Il Milan, reduce da due battute d’arresto consecutive contro Napoli e Udinese nel campionato di Serie A, deve guardarsi non solo dal campo ma anche da ciò che bolle in pentola a livello federale. Le prossime elezioni della FIGC rischiano di influenzare in maniera decisiva le sorti del club rossonero, con un possibile effetto domino che potrebbe arrivare fino alla panchina del Diavolo.
Al centro del dibattito c’è infatti il futuro della Nazionale italiana. Dopo qualche mese di valutazioni, Massimiliano Allegri è venuto a piazzarsi tra i candidati più accreditati per sedersi sulla panchina azzurra, ruolo vacante e molto delicato dopo le ultime delusioni. Il tecnico livornese – protagonista di un ciclo importante al Milan – non ha mai escluso del tutto la possibilità di raccogliere questa sfida, lasciando aperta la porta a un possibile addio al club meneghino.
Questa ipotesi si rafforza con l’esito dell’ultima assemblea di Lega Serie A, tenutasi a Milano, nella quale i club hanno scelto il proprio candidato per la presidenza della FIGC. Il nome che ha raccolto maggior consenso è quello di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, sostenuto da ben 18 società su 20, con sole due eccezioni rappresentate da Lazio e Verona. Tra i club che hanno dato il proprio appoggio a Malagò troviamo anche il Milan, molto vicino al tecnico Allegri e quindi direttamente coinvolto in questo scenario.
Se Malagò dovesse essere eletto alla presidenza della FIGC, Allegri diventerebbe a tutti gli effetti il candidato numero uno per guidare la Nazionale italiana, dando così il via a un possibile terremoto in casa Milan. L’ipotesi, come detto, non è da escludere, soprattutto perché Allegri non ha mai declinato con fermezza questa opportunità nelle varie conferenze stampa delle ultime settimane.
Inoltre, la Nazionale rappresenta per molti allenatori un palcoscenico molto ambito e un traguardo prestigioso, il coronamento ideale di una carriera già ricca di successi come quella di Allegri. Va infine sottolineato un aspetto che non va sottovalutato: lavorare al Milan, con tutte le pressioni e le aspettative del caso, non è una sfida facile. Allegri è noto per avere una mentalità vincente e, in questo senso, l’idea di guidare la squadra azzurra può rappresentare una nuova motivazione, un progetto stimolante da cui ripartire.
Nel frattempo, però, sul campo a Napoli la squadra di Antonio Conte si è imposta con sicurezza, arricchendo la propria classifica e consolidando il proprio progetto in Serie A. Il Milan, invece, deve necessariamente ritrovare tranquillità e risultati per non veder complicata anche la propria posizione tecnica e dirigenziale, strettamente legata alle dinamiche federali e alle prossime nomine che potrebbero scuotere profondamente il calcio italiano.