Radio Sportiva
Domenico Marocchino, ex calciatore di esperienza e oggi commentatore, ha rilasciato interessanti considerazioni sul tema degli allenatori di alto profilo in Serie A e oltre, durante un intervento radiofonico. Tra i temi toccati dalla sua analisi spiccano le ultime vittorie di Unai Emery, la stagione travagliata di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, e le prospettive legate agli altri tecnici di spessore come Antonio Conte e Massimiliano Allegri.
La quinta Europa League di Emery: cosa dice Marocchino?
“Emery si conferma un allenatore di grande livello. Chi lo conosce meglio sono senza dubbio i giocatori, perchĆ© un bravo tecnico ĆØ soprattutto colui che riesce a migliorare chi ha a disposizione. Penso a Gasperini, che ha sempre valorizzato i suoi uomini fino allāeccellenza. Spalletti, invece, vedo in una veste diversa, più da intrattenitore: nel calcio di oggi non contano solo i numeri e i risultati, ma anche lāimmagine, il prodotto che si vende. Comunque, a mio avviso, Spalletti ha fatto abbastanza bene alla Juventus, anche se non ĆØ bastato per raggiungere lāobiettivo finale.”
La gestione Spalletti alla Juventus e alcune perplessitĆ
“GiĆ dalle partite contro Lecce e Verona avevo una mia idea sullāapproccio gestionale di Spalletti. Incontri come quello contro la Fiorentina sono emblematici: non avrebbe dovuto imporre il proprio gioco, perchĆ© cosƬ si ĆØ esposto alle veloci contromosse viola. Domenica scorsa, ad esempio, sarebbe stato opportuno schierare un centrocampo più solido e stabile, piuttosto che puntare cosƬ tanto su elementi offensivi. La lettura tattica della gara ĆØ fondamentale e in questo senso ricordo quello che accadde anche durante il Mondiale con lāItalia e Spalletti commissario tecnico, quando in mezzo al campo si presentarono soltanto due uomini contro un avversario che ne schierava cinque.”
Se Spalletti dovesse lasciare la Juventus, sarebbe giusto puntare su Conte?
“Conte rappresenta una garanzia assoluta e io lo riporterei volentieri alla Juventus. Ma il problema attuale della Vecchia Signora non ĆØ solo nell’allenatore, bensƬ in chi gestirĆ le scelte di mercato e nella mancanza di un vero leader allāinterno dello spogliatoio. Prendiamo a esempio Yildiz: secondo Luciano Moggi, ĆØ un giocatore di grande qualitĆ , un vero e proprio funambolo, ma non ancora un uomo-squadra. Può fare la differenza, ma ancora non ha quel carisma necessario per essere guida dentro e fuori dal campo.”
Il futuro di Allegri: Napoli, Milan o Nazionale?
“Personalmente, vedrei Allegri meglio sulla panchina della Nazionale italiana. Ć un tecnico un poā vanitoso e penso che guidare la squadra azzurra rappresenterebbe per lui una sfida stimolante e prestigiosa, più di quelle offerte dai club come Napoli o Milan.”