Cronaca Sportiva
L’Inter conquista il suo ventunesimo Scudetto in una stagione straordinaria, culminata con la vittoria decisiva contro il Parma che ha certificato l’ennesimo trionfo nella storia del club nerazzurro. Un percorso tutt’altro che scontato, complicato da numerosi cambiamenti e sfide, ma che alla fine ha premiato una squadra capace di ritrovare compattezza e determinazione sotto la guida di Cristian Chivu, subentrato ad Antonio Conte sulla panchina interista. Ecco il pagellone dei protagonisti di questo trionfo in Serie A, un’analisi dettagliata di chi ha contribuito a riportare l’Inter sul tetto d’Italia.
Sommer 6 – Una stagione non all’altezza delle migliori prestazioni del portiere svizzero, chiamato a ricoprire un ruolo chiave in campo ma che ha mostrato qualche difficoltà in più rispetto al passato. Tuttavia, la sua presenza è stata un punto di riferimento importante, e le sue parate hanno contribuito al titolo, rendendo onore a quella che potrebbe essere la sua ultima annata con la maglia nerazzurra.
Martinez 6 – Pochi scampoli in campionato per il giovane portiere, con tre presenze e una porta quasi imbattuta, mentre in Coppa Italia ha disputato un ruolo da titolare fisso. Pur da comprimario, ha saputo dare il suo contributo alla causa Scudetto, dimostrando sicurezza e affidabilità ogni volta che è stato chiamato in causa.
Dumfries 7 – La sua stagione è stata segnata da un infortunio prolungato alla caviglia che lo ha tenuto lontano dal campo da fine novembre fino ad aprile, fermando la sua spinta sulla fascia destra. Fatto salvo questo lungo stop, l’olandese ha mostrato grande qualità, suggellata da una doppietta decisiva contro il Como alla trentaduesima giornata, momenti chiave ai fini della conquista dello Scudetto.
De Vrij 6 – Con appena nove presenze, di cui sei da titolare, ha comunque dimostrato di essere un elemento affidabile: ogni volta che è entrato in campo, l’Inter ha sempre raccolto punti, senza mai soccombere. La sua stagione, pur senza brillare, è stata una garanzia quando chiamato in causa.
Acerbi 6 – L’età avanza e con l’arrivo di Akanji il suo ruolo si è ridotto, con sedici presenze stagionali. Nonostante ciò, ha mantenuto un atteggiamento professionale esemplare, mettendo la sua esperienza al servizio del gruppo e aiutando i compagni più giovani.
Akanji 7,5 – Il ritiro si è rivelato un autentico colpo di mercato per il club: titolare fisso dal primo giorno, con prestazioni solide e concrete in difesa, arricchite da due gol preziosi. Un acquisto di grande spessore voluto con decisione dalla società e che rappresenta la forza del nuovo reparto difensivo nerazzurro, con la dirigenza pronta ora a blindarlo definitivamente dal Manchester City.
Carlos Augusto 6,5 – L’esterno brasiliano ha confermato la sua duttilità, diventando un terzo elemento della difesa capace di adattarsi a diverse situazioni tattiche. Il suo contributo è andato oltre le semplici statistiche (un gol e due assist), risultando spesso un’arma preziosa nel campionato di Serie A.
Bisseck 7 – Una delle sorprese più importanti della stagione. Il giovane difensore ha trovato con continuità spazio a partire dalla quindicesima giornata, diventando una colonna portante di Chivu in difesa. Con tre gol e due assist, è anche un prospetto che guarda con ottimismo al futuro nerazzurro.
Dimarco 8 – Senza dubbio uno degli uomini chiave dell’Inter campione d’Italia. Con diciotto assist segnati, ha messo a referto un record personale e di squadra difficile da battere, aggiungendo anche sei reti proprie. Il mancino di Dimarco è stato decisivo nella creazione e nella realizzazione dei gol, un perno fondamentale nell’economia dell’attacco nerazzurro assieme a Lautaro Martinez.
Bastoni 6,5 – Una stagione complicata per il difensore, tra episodi sfortunati e infortuni. Il rosso ricevuto contro la Bosnia in nazionale e i problemi fisici non gli hanno permesso di esprimersi al meglio, ma la sua dedizione non è mai venuta meno, contribuendo con costanza al successo finale.
