Aureliano spiega perché il VAR non ha fermato il contatto Bonny-Nico Paz

Aureliano spiega perché il VAR non ha fermato il contatto Bonny-Nico Paz

Napoli ha ospitato un importante incontro di approfondimento sul VAR, intitolato “Il Protocollo VAR: chi è sotto processo? La disciplina giuridica, la sua interpretazione e la sua applicazione”. Protagonista dell’evento è stato Gianluca Aureliano, ex arbitro e oggi uno dei varisti più esperti della Serie A, che ha analizzato alcuni episodi controversi tra presente e passato, spiegando dal suo punto di vista tecnico e giuridico come vengono gestiti dal protocollo VAR i casi più intricati.

Uno dei casi al centro della discussione è stato il rigore fischiato a favore del Napoli nella partita d’andata contro l’Inter, per un presunto contatto tra Di Lorenzo e Mkhitaryan. Aureliano ha chiarito: “Nel momento in cui l’arbitro vede, valuta e decide, non deve fischiare subito, ma attendere un aiuto e una collaborazione dagli altri ufficiali di gara. Questi suggerimenti arrivano dalle diverse prospettive, ma la decisione finale spetta all’arbitro. Nel caso specifico, chi commette la negligenza è il calciatore dell’Inter.”

Altra questione delicata riguardava le recenti gare del Napoli con il Verona: in particolare, il rigore concesso agli scaligeri per un fallo di mano di Buongiorno e il gol annullato a Hojlund per un tocco irregolare di mano. Aureliano ha sottolineato che “nel fallo di mano il concetto chiave è la volontarietà, che oggi viene esclusa dal regolamento nel caso di tocco sopra le spalle. Non c’è stato nessun vizio nel salto del giocatore del Verona, e ricordiamo che il calcio è uno sport di contatto, dove la violenza è eventuale e non sanzionabile automaticamente. L’intervento del VAR nel segnalare il tocco fuori sagoma è stato dunque corretto, ma poi rimane discrezione dell’arbitro decidere.” Sul gol annullato, invece, il varista ha spiegato il concetto di immediatezza: “Si valuta il monitor con la convinzione di un’alta probabilità di tocco di mano.”

Un altro episodio sottoposto al giudizio tecnico è stato il contatto tra Hojlund e Hien durante Atalanta-Napoli. “La domanda è: chi ha commesso il fallo? Se lo fa Hien, la valutazione è corretta; se invece è Hojlund, il quadro cambia completamente – ha spiegato Aureliano –. Questo è il motivo per cui, in sede di VAR, si procede alla revisione dell’errore. In quel caso, però, l’azione si era conclusa e l’arbitro ha poi fischiato fallo in campo. Le immagini mostrano chiaramente la trattenuta, ma il VAR deve fornire all’arbitro una visione oggettiva da più angolazioni, e non ci sono riprese che scagionino Hojlund. L’impressione televisiva è di contatto, ma il giudizio giuridico va oltre la semplice immagine.”

Infine è stato analizzato il penalty assegnato al Como per un fallo di Bonny su Nico Paz. Aureliano ha descritto l’episodio con precisione tecnica: “Bonny commette tre infrazioni, ma si ‘salva’ perché non arriva a toccare Nico Paz. Se ci fosse stato il contatto, la VAR avrebbe effettuato una review per valutare anche un possibile cartellino rosso. In questo caso, in campo Nico Paz ha il possesso del pallone e calcia: il suo tiro colpisce involontariamente Bonny, che entra in uno spazio particolare. L’arbitro mantiene la valutazione di fallo ‘imprudente’ e per questo motivo il rigore viene confermato, con la decisione che resta di competenza di chi è sul campo.”

Un confronto tecnico-giuridico che ha offerto una chiave di lettura approfondita sulle complessità del protocollo VAR, con uno sguardo diretto sulle partite che coinvolgono il Napoli, squadra di Antonio Conte sempre più protagonista nei grandi palcoscenici della Serie A. La figura di Gianluca Aureliano, oggi tra i protagonisti in cabina VAR, dimostra quanto il calcio moderno, specie nel campionato italiano, stia evolvendo verso un bilanciamento più giusto e preciso degli episodi controversi, tra regolamento e interpretazione.