Intervistato da DAZN, Ciro Ferrara, ex difensore di Juventus e Napoli, è tornato a parlare della delicata vicenda legata al murale realizzato dall’artista Jorit all’esterno dello stadio Diego Armando Maradona, nel quale non è stato ritratto. In particolare, Ferrara ha scelto di soffermarsi sulla sua cessione dal Napoli ai bianconeri, un passaggio che ha lasciato un segno nella sua carriera e nel cuore dei tifosi partenopei.
“Quando torno a Napoli e vivo la città, devo essere sincero: non noto ingratitudine nei miei confronti, anzi, percepisco molto affetto da parte di tantissime persone,” ha esordito Ferrara. “Bisogna però lasciar perdere quello che si legge sui social network, dove spesso la realtà viene distorta.”
Il racconto prosegue con chiarezza: “Quando lasciai il Napoli, il club stava attraversando una grave difficoltà economica. Non fui certo l’unico a dover cambiare aria, anzi. Anche giocatori come Zola e Cannavaro furono venduti in quegli anni, proprio per permettere alla società di sopravvivere.”
Ferrara ha ricordato come il Napoli gli avesse comunicato che il contratto non sarebbe stato rinnovato, lasciandolo libero di cercare altre squadre: “Tra le offerte che arrivarono, c’era quella della Juventus. Dopo un’attenta riflessione, scelsi di accettare perché volevo restare ad alti livelli, quelli che il Napoli mi aveva già permesso di raggiungere,” ha spiegato.
Non manca un accenno al peso emotivo di quella decisione: “Non posso negare che questa storia, sebbene non mi faccia male quanto si potrebbe pensare, non mi lascia indifferente. Mi dispiace, soprattutto per il modo in cui a volte viene percepita dai tifosi.”
Un passaggio significativo di Ferrara, che quindi si smarca dalle polemiche legate alla mancata presenza nel murale, sottolineando come il suo rapporto con Napoli e la sua tifoseria resti solido e carico di riconoscenza. Di sicuro questa dichiarazione getta una luce diversa su quegli anni difficili per il club, costretto a privarsi di alcuni dei suoi giocatori migliori per problemi finanziari.
Oggi il Napoli, guidato da Antonio Conte, guarda al futuro con nuove ambizioni, sperando di rinverdire i fasti del passato senza dimenticare la storia e i protagonisti che l’hanno costruita. Ferrara, con il suo racconto, ricorda proprio questo legame profondo tra la città, la sua gente e una squadra che ha attraversato momenti di gloria e di difficoltà.