Zielinski 8 – Se molti dubitavano della sua forma dopo il trasferimento dall’ambiente partenopeo, il centrocampista polacco ha risposto con una stagione da protagonista. Rigenerato dalla cura Chivu, è diventato il regista della squadra nei momenti di assenza di Calhanoglu, con sei gol importanti e un apporto fondamentale nella costruzione di gioco, dimostrando il suo valore anche in Serie A con la maglia nerazzurra.
Sucic 6,5 – Il giovane centrocampista ha trovato spazio e continuità, risultando una presenza preziosa e affidabile nello scacchiere interista. Con un gol e diverse buone prestazioni, ha iniziato a costruire il suo percorso nel calcio che conta, mettendo in bacheca il primo Scudetto della sua carriera.
Luis Henrique 6 – Giunto per offrire un’alternativa a Dumfries, ha sfruttato gli infortuni dell’olandese per guadagnare minuti in campo. Certamente non una stagione esaltante, ma ha comunque dato un contributo concreto con qualche gol e assist chiave, dimostrando di poter crescere nel tempo.
Frattesi 6 – Ruolo marginale per il centrocampista, che ha trovato poco spazio nel corso dell’anno. Un’annata difficile, che però si conclude con un meritato titolo anche per lui, in attesa di chiarire il suo futuro e il ruolo all’interno della rosa nerazzurra.
Diouf 6 – Poche presenze e poco spazio per il ragazzo in questa prima stagione italiana, ma il tempo è dalla sua parte. Un’annata di ambientamento che sarà utile per capire le sue reali potenzialità e il contributo che potrà dare all’Inter nei prossimi anni.
Calhanoglu 8 – Uno dei veri pilastri di questo trionfo nerazzurro, nonostante diversi stop fisici. Il turco ha siglato nove gol di grande valore, con una continuità di rendimento impressionante. È stato uno dei leader tecnici e morali, fondamentale nel riportare l’Inter sul gradino più alto dopo due anni.
Mkhitaryan 6,5 – Meno titolare rispetto al passato, ma sempre pronto a dare il proprio contributo quando chiamato in causa. La sua esperienza e la sua capacità di incidere nei momenti salienti sono state importanti, anche se resta da vedere se il futuro lo vedrà ancora protagonista con i colori nerazzurri.
Barella 7,5 – Cuore pulsante del centrocampo, tra i più utilizzati in Serie A con l’Inter, Barella ha chiuso la stagione con due gol fondamentali e numerosi momenti di leadership sia in campo che nello spogliatoio. La sua crescita continua è un elemento vitale per la squadra.
Thuram 7,5 – Tredici gol che hanno spesso fatto la differenza, soprattutto nelle fasi di assenza di Lautaro Martinez per infortunio. Ha saputo prendersi la responsabilità dell’attacco nei momenti più delicati e ha contribuito in maniera decisiva al successo finale.
Lautaro Martinez 8,5 – L’indiscusso capitano e simbolo dell’Inter campione: leader dentro e fuori dal campo, ha guidato la squadra soprattutto nella prima parte della stagione e nonostante gli infortuni ha saputo essere decisivo nel momento topico, con una doppietta contro la Roma che ha cambiato le sorti del campionato.
Bonny 7 – Al pari di Pio Esposito, è stata la rivelazione inattesa delle rotazioni offensive nerazzurre. la rete realizzata all’Olimpico contro la Roma si è rivelata cruciale e il suo equilibrio tra presenze da titolare e da subentrante ne ha fatto un elemento prezioso per l’intera stagione.
Pio Esposito 7,5 – Arrivato dalla Serie B con grandi aspettative, ha confermato il suo valore nonostante la pressione. La scelta di tenerlo, rifiutando offerte importanti, si è rivelata azzeccata: il giovane attaccante rappresenta infatti il futuro del club, arricchito dal primo Scudetto personale conquistato a soli 20 anni.
Chivu 8 – Prendere in mano l’Inter dopo l’era Conte non è stato semplice, e nemmeno raccogliere l’eredità di Inzaghi. Con grande capacità ha saputo risollevare un gruppo che l’anno precedente aveva fallito l’obiettivo triplete, ritrovando fiducia e spirito vincente. Nonostante un avvio titubante con due sconfitte nelle prime partite, dalla quarta giornata in poi la sua squadra ha ingranato la marcia vincente, superando critiche e pressioni esterne per centrare lo Scudetto. Un allenatore che ha dato una nuova identità e una spinta decisiva al ritorno al successo nerazzurro.