Lazio, addio a giocatori e Sarri contro Pisa in stadio vuoto

Lazio, addio a giocatori e Sarri contro Pisa in stadio vuoto

Lazio

La stagione 2025/26 si chiude con un bilancio amaro per la Lazio, che vive un vero e proprio anno da dimenticare. In appena una settimana, la squadra biancoceleste ha perso la Coppa Italia, ha detto addio alla possibilità di conquistare un posto nelle competizioni europee e ha incassato un altro KO nel derby contro la Roma, replicando il risultato negativo dell’andata. Tutto questo segna una delle peggiori stagioni dell’era Claudio Lotito, forse la più delicata dal suo arrivo alla guida del club.

Nel passato recente, pur tra difficoltà, la Lazio aveva saputo mantenere una certa dignità. Si pensi alla prima annata con Lotito alla presidenza, dove nonostante il rischio retrocessione, arrivò una preziosa vittoria nel derby. Oppure alla stagione 2009/10, ancor più tormentata e accompagnata dal rischio Serie B, ma salvata almeno dal successo nella Supercoppa Italiana. Oggi, invece, la squadra sembra sprofondare in una mediocrità pressoché inedita, aggravata da una campagna acquisti stagnante e da un mercato di gennaio che, paradossalmente, ha finito per indebolire ulteriormente la rosa.

La crisi si riflette anche nel rapporto tra squadra e tifoseria. Dopo gli scarsi risultati e il fastidio per certe scelte di mercato, i sostenitori biancocelesti hanno iniziato a disertare l’Olimpico già dalla fine del calciomercato invernale, segnando un clima di crescente esasperazione.

Al centro delle tensioni c’è Maurizio Sarri, che lascia intendere un futuro lontano dalla panchina biancoceleste. Al termine del derby, il tecnico ha commentato con amarezza: “Non sono stato ascoltato”, un messaggio chiaro a società e ambiente. Sarri ha aggiunto: “Noi dobbiamo fare risultati più importanti ma ci sono cose che vanno al di là dei risultati e io e i ragazzi penso che non ci possiamo fare più di tanto. Sicuramente così nel lungo periodo, come ho detto, è ingestibile e infattibile”. Nonostante il contratto in scadenza nel 2027, l’addio sembra ormai scritto e dovrebbe concretizzarsi subito dopo l’ultima partita di campionato contro il Pisa.

La rivoluzione riguarda anche la rosa. Saranno infatti numerosi i giocatori che potrebbero lasciare il club: “Abbiamo tanti in scadenza e tanti che vogliono andare via”, conferma l’ambiente. Tra i nomi già certi dei saluti ci sono Pedro e Hysaj, mentre sfuma il riscatto obbligatorio di Daniel Maldini, i cui margini verranno rivalutati. Le possibilità di un rinnovo per Toma Basic appaiono invece quasi nulle.

Non mancano poi i club interessati a diversi elementi della rosa. Si valuteranno richieste per Alessio Romagnoli, il cui trasferimento in Qatar sembrava già in dirittura d’arrivo a gennaio. In uscita anche Mario Gila, il cui contratto scade nel 2027: il difensore è seguito con attenzione da Inter, Milan e dall’altro contendente alle zone alte della Serie A, il Napoli di Antonio Conte, alla ricerca di rinforzi per consolidare la retroguardia. Per la Lazio, questa potrebbe essere l’ultima chance per monetizzare su di lui. Ai saluti anche Gigot, mentre restano da monitorare eventuali offerte per Isaksen e Cancellieri.

In definitiva, la Lazio si appresta a vivere un nuovo ‘anno zero’, con una rifondazione quasi obbligata ma con una certezza confermata: Claudio Lotito rimane al timone del club. Questo potrebbe prefigurare un’altra stagione complicata anche sul fronte dell’affluenza e del coinvolgimento dei tifosi, con il rischio che le tribune dell’Olimpico restino nuovamente deserte.