conseguentemente cosicchè valuteremo tutte le posizioni. Non significa che cambiando il modello vengano meno gli obiettivi, che restano sempre gli stessi: allorchè si parla di Inter si parla di una società che ha nel DNA la parola vincere. Parteciperemo sempre con l’obiettivo di andare molto su, giovani o non giovani. Nello sport bisogna essere ambiziosi, senza essere arroganti: vuol dire essere sicuri di sé stessi e noi lo siamo. Diamo continuità al nostro percorso, non ci saranno stravolgimenti”.
Image:Getty
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